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piano industriale 2020-23

I progetti per il futuro di Banca Profilo, tra fintech e trading

Dopo i buoni risultati dell'ultimo trimestre, il cda dell'istituto di credito ha approvato il nuovo piano industriale. Sator Private Equity Fund non esclude l'investimento diretto di alcuni quotisti

Giorgio Di Giorgio, presidente di Banca Profilo

Giorgio Di Giorgio, presidente di Banca Profilo

Mentre il Sator Private Equity Fund annuncia di aver avviato un processo di "valorizzazione della partecipazione di controllo detenuta in Banca Profilo", in vista dell'imminente termine di durata del fondo, il cda dell'istituto pubblica i contenuti del piano industriale 2020-23 appena approvato. 


La banca ha valutato positivamente la possibilità di salire al 15% nella partecipazione in Tinaba, con un’ulteriore opzione per altri 5 punti percentuali

I dati di aprile e maggio appena passati confermano i positivi andamenti evidenziati già nel primo trimestre 2020. Questo permette di indirizzare il nuovo piano in un percorso di crescita "con nuove linee di business e diversificando il target di clientela con l’entrata a regime degli investimenti e degli sviluppi fintech", comunica l'istituto.

L'obiettivo è il segmento retail, "valorizzando un vantaggio competitivo ottenuto grazie agli investimenti nella tecnologia e nel digitale già effettuati e alla cultura digitale già creata in banca". Un cambio di strategia imposto dalla pandemia di Covid-19. ione.

A partire dal 2017 la banca del presidente Giorgio Di Giorgio ha avviato un processo di evoluzione del proprio business orientato verso il private banking con la trasformazione del modello di servizio e del target di clientela, fortemente orientato sull’offerta di soluzioni alternative di nicchia e sul segmento professional.

Questo riposizionamento origina dalla convinzione che vi sia sul mercato un ampio spazio di offerta non servito dalla concorrenza e una domanda sempre crescente di clienti che guardano a forme di investimento non tradizionali come elemento strutturale del proprio patrimonio finanziario.

Lo scenario base su cui sono state declinate le proiezioni numeriche prevede un impatto sostanziale dell’attuale stato di crisi legato alla pandemia. Tale scenario, relativamente ai principali driver impattanti Banca Profilo, prevede:

  • un graduale miglioramento sanitario fine a fine anno e una soluzione strutturale tramite vaccino e cure dalla metà del 2021;
  • un impatto dalle misure di chiusura e distanziamento sociali significativo per il 2020 con calo del PIL a doppia cifra in Italia, e successiva ripresa graduale nei tre anni successivi;
  • un impatto negativo sulla creazione di ricchezza e di risparmio che ridurrà la propensione all’investimento fino al 2022, per poi tornare alla normalità nel 2023.

Considerata l’incertezza sull’evoluzione della pandemia e sugli effetti della stessa sull’economia, sui mercati e sulle abitudini dei clienti, sono stati definiti:

  1. uno scenario best case che prevede il ritorno alla normalità dalla metà del 2021 in occasione della possibile soluzione strutturale della pandemia tramite il vaccino;
  2. uno scenario worst case che prevede un ritorno della pandemia a inizio 2021, con conseguente nuovo lockdown, recessione profonda negli anni successivi, e crollo dei mercati nel 2021 con solo parziale recupero negli anni successivi.

La valorizzazione della partecipazione del 22,8% nel capitale sociale da parte del fondo Sator Private Equity Fund, passerà attraverso "l’assistenza dell’advisor finanziario Lazard. Nel riassetto azionario che ne conseguirà, "il fondo verificherà, alla luce anche di preliminari interlocuzione intercorse, l’interesse di alcuni dei propri quotisti all’investimento diretto nel capitale di Banca Profilo. Inoltre, la banca ha valutato positivamente la possibilità di salire al 15% nella partecipazione in Tinaba, con un’ulteriore opzione per altri 5 punti percentuali".

Private banking, le previsioni. Le masse totali dell’area private, inclusa la fiduciaria netta, sono attese a 6,1 miliardi di euro con un CAGR del 4,2%, per ricavi netti in crescita a 30,9 milioni di euro (CAGR 4,6%), tenuto conto del calo previsto nel 2020. Il CAGR atteso 2021-2023 risulta essere di 8% e 12% rispettivamente, considerando le misure per aumentare la redditività previste a partire dal 2021. Si prevede di perseguire le seguenti misure:

