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"Grazie ai confidi il sistema ritrova
la liquidità perduta"

Disintermediando le banche, i consorzi di garanzia collettiva dei fidi sono l’hub della finanza d’impresa. ConfidiSystema ne associa oltre 55mila di ogni dimensione

Alessandro Spada, presidente di ConfidiSystema

Alessandro Spada, presidente di ConfidiSystema

Molti forse ricorderanno il titolo di un film cult degli Anni ’80, “Cercasi Susan disperatamente”. Ecco, sostituite “Susan” con “liquidità” e avrete il film (drammatico) che sta interpretando oggi gran parte delle imprese italiane.

Tra quanti mettono a disposizione competenze e risorse per provare a riscrivere il copione del film, impegnandosi per arrivare a un lieto fine, vi è ConfidiSystema, che associa oltre 55mila imprese di tutte le dimensioni residenti prevalentemente in Lombardia, anche se da tempo ha allargato il suo raggio di azione all’intero Paese.

Confidi Systema! ha l’obiettivo di diventare un hub della finanza d’impresa rivolto al segmento delle Pmi, perché la costruzione di un mercato della finanza d’impresa diversificato ed efficiente è una delle più importanti leve per lo sviluppo del Paese. Specialmente in un momento complesso come quello attuale. 

"Il quadro normativo si è fatto definitivo con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Liquidità", conferma il direttore generale Andrea Bianchi (in foto). Confidi Systema! ha fin da subito concretizzato tutte le previsioni a garanzia delle imprese, elevando laddove possibile al 100% l’intervento e mettendo in opera una significativa campagna di abbattimento dei prezzi".

"Abbiamo affiancato all’attività tradizionale di rilascio delle garanzie un’attività di prestiti diretti alle imprese", continua il dg, "che nel mese di aprile ha quasi monopolizzato la nostra azione: in questo modo abbiamo sterilizzato la fase molto difficile - che pare ora rientrata - in cui le banche hanno avuto difficoltà a sostenere l’onda portata dal Covid-19. Abbiamo lavorato per farci sentire vicini alle imprese, con una disponibilità totale verso di loro, tanto come prossimità al territorio quanto all’interno della rete più ampia in cui ci muoviamo, quella delle associazioni - Confindustria, Confartigianato, Confagricoltura".

Possiamo essere la cinghia di trasmissione più efficace per trasferire al mondo produttivo le misure del Governo a sostegno della liquidità e della ripresa (Alessandro Spada, presidente Confidi Systema)

Una vicinanza che, nella più grande crisi economica del Dopoguerra, è fondamentale. "Mai come oggi la funzione dei confidi è importante - dice Alessandro Spada, presidente di Confidi Systema, "possiamo essere la cinghia di trasmissione più efficace per trasferire al mondo produttivo le misure messe in campo dal governo".

"A differenza delle banche", continua, "i confidi sono strutturati proprio per questo tipo di operazioni. In questo momento abbiamo numerose pratiche da seguire e supportare; se il nostro coinvolgimento fosse stato più ampio fin dall’inizio, forse avremmo reso la vita più facile alle imprese e molto probabilmente anche alle banche". Facendo risparmiare a tutti tempo e fatica.

"Gli aiuti deliberati dal governo, che pareva dovessero arrivare immediatamente nella disponibilità delle imprese, hanno avuto invece percorsi molto complessi, in alcuni casi poco veloci, in altri estremamente lenti. Ciò che abbiamo fatto è stato cercare di spiegare al Governo come l’azione dei confidi avrebbe potuto essere più efficace, mostrare come, se fossero state innalzate le soglie di operatività, saremmo stati in grado di supportare meglio le aziende; purtroppo, da questo punto di vista, l’esecutivo ha limitato il nostro apporto al minimo indispensabile». 

Spada mette però da parte ogni ipotesi di malafede: "Il governo si è mosso spesso in modo particolare in questa crisi, con spunti iniziali buoni, ma passaggi successivi carenti di interrelazioni concrete; penso che l’atteggiamento sia stato dettato non tanto da una preclusione nei nostri confronti, quanto da una scarsa conoscenza dei confidi e dei risultati che hanno ottenuto negli anni: sono state scelte strade in apparenza più semplici, che si sono però rivelate complesse".

Oltre alle aziende, ne hanno risentito anche il settore del credito bancario, sottoposto a un fuoco incrociato di critiche nelle prime fasi dell’emergenza. "Le banche sono aziende e come tali hanno le loro procedure e organizzazioni per portare avanti le pratiche", prosegue Spada, "non si poteva pensare che stravolgessero il modo di operare, anche di fronte a un’ondata così forte e così straordinaria. Il sistema ne ha sofferto e gli istituti di credito hanno subito critiche a mio avviso a volte ingiuste".

Il presidente dell'associazione di imprese ne è certo: "se fossero stati alzati i limiti di operatività diretta dei confidi, avremmo avuto la possibilità di essere davvero vicini alle imprese in un momento di emergenza, oltretutto con un’organizzazione come la nostra che giornalmente porta avanti questa attività di screening e studio. Attraverso Confidi Systema! esaminiamo settimanalmente migliaia di pratiche di aziende di tutte le dimensioni, per cercare di sopperire a problemi di bassa capitalizzazione, mancanza di circolante, o a una situazione temporanea di tensione finanziaria, per aiutarle in momenti critici attraverso i finanziamenti che garantiamo in accordo a una procedura di valutazione molto stretta, che negli anni ha portato ottimi risultati". 

I numeri dicono che, per arrivare al lieto fine di cui scrivevamo all’inizio, la strada è lunga e ripida. Confidi Systema! prova ad alzare lo sguardo oltre i tornanti per capire dove le imprese possono prendere le energie per alzarsi sui pedali della ripresa e scattare come Pantani sul Mortirolo.

"In questo momento le aziende sono concentrate sulla fase di ripartenza e il sistema imprenditoriale registra una perdita di produzione importante", commenta Alessandro Spada, "solo in Lombardia è stata del -30% a marzo, del -45% ad aprile e circa del -30% a maggio. Grazie ai finanziamenti e alla sospensione dei pagamenti di alcune imposte, le aziende ora provano a recuperare quote di mercato e a ripristinare i livelli di produzione. Spero che le recenti aperture verso l’estero possano ricostruire le catene del valore. Il timore che abbiamo è però sull’autunno. Ora di allora, se i mercati continueranno ad avere una domanda bassa e la cassa integrazione straordinaria non sarà più estesa, molte aziende rischieranno di entrare in sofferenza". 

"Quello che chiediamo", conclude il numero uno di ConfidiSystema, "è una sospensione delle tasse e dei pagamenti anche per i prossimi mesi e una ripresa forte degli investimenti. Il Paese ha tante opere che devono essere realizzate: mettiamo in circolo capitali che producano lavoro. Penso sia a opere infrastrutturali sia digitali, perché dopo mesi di smart working ci siamo resi conto che tante parti del Paese hanno bisogno di forti investimenti in banda larga. Ci aspettiamo che misure simili possano generare lavoro e diano la possibilità alle aziende di riprendersi. Infine, chiediamo con forza che lo Stato paghi i debiti verso i privati, ricostituendo per le imprese la liquidità venuta a mancare non per colpa loro". 

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