Fase 2

Sileoni (Fabi) rilancia l'allarme del premier Conte: "Dl Liquidità, c'è anarchia da parte delle banche"

"I decreti del governo non prevedono sanzioni a livello penale per le banche che non rispettano le prescrizioni. Il Dl liquidità prevedeva 4-5 documenti al massimo da presentare per ottenere il prestito, alcune banche ne chiedevano 16-17", spiega il segretario generale della Fabi. Questa mattina il premier Conte in aula alla Camera aveva rimproverato le banche: "Il sistema bancario può e deve fare di più"

Rubinetti chiusi in banca: 2018 con oltre 50 miliardi in meno

"In questi due mesi ci sono stati due momenti importanti . Il primo ha riguardato l'eccessiva farraginosità del dl liquidità, con dei ritardi imprevisti e incomprensibili da parte del Fondo interbancario delle Pmi e della Sace. E poi ci sono
stati ritardi sull'attuazione di nuove procedure informatiche da parte delle banche. Nel secondo periodo, dal 27 aprile in poi, è iniziata un'anarchia di fondo da parte delle banche. Ci sono gruppi bancari chesi comportano bene, altri che si comportano meno bene, altri che non  hanno interesse ad erogare prestiti perché i tassi sono troppo bassi". L'agenzia Adn-Kronos così riporta le dichiarazioni di Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi (Federazione autonoma bancari italiani), rilasciate ai microfoni della trasmissione 'L'Italia s'è desta' su Radio Cusano Campus in merito ai problemi legati al dl liquidità.

Inoltre, secondo Sileoni, "c'è una lotta sotterranea tra gruppi bancari che rende tutto più complicato. Ogni gruppo ha interesse ad apparire in un certo modo, per rischio di acquisizione di gruppi rispetto ad altri, per la paura di non poter dare risposte alla
clientela, per privilegiare certi territori a danno di altri. Il ministro Gualtieri, con la situazione che c'è stata, ha lavorato molto
bene anche se adesso ci aspettiamo finanziamenti a fondo perduto". Il problema, però, spiega Sileoni, "è essenzialmente politico, perché i decreti del governo non prevedono sanzioni a livello penale per le banche che non rispettano le prescrizioni. Il Dl liquidità prevedeva 4-5 documenti al massimo da presentare per ottenere il prestito, alcune banche ne chiedevano 16-17. Questa è una situazione che doveva  essere sanzionata e non è stato così. Quelli che si lamentano della burocrazia sono gli stessi che dovrebbero agire per semplificarla la burocrazia. Questo è stato il problema principale".

Le dichiarazioni di Sileoni seguono alle dichiarazione del premier Giuseppe Conte in aula alla Camera, riportate sempre da Adn Kronos. "Le norme contenute nel decreto-legge cosiddetto Liquidità consentono, soprattutto nel caso delle richieste
inferiori a 25.000 euro, di erogare prestiti garantiti nel giro di 24 ore". Lo dice il premier Giuseppe Conte in aula alla Camera.

"In alcuni casi sono state rispettare queste tempistiche. Ma mi giungono anche numerose segnalazioni che in molti casi, e giungono anche a voi, che questo non sta avvenendo. È essenziale che le banche riescano ad allinearsi alle pratiche più efficienti, assicurando la liquidità garantita nei tempi più rapidi".

"Non possiamo tollerare che le imprese possano sentirsi private del denaro necessario per garantire la continuità economica delle proprie attività. È una preoccupazione che ho condiviso personalmente con i presidenti di Confcommercio e Confesercenti, i quali mi hanno rappresentato le difficoltà delle categorie che rappresentano nell'ottenere queste risorse".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo