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Dieci temi di investimento
per il secondo semestre del 2020

"La maggior parte delle nazioni sviluppate, con la possibile eccezione degli Stati Uniti, è sulla buona strada per registrare una ripresa nel terzo trimestre". L'analisi di Stéphane Monier

Dieci temi di investimento per il secondo semestre del 2020

"Sei mesi fa gli investitori cercavano segnali di recessione e una pandemia non era sicuramente in cima alla lista di nessuno di loro". L'analisi di Stéphane Monier, cio, private banking di Lombard Odier.

I profondi cambiamenti demografici implicano una maggiore richiesta in ambito sanitario

Ora che ci troviamo all’inizio della seconda metà del 2020, molti aspetti della nostra vita sono cambiati e, nonostante l’inizio della ripresa economica, la pandemia di Covid-19 è ancora presente, anche se i contagi sono contenuti in molti paesi e adesso siamo anche più preparati a gestire i nuovi focolai". 

Le risposte politiche senza precedenti a sostegno delle economie stanno spianando la strada alla ripresa che, a nostro avviso, avrà una forma di “radice quadrata”, caratterizzata da un rapido recupero delle attività a cui farà seguito una ripresa economica, dato che alcuni settori come quello leisure, dell’hospitality e del turismo impiegheranno molto più tempo a ripartire.

La strada da percorrere è ancora lunga, ma la maggior parte delle nazioni sviluppate, con la possibile eccezione degli Stati Uniti, è sulla buona strada per registrare una ripresa nel terzo trimestre. Una volta superato lo slancio iniziale, le economie torneranno probabilmente in uno scenario fatto di crescita lenta e bassa inflazione, con un debito elevato e tassi d’interesse da bassi a negativi.

Diffidiamo di ogni indicazione di un’ampia seconda ondata di contagi, di politiche protezionistiche e, soprattutto, di una fine prematura del sostegno politico fornito dalle banche centrali e dai governi. Per gli investitori, il Covid-19 ha accelerato le tendenze economiche e sociali già esistenti. Abbiamo individuato quattro trend strutturali che stanno cambiando profondamente il mondo e, di conseguenza, presentano nuove opportunità di investimento.

In primo luogo, Covid-19 ha evidenziato la nostra inevitabile dipendenza dalla tecnologia e la rapida evoluzione delle preferenze dei consumatori. L’aumento dell’e-commerce, del lavoro da remoto e degli strumenti per l’istruzione a distanza ha accelerato la digitalizzazione.

In secondo luogo, i profondi cambiamenti demografici implicano una maggiore richiesta in ambito sanitario, con molti paesi che all’inizio della pandemica erano scarsamente preparati ad affrontarla e, per questo ci aspettiamo investimenti significativi nel settore healthcare.  

In terzo luogo, visto che la Cina rappresenta quasi un quinto dell’economia globale e che le azioni e le obbligazioni cinesi sono state inserite in una serie di indici nel 2019, riteniamo che il paese meriti un’allocation degli investimenti autonoma.

Infine, il mondo deve affrontare l’urgente necessità di una rapida decarbonizzazione. La pressione dei consumatori, la regolamentazione e le innovazioni stanno plasmando il panorama degli investimenti mentre avviamo il percorso di transizione verso un’economia più sostenibile.

La seconda metà dell’anno sarà dominata dalle elezioni presidenziali americane e dall’evoluzione della pandemia di Covid-19. Man mano che la corsa alla Casa Bianca entrerà nel vivo e i candidati sveleranno i loro programmi elettorali, saremo in grado di valutarne meglio l’impatto sui mercati finanziari. Le asset allocation in grado di gestire una maggiore volatilità saranno fondamentali. Le seguenti dieci idee d’investimento sono state concepite per aiutare i portafogli a stimare i possibili sviluppi, siano essi prevedibili o meno.

