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Integrated Governance Index 2020

Poste Italiane al primo posto
della top ten su Esg e governance

Il gruppo italiano è alla guida della nuova classifica sul livello di integrazione dei criteri di sosteniblità sulle scelte aziendali. Al secondo posto, a pari merito, Eni e Generali

Da Standard Ethics un indice di sostenibilità delle multiutility

È uscita la top ten dell’Integrated Governance Index del 2020 e a guidare la graduatoria sono Poste Italiane, in prima posizione, seguita da Eni e Generali che occupano la seconda posizione a pari merito. Enel e Snam, in quarta posizione a pari merito. Questo è il secondo riconoscimento a distanza di breve tempo per il gruppo guidato Matteo Del Fante (in foto): a inizio luglio Poste è entrata nella top five di Equileap delle società sull’indice Ftse Mib più attente al tema delle parità di genere. 

Hera si conferma al primo posto nell’area Finanza, che analizza i legami tra azienda e investitori responsabili. L’area di indagine straordinaria 2020, dedicata alla Esg digital governance, ossia all’applicazione di sistemi e piattaforme digitali nella gestione dei dati Esg, vede sul podio, nell’ordine, Poste Italiane, Eni e A2A. Ai vertici delle non quotate ci sono Bnl, Fs e Crédit Agricole Italia

L’Integrated Governance Index, alla quinta edizione, è l’unico modello di analisi quantitativa del grado di integrazione dei fattori Esg nelle strategie aziendali, coinvolge, oltre alle prime 100 società quotate, anche le società che hanno redatto la Dnf nel 2019 (paniere Consob) e le prime 50 società non quotate italiane.

Il questionario è stato sottoposto, eliminando le sovrapposizioni del campione, a un totale di circa 270 aziende (per il modello e il background scientifico, vedi a questa pagina: www.esgbusiness.it/lindex/). Questo è stato un anno di crescita del numero di società analizzate: 74 hanno compilato il questionario contro le 61 del 2019 e le 47 del 2018; raddoppiate le non quotate che hanno partecipato, da 8 a 16.

L’index 2020 ha coinvolto nella compilazione 354 manager, arrivando a una media di 5 figure manageriali per azienda (contro le 4 del 2019 e le 3 del 2018). Un risultato, quest’ultimo, migliorativo nonostante sia aumentata la complessità del questionario (arrivato a circa 90 domande). A confermare la crescita di consapevolezza sulla necessità di integrare la sostenibilità nelle strategie, il fatto che le prime cinque posizioni di IGI stanno dentro un solo punto di distanza. Le prime sette entro 2 punti di distanza.
 
I risultati dell’Index, le classifiche per area di indagine e le classifiche di settore sono stati presentati in occasione della Esg Business Conference, ieri 14 luglio in streaming. Presentata anche la ricerca condotta con Assofondipensione su “I fondi pensione e l’engagement Esg”. Nel complesso si sono registrati ai lavori oltre 780 professionisti della governance, della finanza, della compliance, della sostenibilità e del reporting, di cui circa 450 hanno preso parte agli eventi nel corso della giornata che ha visto un totale di 34 relatori.

Alla Conference hanno partecipato, tra gli altri, Consob, Cndcec, Air, Andaf, Assonime e Assofondipensione. Sono state invitate a esporre il proprio caso aziendale 18 società. In ordine di presenza nella giornata, le aziende: Poste Italiane, Eni, Ferrovie dello Stato, A2A, Enav, Avio, Mediobanca, Snam, Acea, Enel, Generali ed Hera. Invitate anche diverse aziende partner di ESG governance LAB: Cap Holding, Unipol, Erg, Fnm, Capgemini e Prysmian.

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