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Mei: “Enasarco, basta carte bollate
parli la democrazia, e poi al lavoro!”

Intervista con il delegato dell’Anasf nel consiglio uscente dell’ente previdenziale, nonché portavoce della lista “Fare Presto!” che si candida alle elezioni per il rinnovo del vertice fissate dal 24 settembre al 7 ottobre.

Non c'è pace all'Enasarco, il budget 2019 passa per un soffio

Alfonsino Mei (rappresentante Anasf in Enasarco)

“Noi della lista ‘Fare presto’ puntiamo a una gestione dell’Enasarco che sia inclusiva, contiamo sulla partecipazione fattiva e collaborativa di tutti gli eletti, per guardare insieme a un futuro impegnativo ma pieno di opportunità, non per rinvangare nelle troppe carte bollate prodotte fino da chi ci ha preceduto ma per costruire tutti insieme per il bene degli iscritti risultati importanti. Senza spaccature pregiudiziali tra maggioranza e minoranza”: Alfonsino Mei, esponente dell’Anasf nella lista “Fare presto!” che si candida alle prossime elezioni Enasarco per iniziativa dalla stessa associazione dei consulenti finanziari insieme con Federagenti, Confesercenti, Fiarc e Anpit, si prepara ad un’estate di campagna elettorale in vista del voto che inizierà il 24 settembre prossimo. E riallinea le motivazioni profonde e i concetti chiave della sua lista in quest’intervista ad Sos Investire di cui riportiamo a seguire i passaggi salienti.
“E’ il tempo di far parlare la democrazia. Si vada al voto, vinca il programma migliore, si insedi la nuova gestione e si lavori guardando avanti cercando la massima condivisione sulle strategie da seguire – continua Mei - La nostra lista “Fare Presto” è nata perché da diverso tempo noi consiglieri di minoranza ci siamo trovati insieme a condividere molte iniziative e molte scelte. Questo ha portato alla nascita della nostra coalizione che attualmente ha un vantaggio competitivo nei confronti delle altre liste. Siamo riusciti in questo periodo a mettere in piedi un programma elettorale molto importante”.
Ci riassume i temi chiave del vostro programma?
Sì, anche per evitare una certa tendenza al copia-e-incolla che si comincia a vedere da parte di altri… Noi vogliamo riformare profondamente l’Enasarco. Il che significa tante cose. Per esempio risolvere la questione dei silenti, di chi cioè ha versato contributi per anni e non può vedersi negato il diritto alla pensione, o di chi per qualsiasi motivo è costretto ad abbandonare la professione prima di aver raggiunto l’attuale requisito minimo pensionistico che è di vent'anni. C'è poi da rimediare subito a uno dei vari danni di cui questa gestione non si è mai occupata, cioè l'emorragia degli iscritti che è grave. Abbiamo progetti solidi, convincenti e proposte per attrarre i giovani alla nostra professione, che hanno già riscontrato il favore delle più alte istituzioni. E naturalmente ci occuperemo del patrimonio di Enasarco, e non daremo l’ente alle banche, lo daremo ai suoi iscritti, ai consulenti finanziari e a tutti quelli che versano contributo. Valorizzeremo il patrimonio, affideremo le gestione ai più bravi, non a improvvisati, nella massima trasparenza. Taglieremo le tante spese inutili, a cominciare dalle troppe consulenze anche legali che costano all’Enasarco un fiume di denaro ogni anno. Affronteremo la partita dell'anticipo del Firr sulla base volontaria che nell'ultimo mese l’attuale governance ha ridotto ad una mera mancetta elettorale, come abbiamo più volte visto scrivere dalla stampa. E faremo valere il diritto degli agenti di essere riconosciuti come un vero motore del paese di cui muovono una consistente parte del Pil.
Dovevate portare a metà aprile come è stato possibile che da aprile si arrivi alla fine settembre?
