Fondi&Gestioni

Fineco Am: schiaffo ai concorrenti Lancia il bollino “No performance fee”

La sgr di diritto irlandese di FinecoBank (da sempre e per sempre) rinuncia alle commissioni di performance sui suoi fondi, una sfida vera e proprio al mondo del risparmio gestito: la sostenibilità non riguarda solo i prodotti  ma un approccio più trasparente nei confronti dei clienti

Fineco Am, schiaffo ai concorrenti sui costi Lanciato il bollino “No performance fee” sui fondi

La sostenibilità di un asset manager si limita solo ai prodotti che costruisce, o deve anche considerare un approccio più trasparente nei confronti del cliente? Fineco Asset Management, società irlandese di gestione del risparmio interamente partecipata da FinecoBank, ha dato una risposta affermativa a questa domanda puntando a far evolvere il concetto di sostenibilità, aggiungendovi un nuovo tassello: i costi. Per questo, in occasione del secondo anniversario dalla sua nascita, lancia il bollino “No Performance Fees”, per sensibilizzare l’intero settore del risparmio gestito sull’impatto delle commissioni di performance sulla sostenibilità del business e sulla relazione con il cliente finale. “In quanto asset manager, abbiamo grandi responsabilità verso il mondo che ci circonda e le strategie di investimento sostenibili ci permettono di adempiervi. Ma costruire portafogli applicando filtri non può bastare. Il nostro essere sostenibili deve includere il ‘giusto prezzo’ a beneficio concreto di tutti i nostri stakeholders: clienti, consulenti e azionisti”, commenta Fabio Melisso (nella foto), ceo di Fineco Asset Management. “Oggi vogliamo promuovere il concetto di sostenibilità evoluta, che passa dal principio di fair price, vale a dire giusta remunerazione del servizio erogato alla clientela. Per farlo, proponiamo un bollino No Performance Fees che permetta a tutti gli stakeholder di distinguere quei fondi di investimento e quegli asset manager che non applicano le commissioni di performance, una componente addizionale di costi a danno dei risparmi della comunità. Insomma, vogliamo identificarci come operatori pienamente sostenibili”, conclude Melisso.

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