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banche & acquisizioni

Coldiretti e Confapi dicono sì all'Ops di Intesa su Ubi

I presidenti Ettore Prandini e Maurizio Casasco: "Con la conclusione positiva dell'operazione ci sarà più Italia in Europa"

Ops Ubi, Messina: "Noi non vendiamo le nostre fabbriche prodotto"

Ieri l'ok dell'Antitrust, che ha cambiato il suo giudizio da negativo a positivo in cambio di un maggior numero di filiali da cedere a Bper, oggi l'endosement di Confapi e Coldiretti. L'offerta di pubblico scambio di Intesa Sanpaolo per Ubi entra nel vivo dopo le vicissitudini autorizzative degli ultimi mesi.

"Dalla filiera agroalimentare all'industria manifatturiera, le nostre imprese pensano in grande e per questo Coldiretti e Confapi oggi sono insieme per sostenere Intesa Sanpaolo nella Ops su Ubi banca", scrivono le due associazioni di categoria in un comunicato congiunto con i rispettivi presidenti Maurizio Casasco (il primo in foto) e Ettore Prandini (il secondo in foto). 

''Oggi più che mai è infatti strategico che l'Italia abbia una sua grande banca strettamente connessa con il territorio per garantire un adeguato livello di credito al cuore dellanostra economia reale", continua la nota. "Una necessità per sviluppare nuovi investimentisu volumi più grandi e su territori finora trascurati, per creare e realizzare nuove offerte di servizi e per ridurre il costo della burocrazia".

Casasco e Prandini battono sul ruolo strategico che avrebbe l'acquisizione della banca di Victor Massiah da parte di Carlo Messina. "Con la conclusione positiva dell'operazione ci sarà più Italia in Europa in questa delicata fase di transizione dove è strategico rafforzare il potere contrattuale del Paese e restituire un'immagine corrispondente alla sua forza reale". E lanciano anche un hashtag, #orgoglioitalia, a sostegno dell'Ops.

Per Prandini di Coldiretti "con l'emergenza Coronavirus la filiera dell'agroalimentare italiana deve crescere non solo per generare ricchezza, ma anche per garantire nella sicurezza nazionale la nostra indipendenza alimentare.Pensare di poter contare su un colosso bancario, al terzo posto nel continente, consentirebbe anche alle nostre imprese di cogliere megliole nuove opportunità che vengono dall'Europa".

"Momenti difficili come questo richiedono scelte coraggiose, oggi più che mai accesso al credito e servizi efficienti a costi competitivi sono fattori determinanti per il rilancio del sistema delle piccole e medie industrie private che Confapi rappresenta", aggiunge Casasco.

"La pandemia ha messo ancora più in evidenza la necessità di un'Europa autorevole e coesa, nella quale l'Italia, ancheattraverso il suo sistema finanziario e industriale, deve consolidare il suo ruolo di campione e leader nella manifattura. Conseguentemente banche con una struttura patrimoniale più poderosa, in grado di competere un mondo finanziario attraversato da cambiamenti epocali, sono la migliore garanzia di sviluppo e crescita per il nostro sistemaproduttivo, per il nostro mercato del lavoro, per il nostro Paese. Saremo più forti in Italia e più forti in Europa", conclude il presidente Confapi.

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