Goldman Sachs: presto o tardi
il mondo dovrà tornare al rigore

La prestigiosa banca d’affari americana in una ricerca ipotizza un “aggiustamento” fiscale cumulativo del 5% del Pil per i Paesi che stanno svenandosi per contrastare la crisi economica indotta dal Covid-19 ma ipotizza che venga attuato tra qualche anno

Goldman Sachs: presto o tardiil mondo dovrà tornare al rigore

"Le politiche di espansione fiscale dell'Eurozona hanno fornito una necessaria stabilizzazione all'economia devastata dal Covid-19 ma ha portato a disavanzi molto elevati, soprattutto nell'Europa meridionale. Anche se gli acquisti obbligazionari della Bce e il Recovery Fund colmeranno efficacemente i deficit di finanziamento dell'Europa meridionale nei prossimi 2-3 anni, i governi dovranno in ultima analisi perseguire ampi aggiustamenti fiscali per garantire la sostenibilità del debito": è la premessa da cui muove la Goldman Sachs in una ricerca degli ultimissimi giorni dal titolo: "Lo spettro dell'aggiustamento fiscale".
"Semplici calcoli, ad esempio - scrive Goldman Sachs - suggeriscono che l'Italia e la Spagna dovranno ad un certo punto raggiungere un aggiustamento cumulativo di circa il 5% del Pil (in sostanza, una riduzione della spesa pubblica, ndr) per stabilizzare il loro rapporto debito/Pil con gli attuali tassi di interesse. Esaminiamo i consolidamenti fiscali nei paesi dell'Ocse a partire dagli anni '80 per mettere in prospettiva i necessari aggiustamenti fiscali. Troviamo che l'imminente aggiustamento fiscale dell'Europa meridionale sia grande rispetto a quello che i paesi sono stati in grado di ottenere storicamente, poiché solo 10 aggiustamenti sono stati pari o superiori al 5% del Pil, su un totale di 60 grandi consolidazioni fiscali nel nostro studio”.
“La nostra analisi di questi aggiustamenti storici – prosegue la ricerca - indica tre lezioni. In primo luogo, i consolidamenti fiscali di solito pesano sulla crescita, soprattutto durante le recessioni e in economie relativamente chiuse. La crescita più elevata colpita dai consolidamenti quando l'economia è debole suggerisce che i governi non dovrebbero partire troppo presto con queste iniziative”, per non soffocare la ripresa.
“In secondo luogo, il disegno dei consolidamenti è importante per limitare la perdita di produzione e aumentare le possibilità di successo. In particolare, troviamo che i consolidamenti basati sulla spesa e i piccoli aggiustamenti che si estendono su più anni tendono a pesare meno sulla crescita e hanno maggiori possibilità di riuscire a migliorare la posizione fiscale in modo sostenibile.
In terzo luogo, la politica monetaria è fondamentale per mitigare gli effetti negativi sulla crescita derivanti dagli aggiustamenti fiscali e aumentare le possibilità di successo. In particolare, troviamo che i minori danni alla crescita derivanti dagli aggiustamenti basati sulla spesa sono almeno in parte dovuti all'allentamento monetario durante le riduzioni di spesa. Complessivamente – prosegue la ricerca Goldman Sachs - l'esperienza storica suggerisce che l'aggiustamento fiscale definitivo dell'Europa sarà un compito impegnativo. Detto questo, i nostri risultati dicono che i governi possono limitare i danni alla crescita rinviando l'aggiustamento fino a quando la ripresa non sarà maturata, procedendo gradualmente, includendo riduzioni di spesa nel consolidamento e accoppiando l'aggiustamento con una politica monetaria accomodante. Gli investitori dovrebbero considerare questo rapporto come un unico fattore per prendere la loro decisione di investimento. Inoltre, vediamo una serie di ragioni per cui l'incombente sfida fiscale dell'Europa potrebbe essere più gestibile dei dolorosi consolidamenti dopo la crisi del debito. In primo luogo, gran parte dell'aumento dei disavanzi riflette un'attività più debole e una spesa legata alla pandemia, che sono più facili da riassorbire rispetto a squilibri fiscali di lunga durata. In secondo luogo, i progressi nella ripartizione del rischio fiscale nell'area dell'euro hanno ridotto la pressione del mercato sui paesi dell'Europa meridionale e i bassi rendimenti obbligazionari contribuiranno al necessario aggiustamento. In terzo luogo, è probabile che la Bce aiuti lo sforzo di aggiustamento fiscale attraverso un periodo prolungato di politica altamente accomodante, e ci aspettiamo che il Consiglio direttivo continui ad acquistare attività fino a metà del 2033”.

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