1. Mantenere l’esposizione agli asset di rischio. La brusca ripresa dopo il calo innescato dalla pandemia ha sottolineato l’importanza di continuare a investire nell’azionario.

Adesso gli investitori dovrebbero assicurarsi di detenere una sufficiente esposizione agli asset rischiosi all’interno dei loro portafogli. Date le circostanze, la migliore strategia è preparare risposte tattiche alle inevitabili sorprese che richiederanno cambiamenti nei profili di rischio dei portafogli.

2. Aggiungere allocation difensive. Ogni portafoglio ha bisogno di investimenti progettati per fungere da scudo contro l’imprevisto. Ci sono diverse possibilità per ottenere allocation tattiche agli asset difensivi.

Abbiamo aumentato la nostra esposizione ai buoni del Tesoro statunitense nei portafogli non in dollari, approfittando del minor costo di hedging dovuto alla crisi di Covid-19. Inoltre, sembra opportuno avere una certa esposizione all’oro e allo yen giapponese e sfruttare le opzioni put sugli indici azionari ogni volta che i mercati attraversano un periodo di bassa volatilità.

3. Il credito investiment greade gode di un solido sostegno. In questo contesto di bassa crescita e bassi rendimenti, il credito investment grade offre l’opportunità di generare rendimenti in portafoglio. Su base relativa, il credito investment-grade resta interessante rispetto al debito sovrano, con un solido supporto proveniente dagli acquisti di asset da parte delle banche centrali. 

4. Identificare aree high-yield nel reddito fisso. Mercati con fair value e rendimenti limitati presentano anche un limitato potenziale di rialzo, quindi è opportuno aggiungere obbligazioni high-yield all’interno di una strategia carry. La maggior parte del prossimo ciclo di default è già stata incorporata, anche se continuiamo a evitare il settore dei trasporti, delle vendite al dettaglio, del leisure e il comparto energetico statunitense.

Inoltre, abbiamo una posizione cauta sul debito emergente al di fuori dell’Asia, poiché nazioni - come ad esempio Brasile e Messico - continuano a essere impattate dai bassi prezzi del petrolio e dalla pandemia. In particolare, queste stesse economie risentiranno della flessione del commercio globale. Preferiamo quindi il credito con rating “BB”, e alcuni nomi con rating “B” attivi in settori in rapida ripresa.

5. Concentrarsi sulla crescita sostenibile dell’azionario, dell’healthcare e dell’IT. Le attese per i mercati azionari nella seconda metà dell’anno indicano rendimenti molto bassi, visto il rally del secondo trimestre. Preferiamo i titoli corporate con prospettive di crescita sostenibile e bilanci resilienti, come i settori IT e healthcare, che dovrebbero sovraperformare rispetto ai titoli value.

Ci piacciono anche le utility che lavorano a soluzioni sostenibili, offrendo opportunità interessanti, in quanto la spesa pubblica si sta indirizzando verso progetti infrastrutturali. Nello scenario post-Covid-19, ci aspettiamo che la spesa pubblica sia rivolta a infrastrutture e trattamenti nell’ambito medico.

Il settore della tecnologia medica, compresi gli strumenti di tracciamento, test e monitoraggio, ne trarrà vantaggio. I titoli dell’Information Technologies hanno generalmente ottime prospettive di crescita nello scenario post-pandemia, anche in settori come quello della infrastruttura fisica e della sicurezza su internet.

6. Prediligere le azioni asiatiche nell’universo dei mercati emergenti. Abbiamo un outlook prudente per l’azionario emergente, poiché la crescita del commercio globale sarà contenuta, con prezzi delle materie prime più bassi, stimoli fiscali da parte delle banche centrali meno efficaci e maggiore incertezza sull’impatto del Covid-19.

