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Aviva Assicurazioni, tamponi ai dipendenti e servizi per i caregivers

La compagnia assicurativa rinnova il piano di assistenza per i dipendenti avviato con il lockdown. Smart woriking, test clinici e niente ammortizzatori sociali. Prorogato l'accordo con Jointly

Aviva Assicurazioni, tamponi ai dipendenti e servizi per i caregivers

Se fino a ieri il welfare aziendale è stato un investimento "eventuale", appannaggio delle realtà lavorative più illuminate, oggi, le forme di assistenza ai lavoratori e alle lavoratrici fornite dall'azienda sono destinate a diventare regola. La pandemia di Covid-19 ha mostrato tutti i suoi fattori di pericolosità nella fase dell'emergenza più acuta.

Fattori fronteggiati con il distanziamento sociale e i dispositivi di sicurezza personale. Due elmenti con cui convivremo per un tempo non meglio definito. Anche sul posto di lavoro. Gli obblighi in capo ai datori di lavoro sono destinati ad aumentare per garantire la salute dei propri dipendenti. 

Le realtà lavorative più sensibili al tema dell'assistenza sociale e lavorativa interne sono da sempre quelle più strutturate e con una popolazione di dipendenti in prevalenza impiegata in attività di desk. Spesso i welfare aziendali sono strumenti che vanno ad ampliare servizi già previti dalla legge nazionale. Altre volte ne creano di nuovi. Con l'approvazione dei sei principi sugli Investimenti Responsabili da parte dell'Onu nel 2006, la qualità dell'ambiente di lavoro è entrata tra i criteri Esg; criteri che oggi incidono sulla valutazione di un titolo di Borsa. 

Aviva assicurazioni, compagnia italiana attiva in particolare nei settori vita e danni che già da vari anni stringe accordi sindacali indirizzati verso un sistema di assistenza interno. La società oggi annuncia un piano di welfare per i suoi 550 collaboratori, dedicato all'assistenza e alla sicurezza

Avviato nei primi mesi di lockdown, il piano è focalizzato su trepilastri: la sicurezza di tutti i collaboratori attraverso lo smart working esteso fino alla fine del mese di settembre per il 100% del personale ad eccezione di un presidio a rotazione in ufficio; la decisione di non fare ricorso ad ammortizzatori sociali e ferie forzate, rafforzando l'organico in linea con le priorità strategiche dell'azienda; la possibilità per tutti i colleghi di effettuare test sierologici e tamponi a condizioni agevolate e l'accesso a forme di sostegno psicologico attraverso servizi di ascolto.

Infine, attività di aiuto a tutti coloro che sono chiamati ad occuparsi dei parenti più fragili. Ai caregivers è dedicato il progetto di collaborazione con Jointly per l'accesso servizi offerti da Ugo, società specializzata in servizi di accompagnamento per disabili e anziani.

Supporto per la gestione di commissioni importanti come fare la spesa, andare in farmacia, ritirare ricette e portare fuori il cane. La società di servizi continuerà a mettere a disposizione dei dipendenti di Aviva gratuitamente. Come nei mesi di lockdown, l'assistenza sarà dedicata alle categorie a rischio come gli over 65, le persone con patologie croniche, sole o con difficoltà economiche.

"Le politiche di welfare sono un modo per dimostrare concretamente il senso di responsabilità delle aziende in questa fase di emergenza legata al Coronavirus", commenta Enrico Gambardella (in foto), people lead di Aviva in Italia. "I mesi che ci apprestiamo a vivere saranno cruciali per la ripartenza economica del Paese e proprio per questo ci stiamo impegnando, come e più di prima, per permettere alle nostre persone di svolgere al meglio il loro lavoro".

"Sicurezza e lavoro", aggiunge, "sono infatti i due concetti chiave che hanno accompagnato il dibattito pubblico negli ultimi mesi e come Aviva abbiamo deciso di ripartire proprio da qui. Vogliamo migliorare la qualità della vita delle nostre persone, garantendo loro la possibilità di affrontare al meglio uno dei periodi più complicati dell'epoca contemporanea".

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