banche & credito

Prestiti, richieste al Fondo di garanzia a quota 41 miliardi

L'Abi aggiorna i dati sulle domande inviate dalle banche. In dieci giorni sono state 715 mila, per il valore di 1 miliardo di euro (stessa crescita di due settimane fa). Sileoni (Fabi): "1,2 milioni di famiglie strozzate dal recupero crediti". Dati Istat: consumi in calo ma fiducia in crescita a giugno

Famiglie, impennata della domanda di prestiti a settembre

I prestiti garantiti dal Fondo di Granzia raggiungono quota 41 miliardi di euro. L'Abi aggiorna i dati sulle richieste presentate dalle banche per ricevere le garanzie pubbliche messe in campo per tamponare l'impatto della pandemia di Covid-19. 

Al 25 giugno, i finanziamenti richiesti al Fondo continuano crescere di un miliardo ogni due settimane. Le nuove domande sono 715 mila, di cui 632 mila per prestiti fino a 30 mila euro (questa tipologia rappresenta 12,7 miliardi dei 41 complessivi). A questo dato si aggiunge quello sulle moratorie bancarie, che hanno raggiunto circa 280 miliardi di euro.

L'andamento dei flussi delle pratiche rivela che il ritmo di crescita sembra essersi assestato sul 1 miliardo di euro ogni due setimane. Dieci giorni fa, il valore dei finanziamenti presentati aveva raggiunto i 32,6 miliardi con una crescita, appunto, di 1 miliardo rispetto alla precedente rilevazione. 

Nella cifra sulle sospensioni delle rate sono comprese anche le richieste delle famiglie che, al 10 di giugno, ammontavano a oltre 81 miliardi di euro. 154 mila delle domande presentate da cittadini riguardano la sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa, con un importo medio di 90 mila euro. 

La polemica sulle cifre non si placa. Ci pensa il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni (in foto), a riaccenderla con un'intervista rilasciata a Coffee Break su La7 e ripresa da Adnkronos. "Nel settore bancario c'è stata anarchia sui prestiti garantiti dallo Stato, le banche non si sono uniformate".

"Questo è accaduto perché c'è un po' di insofferenza della finanza verso la politica e viceversa", ha detto il segretario della Federazione autonoma bancari italiani che ha parlanto anche delle misure in favore dei semplici cittadini e del rischio di una pericolosa stretta sul credito.  

"Ci sono 1,2 milioni di famiglie strozzate dal recupero crediti. Si tratta di un fenomeno sorto quando le banche italiane, su pressione della Banca centrale europea, hanno cominciato a cedere i loro prestiti in sofferenza a società specializzate", ha detto Sileoni. "Nell'attività di recupero e queste società operano con modalità spregiudicate, mettendo pressione e quindi creando enormiproblemi sia ai cittadini sia alle aziende".

"La situazione è resa ancor più difficile dall'emergenza Coronavirus che ha amplificato i problemi finanziari in fasce di popolazione e in zone del Paese"; ha aggiunto il segretario Fabi, "specie al Sud, già particolarmente afflitte da drammi economici. Da diversi mesi in Parlamento c'è un disegno di legge che è volto proprio a risolvere questo problema, è stato presentato da alcune forze politiche e sostenuto da tutte, noi speriamo in una rapidissima approvazione".

Riguardo al sentiment del Paese in questa difficile fase di transizione, oggi l'Istat ha pubblicato i nuovi dati sulla fiducia di consumatori e imprese. Le stime effettuate giugno 2020 indicano un miglioramento, rispetto al mese di maggio 2020, sia
dell'indice del clima di fiducia dei consumatori (da 94,3 a 100,6) sia dell'indice composito del clima di fiducia delle imprese (da 52,7 a 65,4). Male i consumi che registrano un -6,1%.

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