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Sistema Aim, che crescita negli ultimi cinque anni

Ir Top Consulting pubblica i dati sugli ultimi 5 anni del segmento di Borsa Italiana dedicato al mercato alternativo. I ricavi crescono del +17%, mentre si registra un +50% per l'impatto occupazionale da Ipo, per le quali l'advisor chiede l'estensione del Bonus quotazione

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L'Aim di Borsa Italiana è in buona salute e cresce. Lo dice l’Osservatorio Aim di Ir Top Consulting, presentato oggi e dedicato all'andamento del segmento negli ultimi cinque anni. Dal 2015 ad oggi sono migliorati innanzitutto i principali parametri standard di corporate governance delle quotate sul sul mercato alternativo del capitale italiano. Il loro 98% presenta almeno un componente indipendente nel board.

In crescita il rispetto delle differenze di genere, la board diversity, con rappresentanze ai vertici di entrambe i sessi a +45%. Crescono anche il controvalore medio giornaliero (+79%), che passa dai 47 mila euro del 2015 agli 84 mila euro di questo, e i giorni di scambi (+15%). 

Secondo lo studio, le offerte pubbliche iniziali hanno raccolto 4,8 miliardi di euro in 10 anni con un totale di 186 Ipo e ammissioni. La raccolta media si è attestata sui 7,2 milioni, con una rilevante crescita di operazioni nel settore tecnologico.

Proprio riguardo alle Ipo, Anna Lambiase (in foto), fondatrice e ceo dell'advisor specializzato in quotazioni sull'Aim, ha lanciato una proposta al governo:"l’estensione del credito d’imposta sui costi di Ipo per il prossimo triennio 2021-2023”. 

"La misura del credito di imposta sui costi di quotazione ha fornito una spinta per le quotazioni del triennio sul mercato Aim con 38 nuove quotazioni da gennaio 2019. Rivolgiamo il nostro appello al governo e al Mise", dichiara Lambiase. 

Il Bonus Quotazione che Ir Top Consulting vorrebbe applicato alle operazioni di Ipo, è stato varato e finanziato nel 2018 con 80 milioni di euro e riguarda investor la consulenza finanziaria ricevuta da Nomad, il global coordinator, fiscale e legale, la revisione e la comunicazione finanziaria e le spese di collocamento. 

Tornando ai dati contenuti nell'Osservatorio Aim presentato oggi, sono 109 gli investitori istituzionali presenti nei capitali delle quotate (il 77% esteri). 570 milioni di euro, l’investimento complessivo raggiunto. Al riguardo le prime tre case di investimento operanti sul mercato italiano, dice lo studio di Ir Top Consulting, sono Mediolanum, Azimut e Julius Bär

Migliora anche la trasparenza sulle tematiche dello sviluppo del business, con il 46% dei comunicati diffusi nel 2020, M&A (22%) e l'informativa periodica aggiuntiva (11%). Il 22% delle società fornisce un dettaglio sulle tematiche Esg nel bilancio.  

“Come emerge dalle analisi svolte dall’Osservatorio Aim", commenta Anna Lambiase, "il 77% delle società segna nel 2019 una crescita in termini di ricavi, l’85% ha un ebitda positivo e il 73% ha chiuso il bilancio in utile, registrando un incremento del +50% in termini di risorse impiegate dalla data di quotazione, grazie ad una raccolta da Ipo complessiva in oltre 10 anni pari a 3,9 miliardi di euro.

"Il nostro database Aim proprietario permette di tracciare l’evoluzione del mercato individuando 5 principali trend nell’ultimo quinquennio: aumento delle quotazioni del settore tecnologia; consolidamento dell’attività di M&A con una percentuale di società al 53%; incremento della presenza di investitori istituzionali nel capitale delle società Aim", elenca la ceo dell'advisor, "crescita della quota delle società con almeno 2 coperture da parte di analisti finanziari".

"L’incremento negli ultimi 5 anni del numero degli investitori istituzionali (da 80 nel 2015 a 109 nel 2020) rappresenta un segnale di fiducia verso il mondo delle Pmi italiane quotate: i primi tre investitori su AIM per valore di investimento sono Banca Mediolanum (69 milioni di euro investiti), Azimut Holding (61 milioni di euro investiti) e Julius Bär Gruppe (49 milioni di euro investiti)".

E ancora: "La quotazione e il capitale di rischio rappresentano la vera alternativa al debito per patrimonializzare le PMI italiane che esprimono il 92% delle aziende nazionali secondo la fonte OCSE ancora poco rappresentate sul listino. L'esperienza positiva di AIM e degli imprenditori delle società quotate dovrebbe far riflettere le aziende private nel valutare questo canale di finanza alternativa per la crescita".

"Aim Italia, per sua natura slegato da logiche di perdita di controllo aziendale o dalla possibile ingerenza nella governance da parte degli investitori istituzionali, rappresenta una modalità nuova ed efficace per crescere e migliorare tutti i ratio finanziari permettendo di accedere, più rafforzati, a svariate forme di nuova finanza. Aim Italia è una positiva esperienza nazionale di “Sme Growth Market” che facilita l'accesso delle Pmi al mercato dei capitali e si inserisce nel quadro delle iniziative promosse dall’Esma a sostegno dello sviluppo economico e finanziario dell’Ue", conclude Lambiase.

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