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conti semestrali

Masse in crescita per Moneyfarm
e in Italia la raccolta raddoppia

Primi sei mesi dell'anno in controtendenza per la società di consulenze per investimenti. Gli afflussi nei portafogli attivi aumentano dell'85% e in Italia la raccolta nel segmento segna il +133%

I due fondatori di Moneyfarm, Paolo Galvani e Giovanni Daprà

I due fondatori di Moneyfarm, Paolo Galvani e Giovanni Daprà

Moneyfarm fa i conti del primo semestre dell'anno. E sono conti positivi con 1,2 miliardi di euro di masse in gestione, in crescita del 53% rispetto al al semestre dell'anno scorso. Cresce anche il numero dei clienti attivi che sale a quota 50mila (+30%). Segno positivo anche per i flussi positivi raccolti che, con 330 milioni, aumentano del 75%.

La società di consulenze può contare su irsultati in controtendenza rispetto all’industria tradizionale del risparmio di questo periodo di estrema volatilità sui mercati e di grande incertezza da parte degli investitori. Segnali positivi arrivano in particolare dai top out, ossia gli afflussi di investimenti nei portafogli già attivi, che aumentano dell'85% rispetto al primo semestre di un anno fa. Nella sola Italia la raccolta di Moneyfarm in questo segmento segna un crescita importante del 133%. 

Il Covid-19 sta spingendo il processo di digitalizzazione dei servizi e dei beni. Lo testimoniano i dati del traffico sul sito di Moneyfarm, che nei mesi mesi del lockdown ha registrato il +74%; +60% anche per i contatti telefonici con i consulenti.

Un altro elemento che indica il carattere proattivo della clientela è quello relativo alle strategie di gestione dei portafogli. "Nel pieno della pandemia e dei più severi ribassi dei mercati", scrive l'azienda, "i clienti hanno in media ridotto la loro componente di pura liquidità detenuta nei conti, andandola a reinvestire gradualmente, anche attraverso il meccanismo del Piano di Accumulo del Capitale (PAC), in portafogli bilanciati, in totale controtendenza al principale trend riscontrato nel comportamento dei risparmiatori".

Insomma, gli investitori non si sono fermati al rifugio offerto dal denaro fermo in banca ma si sono affidati ai consulenti per rimodulare le proprie esposizioni. Un fatto non scontato, se si pensa che tra marzo e aprile la liquidità sui conti correnti è cresciuta di 17 miliardi di euro (fonte: Bce) - pari a due volte e mezzo rispetto agli stessi mesi del 2019 - superando così la cifra già record dei 1.600 miliardi. In Italia, nel solo nel mese di marzo, hanno messo da parte la bellezza di 16,8 miliardi.

“Raggiungere questi importanti risultati non è solo motivo di soddisfazione ma è anche la prova che il modello che offriamo, fatto di competenze umane unite alle più avanzate tecnologie digitali", commenta il co-fondatore e presidente di Monetfarm, Paolo Galvani, "è apprezzato da un numero sempre crescente di investitori, soprattutto da chi cerca un approccio innovativo e consapevole alla gestione dei propri risparmi”.

“È innegabile che i mesi appena trascorsi abbiano inciso profondamente sulle abitudine degli italiani e che il lock-down abbia accelerato irreversibilmente la trasformazione del modo in cui gli investitori interagiscono con i propri intermediari", aggiunge Giovanni Daprà, co-fondatore e ad. "Esserci trovati preparati ad affrontare questo cambiamento verso un approccio sempre più digitale agli investimenti ci ha permesso di rispondere con prontezza alle esigenze dei nostri clienti attuali e futuri”.

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