Spopola sul mercato il Btp Italia
Altro che tassa patrimoniale…

L’emissione di Btp lanciata oggi dal Tesoro è andata molto bene: perché rende bene e le famiglie, destinatarie esclusive dell’offerta fino a mercoledì (poi sarà la volta delle imprese) l’hanno riccamente gettonata. Perché le famiglie italiane i soldi li hanno e sono pronti a puntarli sulle buone occasioni. Capito, premier Conte? Altri che tassa patrimoniale. Offra agli italiani un buon guadagno, e i soldi li troverà.

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Detto fatto: il collocamento sul mercato del risparmio del nuovo Btp Italia è partito benissimo, raccogliendo oltre 4 miliardi di sottoscrizioni al primo giorno, che era tutto dedicato agli investitori al dettaglio, le famiglie. L’aveva detto Giuseppe Conte, presidente del Consiglio: “Siamo tutti consapevoli che in Italia c'è tanto risparmio privato, è uno dei punti di forza".  E molti, soprattutto a destra, avevano temuto che il premier evocasse lo spettro di sempre: la tassa patrimoniale, per pelare quattrini agli italiani benestanti.
Non è così, almeno non lo è ancora.
La verità è che gli italiani, in buona parte, un po’ di soldi da investire li hanno. E se c’è una buona occasione li investono: questo Btp è una buona occasione.
Ma allora perché non ci facciamo leva, ma sul serio, su questo punto di forza, anziché aspettare trepidanti l’elemosina di un’Unione Europea che ci darà, sì, molti soldi, ma ovviamente condizionandoli sia pure in modo dissimulato alla nostra credibilità nel rimborsarli? Perché quella frase ha fatto gridare al rischio-patrimoniale, mentre molto semplicemente potrebbe aprire all’idea di lanciare un grande prestito nazionale, ma veramente grande – nell’ordine dei 100 miliardi – capace di raddrizzare per qualche anno le sorti della finanza pubblica?
La risposta è nella debolezza politica del governo, nella mancanza di “testimonial” internazionali credibili – lo stesso Conte due anni fa era un perfetto sconosciuto per banchieri internazionali e capi di Stato, e il ministro Gualtieri era invece ahimè conosciuto come un perbenissimo eurodeputato di seconda linea.
Ma quindi, come tutte le risposte politiche, potrebbe cambiare da un giorno all’altro, se attorno a Conte si rinsaldasse un più convinto sostegno delle forze di maggioranza finalizzato appunto a dotare l’Italia dei soldi che le occorrono.
Detto questo, non bisogna cantare vittoria per il successo del Btp. Perché? Il perché, lo spiega chi ci capisce.
Questo titolo paga il doppio del rendimento pagato oggi dagli equivalenti titoli di Stato spagnoli. Come potrebbe non piacere agli investitori?
Ripetiamolo, e capiamolo bene: il nostro Btp paga un rendimento doppio dei titoli di stato emessi da un Paese, la Spagna, che ha indubbiamente meno debito pubblico di noi, ma ha anche un debito privato che raggiunge il 100% del patrimonio delle famiglie, mentre invece le famiglie italiane, nel loro insieme, hanno una ricchezza finanziaria di circa 4000 miliardi di euro. Abbiamo soldi da parte, non debiti, noi italiani. Chiara la differenza?
Eppure siamo così mal reputati sui mercati – che non ci amano e non ci hanno mai amato – che per convincerli a comprare i nostri titoli dobbiamo offrirgli rendimenti profumatissimi…
Questo Btp è a cinque anni, è indicizzato all'inflazione (cioè se aumentasse l’inflazione aumenterebbe anche il suo rendimento) e garantisce una cedola minima dell'1,4%. Sfido io che conviene.
Fino a mercoledì 20 maggio (ore 17.30) proseguirà la vendita al “pubblico retail”, cioè ai privati; giovedì 21, dalle 10 alle 12, vendita ai soli investitori istituzionali.
Auguri, Italia.
 
 
 
 

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