Enasarco, il 21 cda sul voto
Ma il Tar dà un aiutino a Costa

La Fondazione convoca una riunione straordinaria del consiglio per superare finalmente l’impasse sulla data delle elezioni. Intanto il Tar accoglie la sospensiva richiesta dalla Fondazione stessa, e in prima istanza respinta, contro la diffida dei ministeri vigilanti a votare il 31 luglio. Un ennesimo minuetto di formalismi burocratico-legislativi, nel permanente e sostanziale tentativo di prorogare al massimo l’improrogabile.

L’Enasarco si avvita alle sedieL’Enpam vota regolarmente

Enasarco ha convocato un Consiglio straordinario per il 21 luglio 2020 nel quale verranno deliberate le date di indizione delle elezioni per il rinnovo delle cariche nell’Assemblea dei Delegati: date che, da quanto trapela, dovrebbero coprire il periodo tra il 24 settembre e il 7 ottobre 2020. Insomma, a prudente distanza perfino dalle elezioni amministrative fissate dal governo per il 20 settembre e mai spostate, occasione nella quale milioni di cittadini affluiranno alle urne. Come si dice, la prudenza non è mai troppa, se si tratta di prorogare la permanenza su poltrone molto amate. Certo, le elezioni Enasarco sono digitali per statuto, ma forse alla Fondazione è stata individuata una variante del Covid-19 che si trasmette attraverso il web…
Capita, però, che mentre il vertice Enasarco, pur con i suoi tempi biblici, riapre finalmente il dossier del voto congelato in marzo, sulla sua scrivania plana una piccola notizia da esso gradita, la prima da quando gli avvocati della Fondazione hanno iniziato a cercare qualsiasi cavillo per differire fino all’infinito e oltre l’appuntamento elettorale.
In pratica, il Tar ha accolto una richiesta di sospensiva che la Fondazione aveva avanzato proprio sui tempi di svolgimento delle elezioni come le erano stati imposti dai due ministeri vigilanti, l’Economia e il Lavoro, in una loro nota. La nota fissava la data di inizio della consultazione elettorale al 10 agosto e in mancanza di risposte una successiva diffida l’aveva definitamente indicata nel 31 luglio, ovvero 4 giorni prima della data del ricorso.
Insomma: un minuetto di mera tempistica, visto che il principio del rinvio “sine die” delle elezioni in attesa di una soluzione dell’emergenza pandemia era stato spazzato via. Ora questo gioco di date dovrebbe essere superato dalla decisione di convocare il Cda per fissare le elezioni a settembre: anche se, si sa, un consiglio fantasioso può sempre pescare nel profondissimo oceano della burocrazia il cavillo in più per spuntare quell’altra settimanella di proroga durante la quale contemplare ancora un po’ con occhio inumidito la bellezza di poltroncine e uffici.
Resta invece – a prescindere dal Tar e come da certificazione della Corte dei Conti - l’impossibilità della Fondazione a deliberare in regime di prorogatio atti di natura non ordinaria, pena la loro illegittimità… Per esempio gli aiuti economici agli iscritti.

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