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Per il conto corrente gli italiani
si affidano ai comparatori di prezzi

Negli ultimi 12 mesi i cittadini che hanno cambiato conto dopo aver consultato un sito web di comparazione di tariffe, sono aumentati del 51,34% rispetto ai 12 mesi precedenti

Per il conto corrente gli italiani si affidano ai comparatori di prezzi

Negli ultimi 12 mesi, gli italiani che hanno cambiato conto corrente dopo aver consultato un sito web di comparazione di tariffe, sono aumentati del 51,34% rispetto ai 12 mesi precedenti. Questo è l'importante dato contenuto nell'ultima indagine di SOStariffe.it su nove città italiane. 

Il ricorso ai tool dedicati ai servizi online è dovuto in particolare al risparmio che si ottiene sui costi bancari. La percentuale cresce sulla spinta di clienti tra i 25 e i 34 anni, di sesso maschile e che vivono in grandi città come Bologna e Napoli. Anche le donne, seppure in misura minore, usano questi strumenti in particolare nella fascia d'età tra i 25 e i 44 anni.

Il report mette a confronto le rilevazioni condotte a maggio 2019 con quelle che risultano al mese scorso da SOStariffe.it tramite il proprio comparatore di offerte conti correnti. Lo studio si è focalizzato su tre parametri: la località di provenienza dei correntisti insoddisfatti, il sesso e l'età. Le città prese in esame sono nove e sono distribuite lungo tutto lo stivale e le Isole: Milano, Roma, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Catania, Bari e Palermo

Se esaminiamo la provenienza di coloro che decidono di optare per un altro conto subito dopo aver effettuato la comparazione, ci accorgiamo che è soprattutto nelle grandi città che si va a caccia di offerte più convenienti. Nord, Centro o Sud non fa differenza. E così, a guidare la classifica delle località che più ricorrono al confronto tariffe, troviamo Bologna (+76,33% di sottoscrizione online), seguita da Napoli (+ 65,57%) e da Milano (+ 64,75%).

C'è un gruppo di città poi che ha incrementato l'utilizzo rispetto al 2019 in misura minore. Parliamo di Roma, in linea grossomodo con la media nazionale (+50,92%), ma anche di Torino (+ 44,17%), Bari (+ 41,40%) e Catania (+ 39,77%).

Infine, ci sono gli abitanti di alcune località che non hanno mostrato un atteggiamento molto diverso rispetto a quello dello scorso anno, come Firenze (+8,20%) e Palermo che è l'unica città addirittura in controtendenza rispetto all'andamento generale (-8,20%).

Se invece prestiamo attenzione alle fasce d'età degli utenti più inclini a cambiare conto corrente dopo l'uso di un tool di comparazione, scopriamo che si tratta soprattutto di giovani adulti. Il confronto tariffe è molto comune tra chi ha un'età compresa tra i 25 e i 34 anni (+74%).

A seguire troviamo i ragazzi tra i 18 e i 24 (+ 52%), quasi ancora adolescenti ma già attenti alle proprie finanze, al pari degli over 35 ma under 44 (+51%). Gli utenti di età superiore fanno registrare invece un'inversione di tendenza, probabilmente allontanandosi dalla tecnologia con l'avanzare degli anni. E così la comparazione online nel settore bancario non fa molti proseliti tra chi ha un'età compresa tra 45 e 54 anni (-6%), va ancora peggio per chi invece si colloca tra i 55 e i 64 anni (- 14 %), e chiaramente per gli over 65 (-36%).

Se guardiamo alla variazione in base al sesso, sono soprattutto gli uomini (+59,5%) a passare dal confronto online all'acquisto. Mentre le donne che si preoccupano di risparmiare sui conti (perlomeno avvalendosi di un comparatore) sono molte meno (più 38,7%). Ma entrambi i sessi fanno registrare un incremento rispetto a 2019 nell’adesione a un nuovo conto dopo aver confrontato i prezzi.

“Da tempo assistiamo ad un graduale passaggio verso i conti online", commenta Giordano Gala, responsabile delle divisioni finance e gas&power di SOSTariffe.it, "ma i numeri registrati nell’ultimo periodo indicano un notevole cambio di marcia rispetto al passato. In un contesto di emergenza epidemiologica, con l’obbligo del distanziamento sociale,  probabilmente le persone hanno ricevuto una spinta all’apertura dei conti correnti online, non avendo necessità di recarsi fisicamente in una filiale né per l’apertura né per l’operatività. Avere più tempo a propria disposizione ha permesso alle famiglie italiane di riprendere in mano ciò che erano soliti rimandare proprio a causa di impegni eccessivi”. 

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