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Punti deboli e punti forti dell'Italia
alle prese con la pandemia

"È probabile che l’attuale mancanza di riforme strutturali fondamentali faccia sì che il basso tasso di crescita potenziale persista". Il commento di Joseph Little

Investimenti esteri, disimpegno in Italia per 6,3 miliardi

"Nel 2020 la crescita dell’Italia sarà probabilmente inferiore a quella dei paesi dell'Eurozona, per via della gravità dell’emergenza sanitaria da Covid-19 che ha costretto la nazione a imporre severe misure di lockdown prima degli altri Stati coinvolti nella pandemia. Questo in aggiunta a uno scenario italiano pre-crisi già caratterizzato da un tasso di crescita relativamente debole, dovuto a un serie di debolezze strutturali, come bassa crescita della produttività e venti contrari in ambito demografico". Il commento di Joseph Little, global chief strategist, Hsbc Global Am

Ciononostante, le misure di lockdown sono state revocate e i livelli di mobilità sono cresciuti in maniera relativamente veloce, tanto che adesso sono ampiamente in linea con quelli di Germania e Francia.

Di conseguenza, è probabile che la crescita registri una ripresa nel terzo trimestre e un forte sostegno politico dovrebbe supportare la ripresa nel resto dell’anno, anche se con un ritmo più lento. Le prospettive, però, rimangono incerte, per via delle incognite relative agli sviluppi del virus stesso, all'efficacia del sostegno politico e al grado di cautela di consumatori e imprese.

Nonostante il forte peso del debito dell’Italia, la risposta fiscale del governo è stata significativa e sostanzialmente in linea con quella messa in atto dai paesi dell'Eurozona, come Francia e Spagna. Questo è stato possibile grazie all’adozione da parte della Commissione Europea di un approccio più tollerante nei confronti dell'allentamento fiscale rispetto alle crisi precedenti.

Il costo del debito dell’Italia è stato contenuto grazie dall’aggressivo programma di acquisto di obbligazioni della Banca Centrale Europea, che limita il rischio di un aumento insostenibile dei costi di indebitamento e offre spazio di manovra per un ulteriore sostegno fiscale. Vi è inoltre la possibilità che il governo italiano attinga alla linea di credito Mes della Bce e il paese è destinato ad essere uno dei principali beneficiari di un Recovery plan dell'Unione Europea, che può costituire uno schema per l’emissione congiunta del debito.

Da un punto di vista meno positivo, invece, i rischi al ribasso per la crescita del paese nel lungo periodo includono il rischio che le misure politiche non siano del tutto efficaci o quello di una “stimulus fatigue”, in uno scenario caratterizzato dal deterioramento delle dinamiche del debito sovrano e da potenziali sfide alle misure straordinarie di sostegno della Bce. Inoltre, è probabile che l’attuale mancanza di riforme strutturali fondamentali faccia sì che il basso tasso di crescita potenziale persista.

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