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Uno shock fiscale per salvare le imprese in crisi da tasse e imposte

La proposta di Jacopo Vavalli e Diego Palano: dimezzamento uniforme di tutte le aliquote di imposta sul reddito da lavoro, sul reddito delle società e sulle attività produttive del secondo semestre 2020

Il taglio dei tassi, l'eccezione diventata regola

Inondare imprese e partite Iva di denaro per una loro auspicata ripartenza potrebbe apparire tra le poche soluzioni in grado di garantire la liquidità che serve al tessuto economico produttivo italiano, ma è altrettanto vero che occorre capire quale possa essere il risultato che la stessa produce. Lo affermano Jacopo Vavalli (in foto), avvocato e docente della Scuola Nazionale dell’Amministrazione in materia di contratti e Diego Palano, uno dei nomi più noti del web italiano con nel curriculum marchi come Dalani.it e Facile.it e un master al Mit di Boston. 

I due professionisti, iriporta imgpress.it, prendono in esame il provvedimento emergenziale sui prestiti alle imprese previsto dal decreto Liquidità del governo Conte. Una misura che "in assenza di altre misure potrebbe non sortire gli esiti sperati", scrive l'agenzia stampa. Il problema si porrebbe in particolar modo nel caso in cui quelle stesse aziende "si trovassero a far fronte al pagamento di ingenti tasse e imposte. È chiaro che si potrebbe creare un circolo vizioso anziché virtuoso". 

I punti che possono indebolire il provedimento sarebbero due: il total tax & contribution rate dell’Italia, "che risulta nel 2018 pari al 59,1% del reddito di impresa, a fronte di una media globale pari al 40,5 ed europea pari al 38,9%"; il pagamento delle imposte correnti e passate. 

Come evitare questa distorsione? I due autori propongo uno shock fiscale che aiuti a "ridurre il carico delle imposte e delle tasse sino a dimezzarlo, a tutti i livelli. Vivalli e Palano propongono "un dimezzamento uniforme di tutte le aliquote di imposta sul reddito da lavoro, sul reddito delle società e sulle attività produttive (IRPEF, IRES e IRAP) del secondo semestre 2020".

Ciò "rappresenterebbe un intervento avente un impatto sicuro, immediato e notevole sulla possibilità di ripresa dell’economia reale, sulla produzione e sulla occupazione, sulla capacità di spesa degli italiani. Una tale ondata di liquidità, seppur subordinata al lavoro e alla produzione, verrebbe parzialmente reintrodotta in circolazione con effetto immediato", aggiungono i titolari della proposta.

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