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Il QE annunciato da Lagarde spinge giù i rendimenti dei Btp 

"La sola affermazione della Bce è sembrata sufficiente a incoraggiare il carry trade: la volontà degli investitori di prendere in prestito denaro per l’acquisto di obbligazioni con un rendimento più elevato, come quelle italiane"

I motivi del record dell'emissione del nuovo Btp a 30 anni

"L’affermazione della presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde, secondo cui la Bce userebbe l’intera dotazione di 1.350 miliardi di euro per l’acquisto di asset di emergenza, senza permettere che la cosiddetta capital key – la quota che ciascuna banca centrale nazionale detiene dell’azionariato della Bce – interferisca con l’efficienza della politica monetaria, ha spinto al ribasso i rendimenti dei Btp italiani decennali all’1,25% dal precedente l’1,30%". Il commento di Darrell Delamaide, analista Investing.com

I titoli obbligazionari hanno riportato performance costanti questo fine settimana durante il quale si è svolto il vertice dei leader nazionali dell’Unione Europea per valutare le misure legate al recovery fund, del valore di 750 miliardi di euro, e gli investitori avevano già dato per scontata la possibilità che il pacchetto di stimoli potesse essere più limitato e con una quota minore di contributi a fondo perduto.

Il rinvio di un accordo definitivo non dovrebbe influire in modo significativo sui rendimenti obbligazionari, soprattutto se i negoziati per raggiungere un compromesso proseguiranno. La sola affermazione della Bce è sembrata sufficiente a incoraggiare il cosiddetto carry trade - la volontà degli investitori di prendere in prestito denaro per l’acquisto di obbligazioni con un rendimento più elevato, proprio come quelle italiane.

Il raggiungimento di un accordo sul recovery fund permetterebbe allo spread BTP/Bund di raggiungere la soglia dei 150 punti base, in calo rispetto ai 160 registrati prima dello scorso weekend, o addirittura di scendere ancora.

La crisi innescata dalla pandemia di coronavirus ha generato un’ondata di emissioni di titoli di Stato, tanto che si stima che quest’anno l’emissione netta nell’area euro, nel Regno Unito e negli Stati Uniti raggiungerà un ammontare di oltre 4.000 miliardi di dollari, pari alla somma delle emissioni complessive degli ultimi quattro anni.

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