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Politica monetaria

Fed: tassi bassi contro la pandemia
anche con l'inflazione oltre il 2%

La Banca centrale Usa adotta una politica monetaria espansiva per far fronte alla crisi pandemica

Jerome Powell, governatore della Federal Reserve

Jerome Powell, presidente della Federal Reserve

Il presidente della Federal Reserve Jerome Powell, nel suo intervento alla conferenza annuale di Jackson Hole, quest'anno in videoconferenza per l’emergenza Covid-19, ha annunciato la revisione della modalità d’azione della Banca centrale Usa, che è stata approvata all’unanimità dal Fomc, il Comitato di politica monetaria. La Federal Reserve ha rivisto la propria strategia, abbandonando il target di un'inflazione vicina al 2% a favore di un "average inflation targeting” (obiettivo medio di inflazione) e rafforzando il mandato su un mercato del lavoro più solido. Si tratta di una svolta nel segno di una politica monetaria più espansiva: «in seguito a periodi in cui l’inflazione è stata persistentemente al di sotto del 2%, una politica monetaria appropriata punterà verosimilmente a ottenere un’inflazione moderatamente superiore al 2%». 

Powell ha sottolineato che la revisione «era stata avviata all'inizio del 2019 e molto del lavoro era stato completato già nel 2019», e che per questo le modifiche non vanno direttamente collegate alla crisi aperta dalla pandemia di coronavirus. Ma in realtà il dato del Pil americano del secondo trimestre, con un crollo di oltre il 30%, è pesato eccome. Quel che la Fed ha voluto evitare è essere costretta dalle norme ad alzare i tassi al raggiungimento della soglia di inflazione al 2%, con un'economia ancora in difficoltà a causa della pandemia. Ora invece il livello del 2% diventa la media di un ciclo economico: la Banca centrale dice di fatto che dopo un periodo di inflazione sotto il target è ammissibile che questo venga per un po' superato. "Nella conduzione della politica monetaria rimarremo fortemente concentrati sul raggiungere un mercato del lavoro il più forte possibile a vantaggio di tutti gli americani. E con il tempo cercheremo risolutamente di raggiungere un tasso di inflazione del 2%. È difficile sopravvalutare i benefici di un mercato del lavoro forte, un obiettivo nazionale chiave che richiederà una serie di scelte oltre a una politica monetaria che lo sostenga" ha affermato Powell. Chissà cosa diranno a Berlino, terrorizzati come sono dall’inflazione fin dai tempi della Repubblica di Weimar.

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