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C’è una bolla sul mercato azionario americano?

"Di certo c’è un divario estremo di valutazione tra i titoli value e i titoli growth, che nel mercato americano raggiunge circa 30 punti percentuali da inizio anno". Il commento di Alberto Artoni

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"Negli Stati Uniti, è in discussione l’ultimo round di stimolo fiscale. Si tratta di un appuntamento importante perché in assenza di ulteriore stimolo, i sussidi di disoccupazione, attualmente 600 dollari a settimana, andrebbero a esaurirsi presto". Il commento di Alberto Artoni, portfolio manager Us equity di AcomeA Sgr

I democratici vogliono estendere il sussidio fino a gennaio, mentre i repubblicani propongono una riduzione a 200 dollari a settimana per due mesi. In termini di ulteriore stimolo, i repubblicani parlano di 1 trilione di dollari (4.5% del Più), mentre i democratici parlano di 3.5 trilioni di dollari (16% del Pil). È possibile che si trovi un’intesa vicina alla proposta repubblicana. Si prevede che a fine anno, il deficit di bilancio degli Stati Uniti possa raggiungere almeno il 20% del Pil.

Dal punto di vista della politica monetaria, dall’inizio della pandemia, il bilancio della Fed è aumentato di 3 trilioni e si attesta oggi a circa 7 trilioni (32% del Pil). La gran parte dell’aumento si è verificata tra marzo e aprile, mentre da fine maggio in poi il bilancio della Fed si è stabilizzato.

La voce di bilancio che si è normalizza nell’ultimo periodo sono le Swap lines, cioè il prestito di liquidità fatto dalla Fed alle banche centrali estere. Di per sé, questa rappresenta una buona notizia, poiché le condizioni sul mercato FX sono notevolmente migliorate rispetto a marzo/aprile. La Fed continua a mantenere una stance monetaria molto accomodante e nel meeting di settembre potrebbero emergere novità in termini di strategy review.

In sostanza la Fed potrebbe comunicare la revisione dell’obiettivo di inflazione di medio periodo al di sopra dell’attuale target del 2%. Questo certificherebbe che la Fed auspica un livello di inflazione più alto del 2%, per cercare di compensare il periodo in cui l’inflazione è stata più bassa delle attese. Le implicazioni di questa nuova strategia potrebbero portare il mercato a prezzare attese di inflazione più elevate ma tassi comunque bassi ancora per un lungo periodo di tempo.

C’è una bolla sul mercato azionario americano? Possiamo dire che certamente c’è un divario estremo di valutazione tra i titoli value e i titoli growth, che nel mercato americano raggiunge circa 30 punti percentuali da inizio anno. In un contesto di bassi tassi d’interesse e di crescita non particolarmente robusta nelle economie occidentali, molti titoli del settore tecnologico sono stati fortemente premiati grazie alla loro naturale esposizione a trend strutturali di crescita.

Questa dinamica ha però raggiunto proporzioni estreme, come si può verificare nel seguente grafico che rappresenta il rapporto tra l’indice Nasdaq 100 (rappresentativo della cosiddetta “new economy”) e lo Standard&Poors 500 che invece è utilizzato come riferimento del mercato nel suo insieme.

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