Global Family Office Report 2020

Ubs: contro i sell-off i gestori patrimoniali scelgono il lungo termine

Circa la metà dei manager intervistati sta incrementando le allocazioni nel settore immobiliare, un'altra metà guarda all'azionario. Ecco le strategie di business di 120 family office coinvoli nell'indagine Ubs

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Ubs pubblica il Global Family Office Report 2020, una fotografia dedicata alle strategie di business dei principali manager e executive di 120 family office in tutto il mondo. Il campione è costituito esclusivamente da family office individuali, con un family wealth totale medio di 1,6 miliardi di dollari, notevolmente superiore a quello di qualsiasi altro studio relativo allo stesso tema.

Il report, basato sull'analisi dell’Ubs Evidence Lab, evidenzia come i family office abbiano subito l'impatto dei dirompenti cambiamenti di mercato derivanti dalla pandemia Covid-19 e descrive le strategie implementate per rispondere alla crisi.
Nel primo trimestre del 2020 (compresa la fase più acuta di turbolenza di mercato registrata a marzo) il drawdown massimo dei family office si è attestato mediamente al 13%. Nonostante ciò, sono comunque riusciti a proteggersi dai peggiori effetti del sell-off, riequilibrando i portafogli per gestire i rischi.

Oltre tre quarti degli intervistati (77%) hanno dichiarato che, da inizio anno a maggio, la performance dei loro portafogli è stata in linea o superiore ai rispettivi benchmark target. Oltre la metà dei family office (55%) ha riequilibrato i portafogli nei mesi di marzo, aprile e maggio al fine di mantenere un’allocation di lungo periodo.

Se da un lato due terzi (67%) di loro affermano di non aver modificato la view di medio termine, dall’altro la maggior parte di loro sta cercando di modificare i portafogli in chiave tattica per rispondere ai cambiamenti macroeconomici e di mercato.

I family office presentano una forte propensione al rischio e stanno approfittando della dislocazione di mercato per far leva sulle opportunità e ottenere rendimenti più elevati. Circa la metà (45%) sta cercando incrementare le allocazioni nel settore immobiliare, mentre una simile percentuale di intervistati punta a incrementare la propria esposizione nell’azionario dei mercati sviluppati (44%), seguito dal 38% che, invece, si sta indirizzando verso l’azionario emergente.

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