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La pandemia fa esplodere
la domanda di servizi di open banking

Hype brinda ai nuovi 500mila clienti arrivati tra marzo e maggio. Ma la crescita riguarda tutto il settore: secondo uno studio di Boston Consulting in 15 Paesi, gli italiani sono quelli che hanno più intensificato la propria attività online con la banca di riferimento

La pandemia fa esplodere la domanda di servizi di open banking

Dai 676mila conti di maggio 2019 agli 1,183 milioni di maggio 2020. È questo il dato più rilevante di "Italiani e banking digitale: il lockdown impone cambio di marcia e accelera la crescita”, l'indagine realizzata dalla soluzione di mobile banking nativa digitale Hype.

Lo studio ha monitorato l'andamento dei numeri dell'utenza della sistema di pagamento digitale, e il risultato è che tra marzo e maggio 2020 i clienti già attivi che hanno usato Hype come conto primario sono aumentati del 71% rispetto al primo trimestre dell'anno scorso. 

I dati di utilizzo del sistema evidenziano come anche una customer base già naturalmente orientata verso il digitale abbia, nel corso del lockdown, accelerato il proprio orientamento. Tra marzo e maggio scorsi, una dinamica simile a quella del conto primario si è registrata nei pagamenti con carta sui siti e-commerce, aumentati dell’89%. Le funzioni più usate sono state il pagamento di bollette (+61%), le ricariche telefoniche (+50%) e l’utilizzo della funzione PagoPA (+14%).

Interessante anche la risposta al servizio di vendita di Bitcoin: entrato in funzione il 19 marzo, ha segnato una crescita media mensile da aprile a luglio di oltre il 400%. "A familiarizzare con la criptovaluta, grazie alla soluzione semplice e sicura offerta da Hype", si legge nel comunicato della società, "sono stati soprattutto Millenial e Gen Z (la fascia di età tra 18 e 29 anni ha effettuato il 57% di tutte le transazioni), seguiti dai trentenni con il 19% e dai quarantenni con il 15%.

Over 60 (2%) e donne (10%) sono le categorie meno interessate alla novità ma in generale, seppur a poche settimane dalla partenza, i dati del servizio sembrerebbero segnalare un generale apprezzamento della customer base verso forme di investimento non correlate alle asset class tradizionali.

“La nostra customer base ha per definizione comportamenti smart e propensione all’utilizzo di servizi digitali", commenta il ceo di Hype, Antonio Valitutti (in foto). Il distanziamento sociale ha accelerato un trend già in atto in maniera generalizzata, rafforzando una dinamica ormai inarrestabile a cui tutte le realtà bancarie si stanno adeguando".

Cosa è cambiato, invece, in termini di composizione sociale e anagrafica nella customer base Hype? Il distanziamento sociale ha spinto la crescita del pubblico femminile, aumentato del 4%, che passa dal 32 al 36% del totale. Quanto alle fasce di età, è aumentata del 3% la componente under-18, mentre non si riscontrano significative variazioni nelle altre fasce, tra cui resta preponderante quella dei giovani tra i 18 e i 29 anni (43%) mentre trentenni, quarantenni e cinquantenni si spartiscono quasi equamente gran parte del resto (alle prime due categorie fanno capo il 15% ciascuna, mentre alla terza fa capo il 12%).

"Gli italiani", aggiunge Valitutti, "costretti dalla pandemia a familiarizzare con i canali online e mobile, ne hanno apprezzato i vantaggi e oggi si dichiarano sempre più propensi a intensificarne l’uso anche in futuro. In poche settimane hanno fatto un salto tecnologico di anni raggiungendo traguardi in termini di comodità ed efficienza a cui non vorranno più rinunciare".

L'ottimismo del ceo si basa anche sui numeri che l'open banking registra a livello internazionale. La recente indagine “Retail Banking in the New Reality”, condotta su 5mila consumatori del retail banking in 15 Paesi da Boston Consulting racconta che, a livello globale, il 24% de clienti bancari prevede di utilizzare meno le filiali o di smettere del tutto di recarvisi.

I 44% degli intervistati di Boston Consulting, di età compresa tra i 18 e i 34 anni, si è iscritto per la prima volta al banking online o mobile nelle settimane in cui le misure di contenimento sono state in vigore.  Tra gli italiani coinvolti nello studio, il 27% prevede di ridurre o cessare di frequentare le filiali anche a crisi terminata.

E il 58% dei clienti bancari in Italia, sempre secondo lo studio statunitense, si è dichiarato pronto ad aprire un conto attraverso online o mobile banking nel caso in cui la filiale non fosse accessibile. Gli italiani sono stati quelli che hanno più intensificato la propria attività online con la banca di riferimento: lo ha fatto il 51% mentre il 54% ha aumentato l’uso del mobile. Spetta agli operatori finanziari restituire ora servizi adeguati alla nuova tipologia di domanda.

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