L’Enasarco si avvita alle sedie
L’Enpam vota regolarmente

Ci sono per lo meno due Italie. C’è quella di chi si prende le sue responsabilità, si mette in gioco dignitosamente, affronta i pericoli e s’impegna per migliorare le cose: l'Italia dei medici, che stanno votando oggi per rinnovare i vertici della loro cassa previdenziale. E c’è l’Italia che difende privilegi vecchi, sceglie la demeritocrazia, si avvita alle poltrone che occupa per non rischiare di perdere nemmeno un giorno di privilegi. Quella della maggioranza (uscente) dell'Enasarco

L’Enasarco si avvita alle sedieL’Enpam vota regolarmente

Ci sono per lo meno due Italie. C’è quella di chi si prende le sue responsabilità, si mette in gioco dignitosamente, affronta i pericoli e s’impegna per migliorare le cose. E c’è l’Italia che difende privilegi vecchi, sceglie la demeritocrazia, si avvita alle poltrone che occupa per non rischiare di perdere nemmeno un giorno di privilegi.
Un’Italia che funziona e che merita è quella rappresentata in queste ore dai medici iscritti all’Enpam, la cassa privata di previdenza della categorie più amata in queste settimane da noi italiani. Sono 350 mila medici – e altri quasi centomila sono pensionati – che in queste ore, e fino a stasera, stanno votando per rinnovare gli organi collegiali che gestiscono il loro patrimonio previdenziale, quello dal quale verranno pagate le future pensioni.
E c’è un’Italia che non merita, o non altrettanto, perché si sottrae al confronto, sospende democrazia e diritti, definisce “prudenza” scelte dettate solo da opportunismo. E’ rappresentata non dall’interno vertice dell’Enasarco, la Cassa di previdenza degli agenti e rappresentanti, ma dalla maggioranza di esso che ha rinviato le elezioni (avrebbero dovuto svolgersi nella seconda metà di aprile) con la motivazione che la crisi da Covid-19 avrebbe reso impossibile fare campagna elettorale.
Una palla stratosferica, lo dimostra la logica, visto che viviamo in tempi in cui il taffico web è triplicato per reggere lo scambio di dibattito e informazioni, perfino il Consiglio europeo si riuscire on-line, per non parlare di governo e Parlamento, il Commissario Colao lavora da Londra e dunque la nuova normalità ha parificato la comunicazione in rete con quella fisica, per ora sospesa.
La situazione sanitaria e l’impossibilità di assembramento ha di fatto impedito di svolgere il voto nella maniera tradizionale presso le sedi degli Ordini e su questo nelle settimane scorse era nato un dibattito tra i chi avrebbe voluto rimandarle e chi riteneva corretto confermarle anche all’interno dell’Enpam.
Ma, come ha detto il presidente Alberto Oliveti – presidente di una categoria davvero in trincea, oggi! – “L’Ente ha il dovere di farsi trovare preparato, con un assetto stabile e una rappresentanza pienamente legittimata per quando domani dovrà affrontare gli scenari professionali ed economici del post-coronavirus, che si annunciano difficili”. E il vicepresidente Gianfranco Prada ha aggiunto: “Non entro nel merito delle polemiche e delle singole posizioni, la scelta di utilizzare il voto telematico è stata adottata per rispettare le indicazioni statutarie e dei ministeri vigilanti e le restrizioni sanitarie introdotte nel nostro Paese”.
Anche lo Statuto Enasarco prevede da sempre il voto digitale. Anche l’Enasarco si era visto intimare dai due ministeri vigilanti di votare. Se n’è strafregato ed ha mandato la palla in tribuna. E’ l’Italia degli Schettino, quella che scappa quando la nave affonda.
 

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