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la Pulse Survey di Fidelity

Covid-19, ripresa degli States più lenta rispetto a Ue

Solo il 31% degli analisti della società di servizi finanziari ritiene che gli indicatori sulla produtività in Nord America siano positivi. La percentuale sale al 50% riguardo alla situazione nel Vecchio Continente

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L’ultima edizione della Pulse Survey condotta tra gli analisti interni di Fidelity ha rilevato che, mentre i principali indicatori per le aziende continuano a registrare una tendenza al rialzo, mese dopo mese, il Covid-19 sta creando percorsi sempre più divergenti tra regioni e settori.

Il 43% degli analisti della casa di gestione evidenzia indicatori positivi a livello globale, rispetto al 39% dell’ultima rilevazione. Tuttavia, in Nord America, dove nell’ultimo mese hanno registrato il picco in termini di casi Covid-19, solo il 31% degli analisti afferma che i principali indicatori sono positivi, rispetto al 43% dell’edizione di giugno.

Nel frattempo, l’ottimismo sta crescendo in Europa, dove le attività stanno gradualmente riprendendo grazie al calo dei contagi. Circa la metà degli analisti considera positivi i principali indicatori, rispetto al 39% della passata edizione, e il bilancio si muove leggermente a favore di coloro che prevedono una crescita dei ricavi su base annua nei prossimi sei mesi.

“Benché sia incoraggiante vedere un crescente ottimismo dei nostri analisti sulle prospettive delle aziende a livello globale"; commenta Fiona O’Neill (in foto), director global research di Fidelity International, "è chiaro che la capacità dei Paesi di tenere il virus sotto controllo è un fattore decisivo nelle valutazioni degli analisti sulle attività future, poiché un nuovo aumento delle infezioni aumenterebbe il rischio di ulteriori blocchi economici".

Settori in aumento ma da basi basse. A livello settoriale, nonostante nel settore dei beni discrezionali il sentiment del management mostri qualche segnale di ottimismo - il 56% degli analisti riferisce un miglioramento del sentiment questo mese - qualunque segnale di ripresa rimane comunque graduale e parte da livelli molto bassi.

Il sentiment sul settore energetico ci racconta una storia simile, con il 56% degli analisti che segnalano un miglioramento del sentiment del management questo mese. Tuttavia, l’ottimismo non è elevato in termini assoluti, e il 78% degli analisti si attende un calo - anno su anno - della crescita degli utili per il resto del 2020.

Infine, il settore finanziario è l’unico all’interno del quale gli analisti evidenziano principali indicatori negativi, elemento costante negli ultimi quattro mesi. Il 57% degli analisti si attende un calo degli utili nei prossimi sei mesi, a causa dell'aspettativa di tassi di crescita a medio termine più contenuti che potrebbero pesare sul mercato e sui rendimenti delle asset class per gli investitori di tutti i segmenti.

La diversity della forza lavoro sta diventando una priorità. Al di là dell’impatto finanziario della pandemia, vi è evidenza di un cambiamento culturale, con la diversità della forza lavoro in aumento nella lista delle priorità in Giappone, Europa, EMEA/Latam e Nord America.

“La pandemia di Covid-19 continua a tenere sotto i riflettori le questioni Esg", aggiunge al riguardo O’Neill, "come la diversity della forza lavoro. In Giappone l'attenzione si concentra sulla diversità di genere, con la maggior parte degli analisti che riferiscono di tentativi di migliorare l'equilibrio di genere nelle aziende. Nel frattempo, in Nord America, circa la metà degli analisti riferisce di una crescente attenzione alla diversity etnica, a seguito dell'impatto del movimento Black Lives Matter.

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