Bisognerebbe chiederlo a loro, posso fare solo delle supposizioni. Già prima del lockdown eravamo arrivati circa al 54esimo giorno di campagna elettorale. Ricordo a tutti gli spettatori che per statuto in Enasarco la campagna elettorale va da un minimo di 60 a un massimo di 95 giorni. Ovviamente le mie supposizioni sono basate su quello che ho visto e a volte subìto nel consiglio uscente, dove vige una maggioranza arroccata sulle proprie posizioni: rinviare le elezioni, per loro, ha significato e significa continuare a esercitare il loro potere su un ente che, diciamolo, ha un patrimonio importante. Si sono arroccati, proprio non volevano andar via, ma questo ente appartiene agli iscritti, agli agenti di commercio e ai consulenti finanziari. Da tempo i sondaggi davano avanti la nostra lista e quindi, magari cavalcando l’emergenza-Covid, hanno rinviato… Questo gli ha consentito appunto di rimanere altri 6 mesi nel ruolo, perché votiamo dal 24 settembre al 7 di ottobre, poi passerà ancora un altro mese per l’insediamento dei nuovi eletti e dunque andremo oltre i sei mesi…Comunque è acqua passata: una volta ripristinata la legittimità dell'ente ci occuperemo di una sola cosa, soltanto degli scritti e delle loro famiglie.
Riuscirete a far rendere meglio l’enorme patrimonio Enasarco?
In questi quattro anni non ho visto una visione prospettica da parte del vertice uscente. Sinceramente in questi anni ho solo gestito problematiche ereditate dal passato. Per il futuro, sceglieremo persone indiscutibilmente capaci su ogni settore chiave, considerando che non è tutto da rifare, c’è anche molto di buono nelle competenze interne. Certo, dovremo rimettere mano alla gestione mobiliare e immobiliare,  verificando anche se con questi nuovi aiuti del Governo potremo trovare vantaggi per i nostri iscritti. Peraltro, noi di “Fare Presto” ci lamentiamo della gestione, io stesso ho votato contro il bilancio per tutte le ragioni implicite in quanto ho detto fin qui, però comunque l’Enasarco ha chiuso i conti con oltre 200 milioni di utile, derivato dai versamenti degli  iscritti, versamenti aumentato dal 2012 a oggi in misura stratosferica, quindi siamo noi che versiamo, e tutti quanti sono capaci di chiudere un bilancio attivo quando chiediamo più soldi ai contribuenti. I rendimenti sono bassi, viaggiano intorno all’un per cento scarso su alcuni asset, su altri sono a zero, su altri ancora in negativo. Sono rendimenti che, senza rischiare investimenti speculativi, vanno però riportati a livelli accettabili!
Di preciso, cosa farete per i silenti?
E’ un tema chiave nel nostro programma elettorale, vogliamo che l’ente sia proprio degli iscritti, faremo un progetto giovani, tantissima formazione perché può consentire appunto l'accesso alla professione, valorizzeremo i diritti degli agenti che oggi combattono con un nemico che si chiama e-commerce e faremo in modo che venga riconosciuto il loro lavoro, motore del paese che muove una consistente parte del Pil nazionale.
Una lista, la vostra, che schiera partner importanti…
Abbiamo la Fiarc, cioè gli agenti della Confesercenti, molto radicati sul territorio, e Federagenti che assieme ad Anasf non ha mai governato a pieno titolo, quindi siamo tutte categorie nuove. Quello che chiediamo era i diritto democratico di andare al voto, poi se la democrazia e gli iscritti non ci riconosceranno, se le urne diranno che agli iscritti va bene la gestione che di Enasarco è stata fatta finora, ci inchineremo. Se invece prevarremo, come credo, faremo tutte le cose che abbiamo previsto nel nostro programma. Contiamo soltanto in una campagna elettorale corretta, basata su un confronto politico e non su attacchi personali e diffamazioni, che sono sempre boomerang per chi li lancia e soprattutto fanno male agli iscritti e all’ente. Noi, lo ripeto, auspichiamo la partecipazione totale di tutte le persone che saranno elette, vogliamo allargare al massimo la gestione, al di là degli steccati tra maggioranza e minoranza, puntando solo a gestire al meglio l’ente per il bene degli iscritti.
 

 

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