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vigilanza

Aumentano i ricorsi all'Arbitro per
le Controversie finanziarie

Il controvalore complessivo dei ricorsi del primo semestre supera i 50 milioni di euro. In positiva ascesa anche i casi di estinzione anticipata su richiesta dei risparmiatori: sono stati 107, rispetto ai 194 del 2019

Gianpaolo Eduardo Barbuzzi, dirigente Consob a capo dell'Arbitro per le Controversie Finanziarie

Gianpaolo Eduardo Barbuzzi, dirigente Consob a capo dell'Arbitro per le Controversie Finanziarie

Dal primo gennaio al 30 giugno scorso i ricorsi arrivati all'Arbitro per le Controversie Finanziarie sono stati 874, portando il numero complessivo a oltre 6.200 dal 2017 ad oggi. "Se tale trend troverà conferma nella seconda parte dell’anno, il 2020 si concluderà con volumi in crescita, facendo registrare un incremento su base annua di quasi il 10% rispetto al 2019", scrive l'organo di risoluzione extraguidiziale delle controversie istituito presso la Consob nel 2016. L'Acf conta 1.092 intermediari aderenti al proprio sistema. 

Proprio come lo scorso anno, comunica l'organismo, sono i risparmiatori residenti nelle regioni del sud Italia ad essersi fatti promotori del maggior numero di ricorsi (39,5% del totale), seguiti da investitori retail del nord (33,4%) e del centro (33,4%).

Il controvalore complessivo dei risarcimenti richiesti nel primo semestre dell’anno supera i 50 milioni di euro, dato questo in linea con quello riferito all’intero triennio 2017/2019 (complessivi 300 milioni di euro), con un valore pro-capite delle controversie che supera i 67.000 euro.

Non rari i casi di richieste risarcitorie di valore pari al limite massimo di competenza dell’Acf (500.000 euro). Sono in crescita (+10) il numero degli intermediari finora coinvolti in contenziosi davanti all'arbitro: 173 al 30 giugno 2020, a fronte dei 163 di fine 2019.

Nel primo semestre dell’anno l’organo collegiale ha tenuto 27 riunioni (23 nel primo semestre 2019). In tutto sono stati conclusi 750 procedimenti, con una percentuale di accoglimento dei ricorsi del 65,7%, a fronte dei 34,3% rigettati. Nel complesso sono stati riconosciuti risarcimenti per circa 12 milioni di euro.

In apprezzabile ascesa il dato relativo ai casi di estinzione anticipata dei procedimenti su richiesta del risparmiatore: nel primo semestre 2020 sono stati 107, rispetto ai 194 del 2019. "Si tratta, in massima parte, di casi in cui le parti (cliente/intermediario) raggiungono direttamente un accordo transattivo, facendo così venir meno la materia del contendere prima di una decisione dell’Acf.

Nel primo semestre dell’anno è proseguita l’attività del collegio volta alla definizione di orientamenti che possano fungere da utile guida non solo per gli intermediari nella trattazione dei reclami della clientela - così da minimizzare anche i rischi di futuri contenziosi - ma anche per gli stessi risparmiatori, favorendone una maggiore consapevolezza nell’operare scelte d’investimento e nel tutelare i propri diritti.

Sul sito dell’organismo guidato dal dirigente Consob, Gianpaolo Eduardo Barbuzzi, dirigente Consob a capo dell'Arbitro per le Controversie Finanziariesono state ad oggi pubblicate oltre 2.700 decisioni liberamente consultabili, mentre la Relazione annuale 2019 (dallo scorso mese di marzo anch’essa disponibile sul sito istituzionale) contiene un massimario degli orientamenti di maggior rilievo assunti nel primo triennio di attività e anche una serie di pratici consigli su “quando” e “come” presentare ricorso all’Acf, così da ridurre i casi di irricevibilità/ inammissibilità, tuttora piuttosto numerosi (129 nel primo semestre 2019).

L’obiettivo è quello di fornire un contributo alla crescita del livello di alfabetizzazione finanziaria dei risparmiatori italiani fondato sui casi concretamente presentatisi e risolti dal Collegio, evidenziando quelle che sono le violazioni più diffuse da parte degli intermediari degli obblighi previsti dalla normativa in tema di prestazione dei servizi d’investimento, ma anche gli errori comportamentali in cui più comunemente incorrono i risparmiatori. Sia il collegio dell’Acf che il personale dell’ufficio di segreteria tecnica operano, da marzo scorso, in modalità smart working.

 

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