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Il cda di Ubi boccia l'offerta di Intesa: "Gli azionisti ci perdono"

L'istituto guidato da Victor Massiah ritiene "non congruo il corrispettivo unitario proposto e ritiene che l'operazione non sia conveniente per gli azionisti della banca". Ma dal Patto Car, Aldo Poli annuncia una valutazione a tutto tondo dell’offerta. Presentato anche il Piano Ubi 2022 aggiornato; Aviva sarà internalizzata al 100%

Il cda di Ubi boccia l'offerta di Intesa: "Gli azionisti ci perdono"

Victor Massiah, ceo di Ubi Banca

Era nell'aria già da metà giornata. La conferma è arrivata intorno alle 17.00 di oggi pomeriggio: il cda di Ubi Banca ha bocciato l'offerta di pubblico scambio lancita da Intesa Sanpaolo a metà febbraio scorso. L'istituto guidato da Victor Massiah ha ritenuto "non congruo il corrispettivo unitario proposto (...) e ritiene che l'operazione non sia conveniente per gli azionisti della banca".

Tra le argomentazioni sollevate dal cda nel suo parere di congruità, c'è l'assenza di garanzie per l'assemblea dei soci. Per i consiglieri l'offerta non prevede un corrispettivo per cassa, quindi, "i rischi connessi al raggiungimento degli obiettivi strategici dell'operazione definiti da Intesa" sarebbero a carico degli azionisti Ubi

"Il corrispettivo", si legge ancora, "rappresentato da un rapporto di cambio tra azioni Ubi e azioni Intesa, non remunera adeguatamente tali rischi e, inoltre, comporta un'allocazione del valore e delle sinergie molto più favorevole agli attuali azionisti di Intesa". La valorizzazione implicita contenuta nell'offerta sarebbe carente di 1,1 miliardi.

A metà febbraio scorso Intesa Sp ha avviato il suo progetto di ingresso nel capitale sociale della banca guidata da Massiah attraverso una offerta pubblica di scambio italiana su 1,144 milioni di azioni Ubi.

È un no senza appello quello diretto a Carlo Messina (in foto), ceo di Intesa. "Anche se il corrispettivo fosse convertito in dimensione monetaria", continua il cda di Ubi, "il valore assoluto di Ubi Banca che ne deriverebbe esprimerebbe una percentuale molto bassa del patrimonio netto tangibile". Da un punto di vista industriale, l'offerta non consente a Intesa di raggiungere dimensioni tali da modificare il posizionamento europeo, traducendosi quindi nell'eliminazione di un concorrente per rafforzare la propria posizione in Italia, prosegue la nota.

Per Massiah la strada da seguire è quella di un contenimento delle dimensioni delle partecipazioni al capitale sociale dell'istituto. "Se rimaniamo una banca indipendente accelereremo immediatamente il processo di aggregazione sul mercato andando a cercare nuove aggregazioni di mercato, che per noi rimangono un punto focale". Ha detto il ceo agli analisti, come riporta Adnkronos. "Sono la stessa persona che mesi fa diceva che serviva un'aggregazione nel panorama italiano. Ma una delle condizioni è che debbano essere amichevoli, negoziate, in accordo con la controparte". Sulla stessa linea si trova Letizia Moratti (in foto): "In condizioni di autonomia", dice, l'istituto "può svolgere un ruolo centrale nel consolidamento bancario italiano". 

la risposta | Intesa Sp: "La bocciatura di Ubi sottostima il valore dell'offerta"

Qualche malumore in casa Ubi c'è. Il Sole 24 Ore scrive di "movimenti all’interno" del Patto di consultazione Car (al 20% del capitale Ubi), che potrebbero portare a una frattura nell'apparente unanimità del no all'offerta di Messina. Il presidente della Fondazione Monte di Lombardia e secondo socio del Patto, Aldo Poli, ha aperto a una valutazione a tutto tondo dell’Offerta di Intesa. Poli detiene il 4,96% dell’istituto bresciano. Nel frattempo, Mario Cera, presidente della Fondazione, critico della prima ora dell'Ops, si è dimesso dalla carica di suo rappresentante all’interno del Patto.

Oggi è stato anche il giorno della presentazione del Piano 2022 aggiornato, presentato dall'ad e dalla presedente insieme alla notizia del no all'Op di Intesa Sanpaolo. Gli effetti sulle alle quotazioni in Borsa sono stati positivi. Il titolo chiude le contrattazioni in rialzo del 2,50%, il migliore del Ftse Mib.

Ad innescare acquisti sulle azioni della banca le due novità comunicate. Comparando l'andamento del titolo con il Ftse Mib, scrive Teleborsa, "su base settimanale, si nota che il gruppo bancario italiano mantiene forza relativa positiva in confronto con l'indice, dimostrando un maggior apprezzamento da parte degli investitori rispetto all'indice stesso (performance settimanale +6,92%, rispetto a +2,56% del principale indice della Borsa di Milano)".

"Tecnicamente, Ubi è in una fase di rafforzamento con area di resistenza vista a 3,139 euro, mentre il supporto più immediato si intravede a 3,02. A livello operativo si prevede un proseguimento della seduta all'insegna del toro con resistenza vista a quota 3,258".

Novità anche dal ramo assicurativo di Ubi. Il cda ha infatti deciso di “internalizzare il comparto assicurativo relativo ad Aviva Vita a partire dal 30 giugno 2021". Lo strumento scelto è quello di passare al 100% della joint venture, attualmente partecipata al 20. Il motivo della scelta è "impattare sul Cet1 ratio del 2021 per circa -50 punti base. L’operazione avrà effetti reddituali positivi già dal 2021 e si stima che a regime, nel 2022, comporterà un apporto incrementale annuo all’utile netto di Gruppo di 40 milioni di euro, con un ritorno sul capitale investito superiore al 10%". 

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