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Caso Carige, Corte Ue concede ai Malacalza l'accesso agli atti di Bce

La Corte di Giustizia Europea ha riconosciuto alla famiglia il diritto di accedere agli atti relativi alla procedura con cui la Bce ha commissariato l'istituto di credito. Bruxelles, precedentemente, aveva negato l'accesso agli atti

Vittorio Malacalza e Pietro Modiano, ex presidente e commissario di Carige

Vittorio Malacalza e Pietro Modiano, ex presidente e commissario di Carige

Importante punto a favore della famiglia Malacalza nella battaglia legale su Carige, l'istituto di cui era primo socio con il 27,5%. Ne dava notizia ieri l'Ansa: la Corte di giustizia europea oggi si è espressa (su richiesta degli ex soci dell'istituto) annullando il provvedimento con cui Bce aveva negato alla Malacalza Investimenti "l'accesso a vari documenti relativi alla decisione" del consiglio direttivo che il primo gennaio 2019 ha commissariato la banca, condannando l'authority a pagare le spese legali.

Durante il commissariamento, Carige ha varato un aumento da 700 milioni che oggi fa capo oggi al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd). Il ricorso dei Malacalza alla Corte di giustizia europea risale al 7 agosto del 2019, pochi mesi dopo l'inizio dell'ingresso nell'istituto della Bce.

Vittorio Malacalza si attivò subito per visionare le carte sulle interlocuzioni tra il cda della banca e Francoforte - ricorda il Secolo XIX: compre quelle relative alla conversione del bond subordinato da 320 milioni, all'epoca appena sottoscritto da Fitd.

Il commissariamento di Carige si è concluso lo scorso gennaio ed è stato gestito anche da alcuni componenti del cda sciolto all'indomani dell'intervento di Bruxelles: Pietro Modiano, ex presidente; e Fabio Innocenzi, ex ad della banca.

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