Trimestrali

Banca Generali, la pandemia non arresta la crescita

Balzo in avanti dell’utile netto e dei ricavi. L’istituto del leone alato, guidato dall’ad e dg Gian Maria Mossa, accelera anche in piena epidemia da Covid-19

Banca Generali, la pandemia non arresta la crescita

Gian Maria Mossa, ad e dg di Banca Generali

«Un primo trimestre all’insegna della crescita nonostante condizioni di mercato estremamente complesse in cui abbiamo saputo ancora una volta dimostrare la forza del nostro modello di consulenza al fianco dei clienti. L’aumento a doppia cifra della consulenza evoluta e dei ricavi rispecchiano lo sviluppo delle attività commerciali e la capacità di attrarre nuova clientela, specie nella fascia private con molti imprenditori che ci chiedono di accompagnarli nelle sfide legate alla protezione dei patrimoni. Nelle settimane di escalation della pandemia ci siamo presentati con un approccio molto prudente al rischio, riuscendo così ad avere una strategia difensiva a tutela degli investimenti, e allo stesso modo la forte propensione al digitale nei servizi e strumenti a disposizione dei banker e dei clienti ci ha consentito di rafforzare la relazione e la vicinanza, anche nelle modalità a distanza. Il mix d’offerta ha funzionato e le soluzioni gestite stanno ritrovando crescente attenzione con la ripresa dei mercati da fine marzo. Le condizioni nel trimestre in corso sono più sfidanti per le misure d’emergenza e l’impatto della crisi ma la solidità della banca consistente domanda di professionalità nella consulenza ci fanno guardare con fiducia ai prossimi mesi». Così l’amministratore delegato e direttore generale di Banca Generali, Gian Maria Mossa, ha commentato i risultati del primo trimestre che sono stati realizzati in un contesto senza precedenti a livello mondiale per la diffusione della pandemia da Covid-19 e per i riflessi di questa sul sistema economico e finanziario mondiale. E Banca Generali ha affronta questa nuova fase facendo leva su un modello di business flessibile, diversificato e solido sul fronte patrimonio.
 
Utile e ricavi, che balzo. A livello di conto economico, i primi tre mesi dell’anno hanno registrato un utile netto di 79,1 milioni, in crescita del 19% rispetto all’esercizio precedente. Si tratta della migliore partenza d’esercizio dal 2015 e la seconda migliore di sempre nella storia della banca. Il risultato ha beneficiato del positivo andamento dei mercati finanziari a gennaio e febbraio, mentre nelle settimane successive ha risentito del repentino cambiamento delle condizioni economiche e di volatilità dei mercati. Ottima la dinamica dei ricavi totali: 168,8 milioni (+26%)
 
 
Solidità. I ratios patrimoniali a fine periodo si confermano solidi e superiori ai requisiti richiesti dalle autorità bancarie, spiega il comunicato del leone alato: il Cet1 ratio si è attestato al 14,1% e il Total Capital ratio (TCr) al 15,5%. Il risultato è giudicato molto positivo in quanto:  l’utile del primo trimestre 2020 della Banca è stato integralmente trattenuto in linea con le politiche di remunerazione degli azionisti approvate e presentate in occasione del piano strategico triennale 2019-2021.  La proposta di dividendo riferita all’esercizio 2019 è stata portata integralmente in detrazione dei fondi propri in vista della sua presentazione all’Assemblea dei Soci del 23
aprile 2020 . Si ricorda che la proposta prevede di distribuire un dividendo di euro 1,55 per
azione tra il 15 ottobre e il 31 dicembre 2020 e un dividendo di euro 0,30 per azione tra il 15 gennaio e il 31 marzo 2021. Resta confermato che Banca Generali - in linea con le raccomandazioni di Banca d’Italia e della Banca Centrale Europea - procederà alla distribuzione degli stessi dopo il primo ottobre 2020  e dopo aver verificato la sussistenza di
5 condizioni predefinite come dichiarato nel comunicato dello scorso 1 aprile
 
Masse in recupero. Le masse totali a fine periodo si sono attestate a 65,2 miliardi di euro in crescita rispetto ai 61,1 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno, ma in riduzione rispetto ai 69 miliardi di fine 2019. La dinamica delle masse ha risentito dell’eccezionale volatilità da fine febbraio a fine marzo, poi la reazione delle Banche Centrali e dei Governi ha consentito un graduale ritorno della fiducia tra gli investitori come si è visto nell’andamento positivo del mese di aprile. Grazie a ciò, le masse totali della banca hanno già segnato un recupero di valore fino a 66,8 miliardi.
La componente gestita e assicurativa si è attestata complessivamente a 46,6 miliardi rappresentando il 71% delle masse totali (73% a fine anno), ma con la ripresa di aprile il livello si è già riportato al 72% delle masse.  A fine trimestre le masse sotto consulenza evoluta (BGPA) si attestavano a 4,6 miliardi (3 miliardi il valore al primo trimestre 2019), rappresentando il 7% delle masse totali. Ad aprile le masse sono ulteriormente cresciute a 4,8 miliardi.
La raccolta netta nel primo trimestre 2020 è stata pari a 1,5 miliardi. Ad aprile la raccolta è ulteriormente aumentata di 408 milioni per un totale che da inizio anno supera 1,9 miliardi. Nonostante le misure di lockdown e distanziamento sociale, i consulenti hanno potuto supportare i clienti nelle scelte di protezione del patrimonio e pianificazione finanziaria facendo leva sulle dotazioni di strumenti digitali su cui la banca ha investito in misura importante negli ultimi anni.
 
I costi operativi. Si sono attestati a 7,1 milioni (+14%, +4% al netto del cambio di perimetro). La variazione organica è legata alla naturale espansione delle attività e ad un’ulteriore accelerazione dei progetti di innovazione di prodotti e IT. La voce non comprende al momento costi straordinari per Covid-19 che sono attesi per fine anno a €1,8 milioni, di cui €1 milione per donazioni alle strutture sanitarie, e la quota restante per le attività di sanificazione, presidi e controllo. I costi legati alla variazione del perimetro includono €1,2 milioni straordinari per le attività di integrazione in corso.
 
Tutti o quasi in smart working. Una curiosità: nella trimestrale Banca Generali, nel quadro delle decisioni per contenere l’epidemia di Covid-19, emerge che oggi il 90% dei dipendenti lavora in smart working.
 
 

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