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Anche il factoring in «Garanzia Italia»

Tutte le proposte di Assifact, l’associazione che riunisce gli operatori del settore, per sostenere le imprese

Anche il factoring in «Garanzia Italia»

Fausto Galmarini

L’industria del factoring rivendica un ruolo centrale a sostegno della liquidità delle imprese nella crisi da pandemia. E chiede al governo di rimuovere gli ostacoli che impediscono di esprimere al meglio le potenzialità del settore.

«Un contesto normativo che faciliti la cessione dei crediti, e che almeno la consenta dove ancora non è possibile», ha affermato il presidente Fausto Galmarini (nella foto) nella sua relazione all’assemblea annuale di Assifact, l’associazione che riunisce gli operatori del settore, «potrebbe consentire all’industria del factoring, che è sempre stata a fianco delle imprese anche nelle situazioni di crisi, di dare un contributo ancora maggiore al rilancio dell’economia e del Paese». Un risultato importante è stato annunciato da Assifact, insieme a Sace, venerdì 26 giugno: si tratta dell’avvio dell’operatività anche per il factoring di “Garanzia Italia”, lo strumento previsto dal Decreto Legge Liquidità per sostenere, attraverso la garanzia di Sace e la controgaranzia dello Stato, la continuità operativa e la ripartenza delle attività economiche e d’impresa danneggiate dall’emergenza Covid-19. In sede di conversione in legge, infatti, le operazioni di factoring – attraverso cui le imprese cedono i propri crediti commerciali a banche o società specializzate che provvedono alla loro gestione e riscossione e concedono anticipazioni sui crediti stessi – si sono affiancate a quelle di finanziamento previste dal Decreto come interventi a sostegno della liquidità delle imprese che possono beneficiare delle garanzie di Stato.

In piena emergenza le società di factoring concedono dilazioni di pagamento alle imprese che si trovano nella condizione contingente di non poter pagare i propri debiti commerciali in conseguenza della pandemia

In particolare, tra le operazioni che rientrano nel perimetro di Garanzia Italia vi sono: la cessione di crediti pro solvendo (salvo buon fine), sia spot che revolving; gli anticipi a favore delle aziende su futuri crediti commerciali che derivano da contratti di fornitura, commesse o appalti; altre operazioni in cui l’azienda incarica la società di factoring di pagare a scadenza per suo conto i crediti relativi alle fatture emesse nei suoi confronti dai fornitori, previa conferma della regolarità delle forniture da parte dell’azienda stessa.

Le linee di credito, inoltre, dovranno essere destinate a sostenere attività in Italia, tra cui capitale circolante e investimenti. Sace e Assifact hanno definito e concordato i termini e le condizioni che disciplinano il rilascio delle garanzie da parte di Sace a beneficio delle società di factoring. Il rilascio delle garanzie avverrà online attraverso il portale dedicato Garanzia Italia sviluppato da Sace, dove le banche e le società di factoring – una volta ultimata la propria istruttoria e deliberato l’affidamento - potranno inserire le proprie richieste e ottenere le relative garanzie, controgarantite dallo Stato, in tempi brevissimi.

In vista del dibattito per la conversione in legge del prossimo Decreto Rilancio, Assifact ha presentato diverse ulteriori proposte. Prima di tutto, estendere la garanzia Sace, che il Decreto Liquidità ha introdotto per le operazioni di cessione dei crediti pro solvendo anche a quelle pro soluto, in cui il rischio di insolvenza del debitore è trasferito alla società di factoring. Inoltre per Assifact si devono includere nella garanzia Sace anche le società di factoring cosiddette captive, che fanno le medesime operazioni ma non sono più intermediari finanziari dalla riforma del 2010 perché operano nell’ambito esclusivo di filiere produttive - con il factoring captive, in sostanza, le imprese fornitrici possono beneficiare di una più agevole erogazione di liquidità.

Il factoring può vantare come fattore distintivo l’alta qualità del credito: il 4% di esposizioni deteriorate contro il 6,7% del settore bancario e soltanto l’1,83% di sofferenze

Ancora, abrogare la disposizione del decreto che per i pagamenti degli enti sanitari introduce il blocco o la sospensione delle azioni esecutive e l’impignorabilità delle rimesse finanziarie traferite dalle Regioni alle aziende del proprio servizio sanitario.

Secondo Assifact si tratta di una misura «notoriamente incostituzionale e lesiva della parità delle parti, in sfavore delle imprese e degli altri creditori, nonché sproporzionata e controintuitiva rispetto agli obiettivi e tale da favorire possibili comportamenti opportunistici degli enti a ulteriore svantaggio dei legittimi creditori»; inoltre per l’associazione che riunisce gli operatori del factoring non si devono reintrodurre le disposizioni che condizionano e impediscono la cessione dei crediti vantati verso il Servizio Sanitario Nazionale.

Al governo Assifact propone anche una serie di semplificazioni strutturali, burocratiche e operative, che renderebbero le operazioni di cessione dei crediti più veloci ed efficaci senza determinare costi a carico della finanza pubblica. Tra le proposte, la possibilità di cedere a banche e società di factoring (con relativa anticipazione degli importi) i crediti vantati nei confronti dell’Inps dalle imprese che hanno anticipato ai dipendenti della Cassa integrazione, e la creazione di una piattaforma digitale per la cessione dei crediti, con la collaborazione di tutti i soggetti interessati, che consentirebbe di snellire tutte le operazioni.

Assifact rappresenta un settore che negli ultimi dieci anni ha più che raddoppiato il volume d’affari, da 118 miliardi del 2009 a 255,5 del 2019, con tasso medio annuo di crescita del 7,2%.

Dopo aver chiuso il 2019 a +6,44% sull’anno precedente, il factoring italiano (35 mila imprese clienti, 9,03% del mercato mondiale, 13,33% di quello europeo) ha iniziato in positivo il 2020 (+1,68% a gennaio, + 1,18% a febbraio) per subire il primo impatto del Coronavirus a marzo (-0,45%) e rallentare in misura più marcata ad aprile (-5,53%).

Anche in ottica di sistema il factoring può vantare come fattore distintivo la qualità del credito, che resta alta: il 4% di esposizioni deteriorate nel 2019 contro il 6,7% del settore bancario, e soltanto l’1,83% di sofferenze, un’incidenza al livello minimo degli ultimi anni, molto inferiore al 3,5% del sistema bancario nel suo complesso. Per i flussi finanziari delle imprese che provano a ripartire in uno scenario fortemente segnato dall’emergenza Covid-19 il factoring si conferma ancora una volta uno straordinario strumento di sostegno, soprattutto nelle fasi più difficili dell’economia reale. Forti tensioni economiche e di liquidità, cali di fatturato, ritardi nei pagamenti e negli incassi di crediti e debiti commerciali, ingenti esposizioni nei confronti della Pubblica Amministrazione (in particolare le aziende fornitrici della Sanità), anticipi della Cassa integrazione: le società di factoring, che in Italia muovono ogni anno oltre 250 miliardi di euro, pari al 14% del Pil, si stanno impegnando nei confronti dei clienti al di là di quanto previsto dai provvedimenti del governo per il sistema produttivo. Proprio in piena emergenza Covid-19 le società di factoring, ha sottolineato il presidente Galmarini, «concedono dilazioni di pagamento, valutate caso per caso, alle imprese che si trovano nella condizione contingente di non poter pagare i propri debiti commerciali in conseguenza della pandemia».

Per questo, mentre si impegna direttamente sul campo di propria iniziativa, l’industria del factoring chiede al governo di completare il quadro delle misure a sostegno della liquidità delle imprese.

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