covid-19 & risparmio

Il mito dell'italiano risparmiatore ormai è caduto

Nel 1995 l'Ocse poneva l'Italia in cima alla classifica dei paesi risparmiatori con il 16% del reddito annuale non consumato. Nel 2018 il livello del risparmio italiano è sceso al 2,5%. Lo dice Salvatore Morelli su lavoce.info

È tornato il ceto medio in Italia

"Gli italiani hanno sempre meno riserve". Lo scrive su lavoce.info Salvatore Morelli, research assistant professor del Graduate Center della City University of New York e membro dello Stone Center on Socio-Economic Inequality.

Il docente, che è ricercato associato anche presso il Centro studi per L’Economia e la Finanza  dell’Università Federico II di Napoli, ovviamente, sottolinea la necesità del congelamento di molte delle attività umane per tamponare una pestilenza continua a dilagare. Ma un focus sulla capacità di resilienza economica della popolazion è altrettanto necessario. 

"Nel valutare l’entità degli aiuti alle famiglie e alle piccole attività produttive, è importante chiedersi se buona parte delle persone avrà la possibilità di attutire il colpo e sostenere le proprie condizioni di vita (seppur ridimensionate) attingendo ai propri risparmi, in attesa che i trasferimenti monetari di protezione e assicurazione sociale facciano il loro corso e che le attività economiche riprendano la loro dinamica ordinaria", scrive Morelli (in foto). "Il mito dell’Italia come paese di risparmiatori non corrisponde più alla realtà".

L'affermazione si basa su dati storici oggettivi. Se nel 1995 l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico poneva l'Italia in cima alla classifica dei paesi risparmiatori con il 16% del reddito annuale non consumato, la crisi del credito del 2008 ha  messo in crisi tale primato. Fino ad arrivare al 2018 quando il tasso di risparmio degli italiani risultava "uno dei più bassi tra i paesi economicamente avanzati, pari al 2,5%".

Il ricercato calcola, per tre mesi di misure di blocco delle attività, una necessità minima di liquidità parti a 2.200 euro per nucleo familiare. Sotto questa soglia si trova lo stato di "povertà assoluta come stimata dall’Istat". La cifra cala a 760 euro per i singoli cittadini. anni, che vive nel Centro Italia, la soglia ufficiale della povertà equivale a una spesa minima mensile di 760 euro. 

"La buona notizia è che più della metà della popolazione adulta (con almeno 20 anni) in Italia dispone di questa somma di denaro: circa il 60%, per la precisione". Ma non manca il lato negativo della medaglia. "Il 40% circa della popolazione adulta in Italia sembra non disporre neppure di questa somma di denaro".

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