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scenari | Axactor Italy

Anche per il credit management si è aperta una stagione di sfide

"Fondamentale è ripensare alle strategie e alle azioni normalmente messe in campo. Penso a soluzioni extragiudiziali e, se necessario, alla strutturazione di realtà ad hoc, come bad company o bad bank". L'analisi di Filippo Mantovani

Anche per il credit management  si è aperta una stagione di sfide

"L’emergenza sanitaria di questi mesi sta condizionando notevolmente l’economia italiana. Le previsioni di contrazione del Pil sono molto negative, si parla di una caduta tra il 9% e il 10% per l’anno in corso, senza contare il downgrade di Fitch di qualche settimana fa a BBB-". L'analisi di Filippo Mantovani, finance director di Axactor Italy

Il deleveraging a tutti i costi sembra non essere più così conveniente come in passato. In questo momento per una banca potrebbe essere più importante gestire al meglio i crediti

In questo contesto,anche il settore del credit management sta vivendo indubbiamente una fase di cambiamento ed è probabile che nel prossimo futuro saranno necessari ulteriori aggiustamenti. Si pensi innanzitutto ai tribunali che sono ancora chiusi, senza una previsione certa di riapertura e quando dovesse avvenire, i tempi saranno immancabilmente più lunghi. 

Un altro fattore da considerare è il clima di incertezza e instabilità che sta condizionando sia privati che aziende, per i primi significa cassa integrazione e redditi minori e per le seconde mancanza di liquidità e di incassi che per entrambi vuol dire difficoltà nel pagamento delle rate di mutui e finanziamenti.

A questo si deve aggiungere la moratoria voluta dal governo che, sebbene nell’immediato conceda respiro ai beneficiari, nel lungo periodo sarà probabilmente una delle cause dell’incremento del volume dei crediti deteriorati e non nei bilanci delle banche. In questo contesto ben vengano le misure straordinarie ad oggi previste per sostenere le aziende in difficoltà nei pagamenti, anche se tutti sappiamo che non saranno da sole sufficienti. 

Fondamentale è ripensare alle strategie e alle azioni normalmente messe in campo, sia da parte del legislatore che dagli operatori del settore del credito, per creare soluzioni in grado di soddisfare le esigenze che stanno emergendo. E soprattutto è necessario farlo in fretta. Penso a soluzioni extragiudiziali, ripensamento alle curve di recupero atteso dei crediti e, se necessario, alla strutturazione di realtà ad hoc, come bad company o bad bank

È verosimile inoltre pensare che il settore del credit management vedrà un’aggregazione tra piccole realtà che, trovandosi in difficoltà, saranno costrette a chiudere o a cedere l’attività a un soggetto più grande e strutturato.

Oggi, i clienti principali di Axactor sono banche e istituti finanziari. E’ di questi giorni la notizia che tutte le maggiori banche italiane prevedono un incremento delle sofferenze superiore al 10% del volume totale dei crediti in portafoglio. Se in condizioni normali il peggioramento della qualità degli attivi si traduce come prima conseguenza nell’incremento dei volumi da cedere, il prevedibile calo dei prezzi di cessione e l’allentamento a livello europeo delle norme contabili e di vigilanza potrebbe spingere molti istituti a riconsiderare le proprie strategie. 

Il deleveraging a tutti i costi sembra non essere un imperativo o, perlomeno, sembra non essere più così conveniente come in passato. In questo momento per un istituto potrebbe essere più importante gestire al meglio i crediti, valorizzarli e recuperarli settando aspettative di rientro graduali nel tempo.

Mi aspetto un incremento delle attività di gestione stragiudiziale e una crescita di piani ed accordi, piuttosto che la ricerca del rimborso totale nel breve e il passaggio alla fase legale. Anche perché i valori mobiliari e immobiliari crolleranno e non saranno comunque capienti rispetto alle esposizioni. 

La mission di Axactor è oggi più che mai coerente con il settore e con le dinamiche in atto al suo interno. Gestione e recupero del credito, piuttosto che vendita come unica opzione possibile, coincidono perfettamente con una macchina industriale tecnologicamente avanzata e strutturata per la lavorazione di grandi quantità di posizioni unsecured come la nostra.

Fin dall’inizio dell’emergenza la nostra piattaforma web based e l’infrastruttura di un gruppo con forti competenze tecnologiche all’interno è stata fondamentale per garantire totale continuità del servizio: l’azienda non ha perso nemmeno un’ora di operatività.  

Sul fronte dei portafogli di proprietà, bisognerà invece fare i conti con il rallentamento degli incassi ed il conseguente prolungamento delle curve di recupero previste e il protrarsi delle tempistiche per le procedure immobiliari e giudiziali. Saranno perciò favorite le soluzioni extra giudiziali e probabilmente la rinegoziazione dei piani di rientro già attivi. La tecnologia giocherà una parte importante, se connessa al tema del distanziamento sociale. 

È infatti plausibile che prendano piede meccanismi di pagamento on line, più veloci ed effettuabili ovunque, per evitare code e contatti nelle banche o alle poste. In Axactor ad esempio abbiamo ormai da tempo attivato quello che si chiama My Axactor, un portale nel quale i nostri clienti sono in grado di verificare la propria posizione e saldare le rate dovute con un semplice click. Tutto questo nell’ottica di facilitare il cliente e di permettergli il pagamento delle rate in autonomia senza la necessità di sollecitarlo ricorrentemente.

Un ruolo fondamentale infine lo giocheranno il governo e le istituzioni europee, dai quali dipendono le politiche che saranno attuate e di conseguenza le attività che potranno essere portate avanti. Ora come ora, come è giusto, si sta dando molto spazio al lato sociale dell’emergenza. Presto o tardi bisognerà stabilire nuove regole di ingaggio per il recupero dei crediti, la ripresa delle attività legali e la riapertura dei tribunali.

Per quel che riguarda Axactor Italy, che ricordo fa parte di gruppo con una solida e consolidata presenza nei principali Paesi Europei, ha saputo reagire fin da subito con grande prontezza all’emergenza, garantendo la sicurezza di dipendenti e collaboratori, la continuità operativa e le performance, con l’attivazione dello smart working per tutto il personale già a inizio marzo. Questo ci consente oggi di concentrarci sulle opzioni per il futuro.

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