Quantcast

Il caso

Como, una storia di finanza abusiva dietro il sequestro di un palazzo
da 2,7 milioni

Stamattina le fiamme gialle hanno posto sotto sequestro preventivo un immobile nel centro di cittadino. Le indagini riguardano 3.900 fidejussioni emesse in Italia da un società non autorizzata da Banca d'Italia.

Swetguest sbarca a Como, è la sesta sede italiana

La città di Como


Parte degli 8,7 milioni di euro raccolti dall'emissione delle fidejussioni risulta sui conti correnti della moglie dell'amministratore di fatto della società 

Ci sarebbe una società bancaria svizzera non autorizzata dalla Banca d'Italia dietro l'immobilie posto sotto sequestro preventivo stamattina nel centro di Como dalla Guardia di finanza. L'operazione, denominata Bella Vita, è stata condotta dal Nucleo di Polizia economico finanziaria delle Fiamme gialle su disposizioni del gip del Tribunale di Como, Laura De Gregorio, e su richiesta del pm titolare delle indagini, Mariano Fadda

Il palazzo sequestrato ha un controvalore commerciale di 2,76 milioni di euro. L'intervento dei militari segue le perquisizioni effettuate a febbraio nei confronti dei soggetti indagati tra Como e Roma.   

Le indagini riguardano le attività della società di cui non viene fatto il nome. In particolare, comunicano le fiamme gialle, le circa 3.900 fidejussioni emesse sull'intero territorio nazionale, raccogliendo premi per 8,7 milioni di euro. Parte di queste somme sono state riversate sui conti correnti della moglie dell'amministratore di fatto della società la quale - denunciata a sua volta per il reato di riciclaggio - ha utilizzato tale provvista per l'acquisto dell'immobile sequestrato.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo