banche

Mps cede i suoi Npl a Amco, che adesso punta a 33 miliardi di aum

La cessione darà vita a una bad bank in cui verranno travasati oltre 8 miliardi tra sofferenze e Utp, permettendo a Mps di portare il profilo di rischio sotto la soglia richiesta dall'Eba

Marco Morelli, amministratore delegato di Mps

Marco Morelli, amministratore delegato di Mps

Il cda di Banca Monte dei Paschi di Siena e il cda di Amco hanno approvato il piano di scissione parziale non proporzionale con opzione asimmetrica di un compendio composto da crediti deteriorati, attività fiscali, altre attività, debito finanziario, altre passività e patrimonio netto.

La cessione darà vita a una bad bank in cui verranno travasati oltre 8 miliardi tra sofferenze e Utp, permettendo a Mps di portare il profilo di rischio sotto la media delle banche italiane e sotto la soglia richiesta dall'authority europea (Eba). 

Il progetto è subordinato al verificarsi di una serie di condizioni, prima fra tutte il giudizio positivo da parte della Banca Centrale Europea, che dovrà analizzare anche gli impatti e la sostenibilità patrimoniale dell'operazione per Mps. Per l'istituto dell'ad Marco Morelli e controllata dal Mef al 68%, gli effetti saranno principalmente due:

  1. avanzamento nel piano di de-risking. Gross Npe dal 12,4% al 4,3% e Texas ratio da circa 86% a 43% (pro-forma su dati al 31 dicembre 2019);
  2. riduzione di alcuni ratio patrimoniali. Cet1Phase-in dal 14,7% al 13,3%; Cet1 Fully Loaded dal 12,7% all'11,1 % (proforma su dati al 31 dicembre 2019); un recupero di redditività grazie al minor costo del credito e al miglioramento del costo del funding.

Per Amco (al 100% di proprietà del ministero Economia e Finanze), invece, l'operazione di cessione farà salire entro giugno a 33,4 miliardi di euro le masse gestite adjusted, distribuiti su tutto il territorio nazionale; il consolidamento del ruolo nel comparto degli Utp (inadempienze probabili) in Italia, con una gestione volta alla sostenibilità dell'impresa.

Con l'operazione, Amco (in foto l'ad Marina Natale) emetterà nuove azioni con un rapporto di cambio pari a n. 0,4000 azioni di nuova emissione per ogni azione di Mps, che sarà oggetto di annullamento. Le azioni Amco di nuova emissione e assegnate per effetto della scissione non avranno diritto di voto e non saranno negoziate su mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione.

Le Azioni B Amco di nuova emissione saranno assegnate ai soci di Mps e le corrispondenti azioni Mps saranno annullate in capo agli stessi in misura non proporzionale (circa il 90% all'Azionista di Maggioranza e circa il 10% agli altri azionisti). In funzione del rapporto di cambio e dei rapporti di distribuzione di cui sopra: al Mef saranno assegnate 0,0638 Azioni B Amco per ogni azione Mps posseduta e saranno annullate n. 0,1595 azioni Mps per ogni azione Mps posseduta.

A ciascuno dei soci di minoranza Mps saranno assegnate n. 0,0152 Azioni B Amco per ogni azione Mps posseduta e saranno annullate n. 0,0380 azioni Mps per ogni azione Mps posseduta. Gli azionisti di minoranza di Mps (inclusa Mps, nei limiti delle azioni proprie possedute) potranno richiedere di non essere assegnatari delle suddette Azioni B Amco, di non vedersi annullate azioni Mps e, quindi,di rimanere azionisti esclusivamente di Mps incrementando in termini percentuali la propria partecipazione in Mps (l'opzione Asimmetrica'). La Commissione Europea, con il suo Directorate General for Competition, ha ritenuto l'operazione in linea con condizioni di mercato. La banca precisa che sono in essere interlocuzioni con Consob per gli aspetti di competenza.

L'pperazione prevede la scissione, da parte di Mps in favore di Amco, di un compendio di attività e passività, sulla base dei dati al 31.12.2019. Parte delle attività e passività (inclusa una porzione dei crediti deteriorati), che verranno trasferiti sono attualmente nella titolarità di Mps Capital Services Banca per le Imprese, società posseduta al 100% da Mps.

leggi anche | Banca Popolare di Bari, da oggi chiamatela Spa

Questi crediti verranno ricompresi nel compendio per mezzo di una scissione di Mps Cs a favore di Mps, la cui efficacia sarà antecedente e che costituisce a sua volta condizione di efficacia dell'operazione. JP Morgan e Ubs hanno assunto il commitment a sottoscrivere ed erogare il bridge loan prima delle assemblee straordinarie di Mps e Amco convocate per deliberare la scissione.

L'efficacia e l'erogazione del bridge loan sono subordinate a una serie di condizioni tra cui l'approvazione degli organi delle banche finanziatrici anche in relazione alla documentazione contrattuale definitiva, l'assenza di eventi che abbiano un effetto significativo e pregiudizievole sulla banca o sul compendio.

All'atto dell'erogazione, è previsto che il bridge loan sia garantito da portafoglio cash o di titoli, a discrezione di Mps, all'interno di parametri prefissati, che verrà liberato contestualmente all'efficacia della Scissione. La Scissione dovrà perfezionarsi entro il 1 dicembre 2020.

In caso contrario, il bridge loan dovrà essere rimborsato con conseguente venir meno dell'operazione. Alla data della scissione, il prestito ponte si trasferirà ad Amco quale parte del compendio e verrà parzialmente rimborsato attraverso la generazione di cassa dei portafogli e in parte rifinanziato attraverso l'accesso al mercato.

Tale trasferimento è a sua volta subordinato a una serie di condizioni tra cui, in particolare, e all'assenza di event of default o inadempimenti di Amco, anche con riferimento al rifinanziamento dell'operazione. La scissione avverrà in continuità di valori contabili - in quanto le società coinvolte sono sottoposte a controllo comune - e pertanto l'operazione non si configura come realizzativa. Il completamento dell'operazione è soggetto al verificarsi, tra l'altro, delle seguenti condizioni sospensive:

  1. approvazione da parte della Bce dell'operazione;
  2. intervenuta efficacia della Scissione Mps Cs;
  3. positivo completamento da parte di Amco del procedimento presso la Banca d'Italia di cui alla circolare n. 288 del 3 aprile 2015;
  4. erogazione del bridge loan e successivo suo trasferimento ad Amco per effetto della Scissione come parte del Compendio, previo soddisfacimento delle relative condizioni di efficacia;
  5. esborso massimo per Mps non superiore a 150 milioni di euro in caso di acquisto di azioni Mps da parte di soci che abbiano esercitato il diritto di vendita e il diritto di recesso. Tale ultima condizione è rinunciabile da parte di Mps a sua discrezione.

Il progetto di scissione sarà depositato presso la sede sociale entro il 30 giugno prossimo. Subordinatamente all'eventuale rilascio dell'autorizzazione all'operazione da parte di Bce, il progetto di scissione sarà messo a disposizione del pubblico nei modi e nei termini di legge unitamente all'ulteriore documentazione prevista dalla legge.

Secondo la tempistica ipotizzata, le assemblee straordinarie di Mps e Amco chiamate a deliberare sulla Scissione si terranno entro il mese settembre 2020 sul presupposto che siano decorsi almeno trenta giorni dal rilascio dell'autorizzazione da parte della Bce, con l'obiettivo di stipulare l'atto di scissione entro il 15 novembre prossimo e che la Scissione possa avere efficacia a decorrere dal 1 dicembre 2020.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo