Le borse europee riflettono
il trend asiatico dell'epoca Sars

Una ricerca Dws prende a " riferimento l’anno 2003 e la relativa epidemia di Sars. Già allora invitavamo alla cautela, anche se l’effettiva entità della pandemia e dei conseguenti impatti economici andavano ben oltre la nostra immaginazione. Eppure, i mercati azionari si sono ampiamente ripresi dai minimi di marzo. Come considerare questi sviluppi alla luce degli ultimi dati sui contagi?

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"Cosa sta succedendo sui mercati azionari? Come mai i maggiori indici continuano a salire, nonostante aumentino i nuovi casi di Covid-19? Questa domanda ce la siamo posti per la prima volta cinque mesi fa - recita una ricerca diffusa ieri dalla Dws - a metà febbraio per la precisione: mentre la Cina aveva appena rivisto al rialzo il numero di casi confermati di 14.800 unità, molti dei principali mercati azionari stavano raggiungendo nuovi massimi".
"In febbraio avevamo preso come riferimento l’anno 2003 - illustra la ricerca Dws - e la relativa epidemia di Sars. Già allora invitavamo alla cautela, anche se l’effettiva entità della pandemia e dei conseguenti impatti economici andavano ben oltre la nostra immaginazione. Eppure, i mercati azionari si sono ampiamente ripresi dai minimi di marzo. Come considerare questi sviluppi alla luce degli ultimi dati sui contagi?
Anche se la pandemia in corso è di gran lunga più grave dell’epidemia di Sars, lo schema seguito dai mercati appare sorprendentemente simile. Sulle Borse occidentali, la forte ondata di vendite è iniziata almeno due settimane prima dell’impennata dei casi di Covid-19, come mostra il nostro “Grafico della settimana” in riferimento al mercato azionario europeo (Indice Msci Emu). Le azioni hanno toccato i minimi circa una settimana prima rispetto al picco di nuovi casi giornalieri. Anche se l’anticipo è stato solo di qualche giorno, c’è chi è pronto a riconoscere ai mercati una notevole abilità nel valutare l’andamento della pandemia. Ma bisogna essere cauti nell’esprimere un simile verdetto: dopo tutto, per i mercati azionari non sembrano contare tanto le cifre dei contagiati, quanto piuttosto le prospettive dell’economia in generale. Finora, la stabilizzazione delle prospettive economiche ha avuto ben poco a che fare con migliori cure mediche o misure di contenimento più efficienti, come dimostra il numero di casi negli Stati Uniti, bensì è dipesa soprattutto dagli ingenti piani di stimolo economico messi in campo dalla politica fiscale e monetaria. Anche in Europa, l’attuale aumento dei nuovi casi non ha impressionato molto i mercati. Ma se ci saranno nuove ondate di Covid-19, la situazione potrebbe cambiare rapidamente. A un certo punto, nel 2003, la Sars sparì del tutto, per motivi che a tutt’oggi rimangono oscuri. Della pandemia mondiale attualmente in corso, invece, non si intravede ancora la fine".

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