Detto questo, Cina e Asia offrono molte opportunità di investimento interessanti. La regione è stata in grado di riavviare più rapidamente l’attività economica, mentre quella industriale è in ripresa, grazie a notevoli stimoli fiscali e spese nel campo delle infrastrutture per le telecomunicazioni, energia elettrica, trasporti e IT. Inoltre, sembra che la crescita della Cina abbia una traiettoria più a “V” rispetto a molte altre economie, poiché la domanda interna è sempre più un fattore trainante del PIL.

7. Gli asset reali offrono stabilità durante le fasi di mercato turbolente. I real asset, come il private equity, gli immobili e le infrastrutture offrono opportunità di diversificazione. Quest’anno spiccano gli immobili residenziali e logistici di alta qualità, come quelli nelle principali nazioni europee che sono i più interessanti in termini di resistenza e rendimento sia per i portafogli in euro che per quelli in franchi.

La domanda degli investitori, spinta dalla ricerca dei rendimenti, non si è indebolita e continua a sostenere i prezzi. Le valutazioni non sono economiche, ma non siamo ancora vicini a una bolla di settore. In contrasto con la ripresa del mercato azionario svizzero, i titoli del comparto immobiliari europei offrono ancora un certo potenziale di crescita, con i mercati che stanno incorporando un calo dei NAV.

I Real Estate Investment Trusts (REITs) con sede negli Stati Uniti offrono anche una più ampia diversificazione settoriale e l’accesso ad asset immobiliari come, ad esempio i data centre, che permettono di diversificare l’allocation europea con delle valutazioni interessanti. In questo contesto di crescita lenta e tassi bassi, il settore delle infrastrutture dovrebbe essere sostenuto dagli investimenti pubblici. Gli investitori non possono permettersi di trascurare il private equity, in quanto può offrire un’esposizione all’economia reale, diversificare ulteriormente il portafoglio e presenta il potenziale per un incremento dei rendimenti.

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8. Dollaro più debole. La pandemia e il conseguente shock economico hanno messo in discussione la nostra view ribassista sul dollaro. Con la ripresa dell’attività e con i premi per il rischio che hanno fatto lievitare il prezzo del dollaro, continuiamo a stimare una debolezza per la valuta statunitense, mentre prevediamo una traiettoria al rialzo per le altre valute del G10 che sono sottovalutate, esposte al ciclo economico cinese e/o sostenute da una favorevole bilancia dei pagamenti.

Riteniamo inoltre che l’euro, lo yen giapponese e il dollaro australiano sovraperformeranno rispetto al dollaro e che riporteranno un apprezzamento entro la fine dell’anno.

9. Performance altalenante per la sterlina. L’impatto della pandemia sull’economia britannica e la cattiva gestione da parte del governo ci fanno adottare un atteggiamento molto cauto nei confronti della sterlina. La mancanza di progressi sulla Brexit si traduce in un incremento del rischio che si giunga un “no deal” a fine anno, anche se ci aspettiamo che venga elaborato nel corso dell’anno lo scheletro di un accordo con l’Unione Europea per sostenere la sterlina. Nel frattempo, le posizioni politiche e le notizie piene di scetticismo fanno sì che la situazione della sterlina peggiorerà prima di migliorare.

10. Selezionare le valute emergenti rispetto al dollaro. Quest’anno i mercati emergenti hanno risentito del crollo dei prezzi dell’energia e le valute appaiono ora ampiamente in linea con le valutazioni. Il virus si sta ancora diffondendo in molti mercati emergenti, mentre altri devono ancora fare i conti con un peggioramento dello scenario fiscale, quindi chi investe nelle valute emergenti deve essere altamente selettivo.

Ci piacciono le valute con livelli di debito più bassi, buoni bilanci esterni ed esposizione al miglioramento della crescita dell’eurozona (come la corona ceca e lo shekel israeliano), o alla Cina (rupia indonesiana, won coreano, dollaro taiwanese e peso cileno). Tuttavia restiamo ancora cauti sulla lira turca, sul rand sudafricano, sul real brasiliano e sul peso colombiano, dove i bilanci fiscali ed esterni sono più impegnativi

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