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Il cda di Ubi ribadisce il suo no all'Ops di Intesa Sanpaolo

Il corrispettivo dell'offerta "seppur aumentato attraverso la componente in denaro, non remunera adeguatamente gli azionisti per i rischi dell'operazione". È quanto scrive il consiglio di amministrazione di Letizia Moratti

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Il consiglio di amministrazione di Ubi boccia per la seconda volta l'Ops lanciata a metà settembre da Intesa Sanpaolo. Non è bastato, quindi, il miglioramento dell'offerta fatto da Carlo Messina (in foto con l'omologo di Ubi, Victor Massiah) di recente con l'incremento del corrispettivo cash di 0,57 euro per azione, condizionato alla realizzazione dell'Ops in scadenza il prossimo martedì. Il no di ieri riguarda proprio l'agiornamento dell'offerta.

Ubi riconosce che "l’offerente (Intesa, ndr.) ha incrementato il corrispettivo, avvicinandolo ai valori indicati dal consiglio di amministrazione. Tuttavia", continua il cda, "l’aumento ancora non riconosce appieno il valore complessivo di Ubi Banca e non remunera adeguatamente il contributo che Ubi darebbe al valore della combined entity e alla creazione delle sinergie prospettate da Iintesa Sp". L'incremento non è sufficiente anche "alla luce dei rischi insiti nell’offerta". 

A carico dei soci continuano a gravare "gran parte dei rischi connessi al raggiungimento degli obiettivi strategici. Il corrispettivo incrementato", proseguono le conclusioni di Ubi riportate da Adnkronos, "seppur aumentato attraverso la componente in denaro, non remunera adeguatamente tali rischi, persistendo, inoltre, una allocazione del valore e delle sinergie sfavorevole agli azionisti di Ubi Banca attesa l’invarianza della componente in azioni Isp".

Inoltre, le valutazioni condotte con il supporto degli advisor finanziari ''evidenziano che il corrispettivo esprime, al 21 luglio 2020, un concambio implicito pari a 2,00x, ancora inferiore sia alla media e sia alla mediana dei concambi risultanti dall’applicazione delle metodologie utilizzate dal consiglio di amministrazione pari, rispettivamente, a 2,40x e 2,27x.

"D’altra parte", rincara Ubi ribadendo quanto detto nella prima bocciatura, "la valorizzazione implicita nella mediana dei concambi indicata nel comunicato dell’emittente faceva emergere una differenza pari 1,1 miliardi di euro (senza considerare il limitato riconoscimento agli Azionisti di UBI Banca delle sinergie prospettate da ISP nell’ambito dell’Operazione). Tale differenza risulta solo parzialmente colmata dalla Componente in Denaro, pari a massimi Euro 652 milioni circa".

Poi, il nodo del rischio di posizione dominante che aveva spinto l'Antitrust a bocciare in prima battuta l'Ops, per poi rivedere il giudizio in cambio di un maggiore numero di filiali che Intesa deve cedere sul mercato (in base agli accordi, a Bper). "L’autorizzazione Antitrust", scrive il cda di Ubi, "dispone che, nel caso in cui Intesa non riesca a dismettere sportelli di proprietà di Ubi Banca, sarà obbligata a cedere sportelli di sua proprietà idonei a produrre nei mercati interessati effetti almeno equivalenti a quelli derivanti dalla cessione di sportelli Ubi Banca, con potenziali effetti negativi sul perseguimento delle prospettive di sviluppo reddituale sottese agli Obiettivi Strategici dell’Operazione''.

Questa, la posizione del consiglio di Letizia Moratti (in foto) che però ricorda che "la convenienza economica dell’adesione all’offerta dovrà essere valutata dal singolo azionista all’atto di adesione", e chiarisce che "il comunicato dell’emittente, la nota integrativa e il presente comunicato di aggiornamento non costituiscono in alcun modo, né possono essere intesi come, una raccomandazione ad aderire o a non aderire all’offerta".

Il voto è stato unanime da parte di tutti presenti, assente Pietro Gussalli Beretta (consigliere). All'assemblea hanno partecipato la presidente Moratti, il vice Roberto Nicastro, il consigliere delegato, Victor Massiah (in foto). Con loro i consiglieri: Letizia Bellini Cavalletti, Paolo Boccardelli, Paolo Bordogna, Alberto Carrara, Francesca Culasso, Ferruccio Dardanello, Silvia Fidanza, Alessandro Masetti Zannini, Simona Pezzolo De Rossi, Osvaldo Ranica e Monica Regazzi.

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