Trimestrali

Fideuram-ISPB, conti ok grazie all’amministrato

La raccolta netta in risparmio amministrato del gigante della comnsulenza finanziaria è positiva per 3,3 miliardi compensa il dato negativo nel gestito (-0,6 miliardi). La riduzione delle masse amministrate (-8%) attribuibile all’andamento sfavorevole dei mercati finanziari. L’utile netto consolidato è in leggero calo (-3%) rispetto al primo trimestre 2019

Fideuram-ISPB, conti ok grazie all’amministrato

Tommaso Corcos, ad e dg Fideuram ISPB

 «I risultati del primo trimestre 2020 sottolineano come il nostro modello di servizio sia valido e capace di affrontare ogni condizione di mercato, comprese quelle meno favorevoli. Lo dimostrano l’utile netto a 222 milioni di euro, la raccolta netta di 2,7 miliardi e una solidità patrimoniale ben al di sopra dei requisiti normativi, con il Common Equity Tier 1 ratio che sale al 27,5%. La capacità di costruire nel tempo relazioni personali con i clienti, l’uso delle tecnologie sviluppate negli ultimi anni e l’impegno ininterrotto delle nostre persone e degli oltre 5.800 consulenti finanziari e private banker che compongono le nostre reti, hanno permesso di offrire, in modo continuativo, informazioni e supporto alla nostra clientela, assistendola in questi ultimi mesi tanto nella gestione operativa, quanto in quella strategica dei portafogli. Anche nei momenti di crisi, proporre soluzioni d’investimento diversificate e coerenti con le necessità dei clienti ed evitare scelte compiute sull’onda dell’emotività sono le linee guida da seguire per non perdere di vista gli obiettivi di una corretta pianificazione finanziaria e patrimoniale». Non nasconde la sua soddisfazione l’ad e dg Tommaso Corcos per la trimestrale del gruppo Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking. I risultati, conseguiti nel contesto problematico della piena pandemia, sono in effetti complessivamente lusinghieri se si eccettua il risparmio gestito che ha registrato il segno meno.   Il gruppo  presieduto da Paolo Molesini nel primo trimestre del 2020 ha registrato 2,7 miliardi di raccolta netta, in forte crescita (+163%) rispetto al dato dei primi tre mesi del 2019 (1 miliardo) nonostante il significativo deterioramento del contesto di mercato a partire dalla seconda metà del trimestre. L’analisi per aggregati mostra che la raccolta si è interamente concentrata sulla componente di risparmio amministrato (3,3 miliardi) riflettendo un orientamento decisamente più conservativo dei flussi di risparmio, a fronte di una raccolta netta di risparmio gestito che ha registrato un deflusso, ancorché contenuto ( 0,6 miliardi).
Alla fine di marzo 2020 le masse amministrate erano pari a 223 miliardi, in flessione dell’8% rispetto al 31 dicembre 2019 (242,7 miliardi) e sostanzialmente in linea rispetto a quelle al 31 marzo 2019 ( 223,7 miliardi).
L’evoluzione delle masse rispetto alla fine del 2019 è attribuibile alla performance di mercato che, a fine marzo, ha risentito pesantemente della diffusione globale dell’epidemia Covid-19 incidendo in maniera sfavorevole sui patrimoni. Tale effetto è stato parzialmente mitigato dall’ottimo risultato di raccolta netta conseguito dalle reti di private banker.
L’analisi per aggregati evidenzia che la componente di risparmio gestito è risultata pari a 148,8 miliardi, a fronte di 165,4 miliardi alla fine del 2019.
Al 31 marzo 2020 il numero complessivo dei private banker delle Reti risultava pari a 5.811, con un portafoglio medio pro-capite pari a oltre 38 milioni.
L’analisi dei principali aggregati del conto economico evidenzia che, nel primo trimestre dell’esercizio, le commissioni nette sono risultate pari a 427 milioni, in lieve aumento (+2 milioni) rispetto al saldo di 425 milioni registrato nel primo trimestre 2019. Le commissioni nette ricorrenti, componente predominante (oltre 93%) del margine commissionale, sono risultate pari a 399 milioni, in crescita di 5 milioni (+1%) grazie a masse medie di risparmio gestito che, nonostante la forte correzione dei mercati avvenuta nel mese di marzo, sono risultate superiori a quelle del primo trimestre 2019.
Nel primo trimestre 2020 il margine commissionale non ha beneficiato di alcun contributo riveniente da commissioni di performance (1 milione nel primo trimestre 2019).
Il margine di interesse, pari a 48 milioni, ha evidenziato un incremento del 12% rispetto al primo trimestre dello scorso anno (43 milioni) per effetto della crescita dei volumi medi investiti, in particolare sui depositi di tesoreria.
I costi operativi netti, pari a  141 milioni, sono diminuiti di 5 milioni (-3%) rispetto al corrispondente periodo dell’anno scorso (146 milioni). L’analisi di dettaglio evidenzia che le spese del personale, pari a 78 milioni, si sono ridotte di 10 milioni (-11%), in particolare per l’accentramento di alcune funzioni di controllo presso Intesa Sanpaolo a decorrere dal 1° settembre 2019. A fronte di ciò, le altre spese amministrative, pari a 49 milioni, hanno registrato un incremento di 4 milioni (+9%) per effetto dell’aumento del contratto di service con la stessa Intesa Sanpaolo, connesso alle funzioni accentrate. Le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali hanno segnato un saldo pari a 14 milioni (13 milioni nel primo trimestre 2019).
Il Cost/Income ratio è risultato pari a 29%, in miglioramento di un punto percentuale rispetto al primo trimestre dello scorso esercizio. L’utile netto consolidato è risultato pari 222 milioni, in lieve contrazione (-3%) rispetto al primo trimestre del 2019. I coefficienti patrimoniali consolidati di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking si posizionano molto al di sopra dei livelli minimi richiesti dalla normativa. In particolare, al 31 marzo 2020 il Common Equity Tier 1 ratio consolidato è salito al 27,5%, in forte crescita rispetto al 19,2% di fine dicembre 2019 per effetto dell’aumento dei fondi propri conseguente alla decisione di destinare a riserva l’utile d’esercizio realizzato da Fideuram nel 2019.

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