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Prestiti, l'Abi si difende: "Accolto l'80% delle 250 mila domande arrivate"

Il presidente dell'associazione, Antonio Patuelli, risponde su "La Stampa" al premier Conte, che ieri è tornato a solleciare tempi più celeri nell'erogazione dei finanziamenti garantiti, da oggi saliti a 30 mila euro

Il presidente di Abi, Antonio Patuelli, insieme al premier, Giuseppe Conte

Il presidente di Abi, Antonio Patuelli, insieme al premier, Giuseppe Conte

Banca D'Italia, Bce, associazioni del mondo produttivo, sindacati. Adesso anche il presidente del Consiglio. Non manca praticamente più nessuno all'appello di chi, direttamente o indirettamente, richiama quotidianamente l'Abi sui tempi troppo lunghi con cui le sue associate stanno procedendo all'erogazione dei prestiti garantiti dallo Stato. Il tema è usato in modo trasversale anche nel mondo politico. Al centro della polemica ci sono i finanziamenti per cittadini e imprese garantiti dallo Stato, passate da 25 a 30 mila euro con le ultimissime modifiche al decreto Liquidità.

"Sui prestiti possono e devono fare di più. Non possiamo tollerare che le imprese possano sentirsi private del denaro necessario per garantire la continuità economica delle proprie attività". Ha detto ieri Giuseppe Conte in Parlamento, rivolgendosi al sistema bancario. Non è il primo commento di questo tenore per il premier, ma è il primo dallo scranno di Montecitorio.

Immediata la risposta del presidente dell'assocazione delle banche che ieri, su La Stampa, dichiara: "Con il presidente Giuseppe Conte non faccio polemiche e non raccolgo polemiche: siamo di fronte ad un incendio e io, come un cireneo, continuo a portare secchi d'acqua per spegnerlo". Sulla questione dei ritardi nell'erogazione dei prestiti, Antonio Patuelli dice stizzito: "Per noi parlano i fatti. L'Abi è stata ed è velocissima nel fare tutto quanto le spetta, nella maniera più precisa e tempestiva. Noi".

Dall'Europa sono arrivate nelle ultime settimane varie prese di posizione sull'argomento, e sia Bce che Commissione Europea sono arrivate a parlare dell'ipotesi di bad bank nazionali per la gestione dei crediti deteriorati, che questa mega operazione di finanziamenti garantiti produrrà a livello comunitario. Davanti al tracollo degli utili del primo trimestre, le maggiori dieci banche italiane hanno annunciato complessivamente una raffica di rettifiche sui crediti, per un ammontare di 1,9 miliardi di euro

Secondo le previsioni di Bankitalia (in foto il governatore, Ignazio Visco)il 15% del totale dei prestiti erogati in Italia oggi, per fronteggiare il disastro economico prodotto dalla pandemia, non verrà ripagato domani e resterà a carico del debito pubblico. La percentuale è strettamente legata ai tempi di erogazione dei finanziamenti straordinari: più tardi arriveranno, più è alta la probabilità che non serviranno a scongiurare la chiusura delle attività economiche a cui sono destinati. "Il dl liquidità prevedeva 4-5 documenti al massimo da presentare per ottenere il prestito, alcune banche ne chiedevano 16-17", diceva ieri Lando Maria Sileoni, segretario generale del sindacato dei bancari Fabi.  

Siamo di fronte ad un incendio e io, come un cireneo, continuo a portare secchi d'acqua per spegnerlo (Antonio Patuelli, Abi)

"Siamo una associazione di categoria e non abbiamo nessuna possibilità di conoscere le notizie che sono in possesso della vigilanza, che ha sede centrale a Francoforte", dice Patuelli. Il numero uno dell'Abi ricorda anche i riconoscimenti ricevuti in questi giorni. "Molto autorevolmente, il ministro Gualtieri nei giorni scorsi ha ringraziato le banche e i loro lavoratori per il lavoro che stanno facendo. E credo che il ministro dell'Economia e delle Finanze abbia a disposizione un flusso di informazioni superiore a chiunque altro nel governo, anche perché continua ad essere anche il presidente del comitato interministeriale credito e risparmio".

Patuelli fornisce alcuni dati elaborati dall'associazione. Sono 200 gli istituti già accreditati al portale Sace (lo strumento con cui lo Stato fornisce le garanzie alle banche per i finanziamenti); 250mila, le operazioni in corso di valutazione a favore di medie e grandi imprese per un ammontare di 18,5 miliardi". Al 14 maggio, secondo il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale, le domande pervenute erano 212.418 richieste, per un importo di 10 milardi, 170 milioni e 113.926,59 euro. Quindi, in una sola settimana il numero di finanziamenti è salito di oltre 30mila partiche.

Delle richieste complessive, al Mef ne risultano 184.619 per finanziamenti fino a 25 mila euro, con copertura al 100%. Il ministero di Gualtieri calcola questa massa di credito in circa 4 miliardi. Poi, il ministero aggiunge una importante frase: per questa categoria di domande "l’intervento del Fondo è concesso automaticamente", e i finanziamenti "possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del gestore". Anche se resta valida la discrezionalità delle banche nella valutazione del merito creditizio del richiedente. 

"Ad oggi l'80% delle domande pervenute alle banche", prosegue Patuelli, "è stato accolto; il 19% è in corso di esame e solamente l'1% è stato rigettato. Noi ci siamo mossi per mia iniziativa già a fine febbraio, quando ancora non si parlava di lockdown. Ho convocato d'urgenza un comitato di presidenza Abi e dopo aver ottenuto il via libera, una settimana dopo avevamo già definito l'accordo con Confindustria, Confcommercio e tutte le altre associazioni di impresa. E da quel giorno le banche si sono messe in moto con una velocità incredibile".

Poi i dati sulle moratorie dei mutui che nell'ultimo mese sono raddoppiate, raggiungendo e 2,3 milioni, di cui "oltre 1 milione di imprese e quasi 1,2 milioni di famiglie. Per un totale 240 miliardi di crediti. Una cifra colossale. Da quando è esploso il Covid, imprese e famiglie hanno incominciato a prendere molti più soldi dai conti correnti passivi. Tant'è che sono aumentati in maniera significativa anche gli sconfinamenti".

Le novità del decreto Liquidità. La soglia della misura di finanziamento straordinario per Pmi e cittadini passa da 25 mila a 30 mila euro, dopo l'approvazione di ieri di alcuni emendamenti nelle commissioni Attività produttive e Finanze della Camera.

Inoltre, sempre ieri, via Nazionale ha incassato l'ok della Bce sui nuovi criteri (validi dal 25 maggio prossimo a settembre 2021) che i singoli prestiti e i portafogli di crediti bancari dovranno avere per accedere alle garanzie pubbliche. 

Importanti, le modifiche decise da Visco e approvate dalla governatrice dell'Eurotower, Christine Lagarde (in foto), come la cancellazione della valutazione del merito creditizio e del rischio insolvenza del debitore, dall'elenco dei parametri per l'approvazione dei prestiti. Anche nello schema di Banca d'Italia viene ribadito quanto detto dal Mef il 15 maggio: la richiesta di garanzia verrà accettata "anche in assenza di una valutazione quantitativa", scrive l'authority di Visco.

Si allungano anche i tempi di resistuzione del prestiti che passano a 10 anni, rispetto ai 6 di oggi. Anche la durata del prestito viene estesa a 30 anni. Quest'ultima estensione vale solo per i finanziamenti da 800mila euro, con garanzia statale all’80% (estendibile al 100% con il contributo dei Confidi​).

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