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covid-19 & economia reale

Bisoni (Unicredit): "1,5 miliardi erogati a 71 mila imprese italiane"

Il presidente dell'istituto di credito, in un intervento su Riparte l’Italia riassume il lavoro fatto sul fronte dei prestiti dall'inizio dell'emergenza a oggi e annuncia: "Più credito alle Pmi e più consulenza in filiale"

Cesare Bisoni, presidente Unicredit

Cesare Bisoni, presidente Unicredit

Consumi e Pmi sono il punto da cui ripartire dopo il trauma del blocco delle attività eocnomiche imposto dalla pandemia di Covid-19. Ne è certo il presidente di Unicredit, Cesare Bisoni, che durante il suo intervento pubblicato sul think tank magazine dell'osservatorio economico e sociale, Riparte l’Italia

È necessario un ripensamento del ruolo delle filiali che, liberate da attività ripetitive e a basso valore aggiunto, potranno dedicarsi al business e al risparmio della clientela (Cesare Bisoni, Unicredit)

1,5 miliardi di euro di prestiti per 71 mila imprese italiane. Questa è la cifra, ricordata da Bisoni, erogata dall'inizio dell'emergenza ad oggi "per il rilancio dell’economia italiana e dei territori è necessario fare leva sulle eccellenze".

"Unicredit", scrive il presidente, "è pienamente impegnata nel mettere a disposizione i suoi strumenti e la sua rete internazionale affinché sia possibile far ripartire l’economia nazionale dal basso verso l’alto, ricreando un clima di fiducia nei consumatori e nelle imprese, a partire da quelle di piccola e media dimensione, struttura portante della nostra economia". 

Il periodo che ha di fronte l’Italia è particolarmente complicato, ha ricordato il preesidenrte dell'istituto di credito. "Gli effetti della pandemia da Covid-19 sull’economia italiana, così come a livello internazionale, saranno significativi e persisteranno per un periodo di tempo più o meno lungo a seconda della capacità di reazione dei sistemi economici, nazionali e locali. Di riflesso, interesseranno anche l’industria finanziaria". 

Il sistema bancario sembra aver retto alla crisi, "grazie al lavoro svolto negli ultimi anni sul fronte del rafforzamento patrimoniale, della costante riduzione dei rischi e della trasformazione digitale". Gli investimenti in ambito tecnologico, prosegue il banchiere, hanno permesso a Unicredit "di assicurare, anche nel periodo di lockdown, lo svolgimento dell’attività bancaria e contemporaneamente di proteggere la salute dei dipendenti. Il 60% dei dipendenti del gruppo è stato abilitato a lavorare da remoto, con una capacità della VPN, la rete di connessione, estesa a 60mila utenti".

Con il Decreto Liquidità, la banca "ha previsto nuove procedure per erogazioni veloci, sia per i finanziamenti garantiti dal Fondo Centrale di Garanzia sia per quelli garantiti da Sace; in particolare, ha erogato quasi 1,5 miliardi di euro a circa 71 mila aziende italiane che hanno presentato richiesta di finanziamento fino a 30 mila euro. Il gruppo ha, inoltre, accolto in Italia circa 205 mila domande di moratoria, da parte di famiglie e imprese, per un controvalore di 23,9 miliardi di euro". 

Non mancano nell’intervento di Bisoni i riferimenti al futuro. "Con l’attenuazione della fase di emergenza sanitaria occorre ora saper guardare al futuro e far ripartire l’economia. Diventa importante agire in modo coeso, fare sistema assieme alle istituzioni e agli altri operatori economici per riattivare le leve dello sviluppo locale nell’ambito del contesto internazionale".

Come anche la sottolineatura dell’importanza delle comunità locali nel tessuto economico italiano: «le banche sono chiamate a far sentire ancora di più la propria vicinanza ai territori, cioè alle esigenze delle singole collettività, nella consapevolezza che il primo piccolo sistema è proprio la comunità locale, che deve ritrovare i modi e le leve dello stare insieme e individuare le strade per un nuovo sviluppo".

Mai come oggi le economie locali sono al centro dei piani di sostegno al credito. Tema di scottante attualità è l'open banking. "Il processo di trasformazione digitale dei processi bancari ha permesso a Unicredit di reagire con tempestività ed efficacia alla crisi sanitaria e, in condizioni di normalità, consente alla clientela, sia corporate che retail, di accedere facilmente alla maggior parte dei servizi e prodotti bancari senza doversi recare presso uno sportello bancario".

Questo comporta un necessario ripensamento del ruolo delle filiali sul territorio, che "liberate sempre più dallo svolgimento delle attività ripetitive e a basso valore aggiunto (sia per la banca che per il cliente) possono svolgere con ancora maggiore efficacia un ruolo consulenziale e di supporto alle esigenze di business e di risparmio della clientela".

"Un’efficace azione sinergica", conclude Bisoni nel suo intervento, "deve sempre più tener conto dei nuovi soggetti che insieme alla Banca possano far crescere la cooperazione tra i vari soggetti e far ripartire il clima di fiducia nei territori, creando delle reti tra aziende e settori che mettano a fattor comune conoscenze tecnologiche di base e know how a beneficio di tutti gli operatori".

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