  • crescita organica concentrata su azioni di prospecting e solo in maniera residuale da inserimento di nuovi banker (previsti 2 all’anno), con focalizzazione su clientela di fascia alta (HNWI), professional, e family office, coerenti con la tipologia di prodotti sofisticati su cui la Banca ha acquisito un significativo know-how;
  • aumento della redditività delle masse attuali, ottenuto mediante un diverso mix di prodotto, aumentando il peso dei fondi e assicurazioni, replicando su tali prodotti la strategia di successo implementata nelle partnership sui prodotti illiquidi e includendo la strutturazione di veicoli proprietari dati in advisory a gestori terzi, nel rispetto del concetto di piattaforma aperta ma guidata;
  • aumento del pricing sui prodotti tradizionali, quali gestioni e consulenza avanzata, grazie alla identificazione di servizi distintivi, in particolare tramite l’intelligenza artificiale;
  • gamma di servizi e prodotti offerti focalizzata su prodotti di nicchia differenzianti rispetto alla competizione, confermando il focus strategico relativo a prodotti alternativi, allargato a veicoli di investimento che facciano scouting di iniziative sul mercato da proporre ai clienti, club deal industriali fuori dal territorio italiano, club deal immobiliari su trophy asset domestici e l’allargamento dei club deal finanziari alle asset class di private debt, cartolarizzazioni e note;
  • svolta radicale sul livello di tecnologia applicata al private banking, all’interno del più ampio progetto di digital transformation.

Investment Banking. I ricavi netti dell’area sono attesi a 4,4 milioni di euro per un CAGR del 11,3%, in crescita significativa considerando, oltre alle attività di capital market e M&A, il contributo della crescita degli impieghi e delle sinergie con le altre aree. In particolare:

  • potenziamento delle attività di lending, sfruttando le opportunità del decreto Cura Italia che ha aperto il mercato di finanziamenti garantiti al 90% dello Stato;
  • attività di advisory su equity investment focalizzati sul mondo delle Pmi a supporto di appositi veicoli di pre-IPO strutturati per la distribuzione ai clienti del Gruppo;
  • implementazione di un’attività di intermediazione in singole opportunità di asset class di nicchia (UTP, situazioni di procedura concorsuale, turnaround e special situation).

Finanza. I ricavi netti dell’area sono attesi superiori ai 30 milioni nel 2023, tramite il consolidamento di quanto fatto in questi anni e mantenendo il bilanciamento tra le diverse componenti dei ricavi, sia in termini di attività sia di asset class. Le linee di azione prevedono in particolare:

  1. ampliamento della gamma di prodotti e servizi offerti dall’intermediazione coprendo l’operatività su Eurex e altri mercati internazionali, nonché in Etf;
  2. consolidamento del trading su attività di arbitraggi e ricerca di alfa, ottimizzando ulteriormente l’assorbimento di liquidità e di capitale e impiegando gli ulteriori strumenti che saranno utilizzabili con il nuovo sistema di front office;
  3. mantenimento della redditività da banking book coerente con la struttura patrimoniale del gruppo;
  4. sviluppo delle sinergie con il private banking per la strutturazione di prodotti e condivisione di competenze, in particolare certificati e note;
  5. sviluppo delle sinergie con l’investment banking per l’ottenimento di mandati di nomad, specialist e collocamenti di equity e debito.

Banca digitale. Il piano industriale di Banca profilo prevede lo sviluppo dell’offerta digitale in partnership con la controllata Tinaba per cogliere appieno le opportunità del fintech con una crescita degli utenti a 375 mila, masse in roboadvisor superiori a 300 milioni di euro e il lancio di nuovi prodotti e servizi per ricavi complessivi di 6 milioni di euro. In particolare:

  • sviluppo della customer base e del servizio di roboadvisor attraverso importanti investimenti in marketing e comunicazione pianificati a success fee;
  • focalizzazione sulla user experience e user interface di tutte le property digitali;
  • massima attenzione su opportunità di brand awareness come le campagne di crowfunding e charity;
  • sviluppo di partnership che consentano l’incremento di casi d’uso, tra cui l’integrazione con il circuito internazionale Alipay Connect;
  • promozione di un nuovo servizio di intermediazione di mutui erogato tramite banche commerciali partner;
  • promozione di un nuovo servizio corporate per le imprese volto alla gestione delle spese dei collaboratori.

Attività estera. Il piano prevede la valorizzazione nell’arco di piano degli investimenti effettuati nel triennio e finalizzati allo sviluppo delle attività di private banking e di asset management. I dati organici prevedono una raccolta totale clientela in crescita a 3,4 miliardi di euro, con particolare sviluppo della raccolta gestita tramite le strategie del team di asset management istituzionale, e ricavi netti per 13,7 milioni di euro. A livello consolidato, gli obiettivi del Piano sono i seguenti:

  1. masse complessive pari a 10,1 miliardi di euro al 2023, di cui 6,7 miliardi in Italia;
  2. ricavi 2023 pari a 85 milioni di euro, risultato operativo superiore a 20 milioni di euro (cost income del 76%) ed utile netto superiore a 13 milioni di euro;
  3. CET 1 capital ratio superiore al 18% nei tre anni con un dividend payout superiore al 75%;
  4. scenario best case: ricavi a 90 milioni e cost income del 73%,
  5. scenario worst case: ricavi a 81 milioni e cost income al 78%.

Tali obiettivi non includono eventuali iniziative strategiche di crescita esterna tramite realtà in Italia e/o all’estero presenti in attività contigue alle attuali, incluse SGR e società fintech, sfruttando la dotazione di capitale e al fine di incrementare la massa critica e migliorare la redditività netta del Gruppo.

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