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scenari | La Française Am

La "fase 4" e il ritorno ai fondamentali

"I fattori di rischio da considerare sono le negoziazioni sulla Brexit, i piani di supporto di Francia e Germania, le elezioni presidenziali statunitensi e il loro impatto sulle relazioni con la Cina". Il commento di Nina Lagron

Tech, non solo i big Usa, anche l’Europa ha i suoi tesori nascosti

"La rotazione degli stili è più avanzata nella zona euro anche se lo stile “value” (titoli che trattano “a sconto”) non ha seguito il resto del mercato nel rimbalzo". Il commento di Nina Lagron, head of large cap equity di La Française Am.

Mentre lo stile “growth” (titoli che tendono ad aumentare il valore del capitale, anno dopo anno) è fondamentalmente favorito dall’attuale contesto macroeconomico, poiché gran parte del loro valore deriva da profitti che dovrebbero materializzarsi nel lungo termine, rendendoli soggetti alle alterazioni del tasso di sconto ma meno sensibili al calo dei profitti nel breve termine. Attualmente fra i titoli growth vi sono anche quelli delle aziende tech, che hanno chiaramente beneficiato dalla crisi da Covid-19.

La crisi economica provocata dalla pandemia non è una crisi di liquidità, come dimostrato dal grande numero di Ipo e dalle massicce emissioni di obbligazioni.L’assenza di una crisi bancaria insieme agli alti livelli di liquidità rende sostenibili i livelli delle valutazioni del mercato azionario, a meno che la ripresa economica venga interrotta, o che si verifichi una seconda ondata di contagio.

Nel breve termine, riteniamo che l’eurozona abbia più potenziale degli Usa con un maggiore potenziale di recupero, una ripresa ciclica più imminente grazie a una riapertura più avanzata e valutazioni più basse. Assisteremo quindi ad ulteriori rialzi di pari passo con nuovi annunci positivi sul fronte sanitario.

Il periodo delle trimestrali in estate sarà cruciale, non tanto per verificare i danni inflitti dal lockdown, ma piuttosto per misurare la velocità della ripresa. L’atteggiamento cauto degli investitori insieme all’assenza di nuovi flussi sui mercati azionari nell’ultimo trimestre potrebbe consentire al mercato di assumere una traiettoria al rialzo simile a quella osservata a inizio anno che, ricordiamo, era stata alimentata dall’entusiasmo circa gli sviluppi della guerra commerciale Usa-Cina.

I fattori di rischio da considerare sono le negoziazioni sulla Brexit, i piani di supporto lanciati dalla Francia e dalla Germania, le elezioni presidenziali statunitensi e il loro impatto sulle relazioni con la Cina.

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