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La capacità progettuale italiana
al banco di prova del Recovery fund

La dieci giorni di Villa Pamphili è iniziata venerdì e la questione sembra essere già chiara: l'Italia deve rimboccarsi le maniche e lavorare a progetti da candidare. Un'attività in cui il Paese non ha brillato fino a oggi

Villa Doria Pamphili a Roma, sede istituzionale del governo della Repubblica

Villa Doria Pamphili a Roma, sede istituzionale del governo della Repubblica

Sono iniziati venerdì a Roma nella sede istituzionale di Villa Doria Panphili, gli Stati Generali. L'evento in streaming organizzato dal governo italiano, a cui partecipano le massime istituzioni nazionali e comunitarie, un primo risultato sembra averlo già dato.È stata stata fatta chiarezza sulla natura del Recovery fund. Da via Nazionale a Bruxelles, la filastrocca è la stessa: non si tratterà di un fondo per spese ordinarie ma per investimentiL'accesso alle risorse, quindi, sarà strettamente legato alla qualità dei progetti candidati dai singoli Stati per singole attività da finanziare.

Il piano su cui i Paesi Ue si giocheranno la partita dei 750 miliardi di euro che compongono il Recovery fund - di cui ricordiamo ben 172 spetteranno allo Stivale (81,807 con aiuti a fondo perduto e altri 91 miliardi in prestiti agevolati) - è quello della capacità di tradurre una visione del futuro in progettualità concrete, subito cantierabili. 

"Non sarà ammissibile la perdita o lo spreco del denaro europeo", ha detto il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli venerdì in video conferenza. La presidente della Bce, Christine Lagarde, ha chiarito: "i fondi serviranno per creare un ambiente economico favorevole alle imprese". Il governatore di Banca d'Italia, Ignazio Visco, spera che questi Stati generali "possano concludersi con atti concreti". "Non sprecheremo nemmeno un euro", ha risposto presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

Ma l'Italia è davvero pronta alla sfida dei finanziamenti imposta dal Covid-19? Purtroppo il recente passato ci insegna che il Bel Paese è bravo a rivendicare ma non altrettanto capace a spendere ciò che è già a sua disposizione. A fine 2017, l'Italia aveva speso soltanto il 9% dei 75,7 miliardi a lei destinati dai fondi strutturali europei 2014-2020 cofinanziati dagli Stati. La percentuale è poi salita al 55% nel 2018, contro una media Ue del 63.

Quindi, soltanto 41,635 di quei 75 miliardi sono stati intercettati per finanziare i diversi ambiti previsti (dai piani di recupero urbanistico, alle politiche su lavoro, sanità e istruzione, fino agli incubatori d'impresa per Pmi). La cifra è bassissima ed è da leggere oltre tutto per difetto, dato che la percentuale della spesa certificata non supera il 15% (il terzultimo risultato a livello europeo).

Questa è la fotografia sull'andamento di spesa dei fondi 14-20 scattata dalla Commissione due anni fa che vede l'Italia al 25esimo posto su 28 Paesi. Un aggiornamento è arrivato dalla presidente della Commissione europeaUrsula von der Leyen, qualche giorno fa: "Ci sono fondi strutturali inutilizzati. L’Italia ce li avrebbe dovuti restituire ma è stato deciso che rimangano a lei per spenderli dove saranno più utili. Per esempio sul mercato del lavoro. Sono undici miliardi. Credo che sia un pacchetto di misure utili ad affrontare la crisi economica”.

Al 2018, il risultato migliore è della Finlandia, sesta per impegni (72%) e prima per la spesa (50%); seguita dall'Irlanda (69% impegni, 39% spesa). Anche l'Ungheria del sovranista Victor Orban dimostra una certa sensibilità sul tema, posizionandosi al primo posto per tasso di risorse strutturali già impegnate (oltre il 100%) ma leggermente sotto la media Ue per spesa (21%).

Bene anche il Regno Unito, che all'epoca doveva ancora fare i conti con il passaggio di boa della Brexit: nel 2018 aveva già impegnato il 65% delle risorse e speso il 25. La Polonia, prima beneficiaria dei fondi strutturali con 105 miliardi di euro, ne aveva già impegnato l'86% e speso il 21. Ultima della classe con l'Italia è la Spagna, in fondo alla classifica sia per impegni (44%) che per spesa (13%). 

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