Quantcast

Reddito fisso

Corporate bond, aumentano downgrade e default

Nel 2009 le agenzie di rating hanno declassato titoli di debito per 108 miliardi di dollari da investment grade ad high yield. A metà 2020 la cifra era di 189 miliardi, di cui 151 miliardi solo nel primo trimestre. Il peggio è passato. Ma per Columbia Threadneedle, il tasso di default su dodici mesi sarà più alto del consensus

Corporate bond, aumentano downgrade e défault

Gene Tannuzzo, vice responsabile del reddito fisso globale di Columbia Threadneedle

Le misure di contrasto alla diffusione del Covid 19, ovvero il lockdown produttivo e il blocco del commercio globale, hanno prodotto nei primi mesi dell’anno un drastico ampliamento degli spread creditizi delle obbligazioni societarie, che sono il riflesso di un aumento del rischio di declassamenti e di default. Come sottolinea in un report Columbia Threadneedle nel 2009, sulla scia della crisi finanziaria globale, le agenzie di rating declassarono titoli di debito per 108 miliardi di dollari da investment grade ad high yield. A metà 2020, questo precedente record è stato sorpassato con il declassamento di titoli per 189 miliardi di dollari, di cui 151 miliardi solo nel primo trimestre. Va sottolineato però che da marzo i mercati globali del credito hanno beneficiato del supporto offerto dalla liquidità, tra cui tassi d'interesse bassi e acquisti diretti di obbligazioni societarie ed Etf, da parte delle Banche centrali, che ha fortemente rallentato il ritmo dei downgrade rispetto al primo trimestre. Ma anche le aziende hanno fatto la loro parte. “Le aziende hanno approfittato di questa pausa forzata per adottare alcune misure di rafforzamento del credito, tra cui la sospensione dei dividendi e dei riacquisti di azioni, il posticipo delle spese per investimenti e il ridimensionamento dei costi – spiega Gene Tannuzzo, vice responsabile del reddito fisso globale di Columbia Threadneedle. Siamo giunti quindi alla fine del tunnel? “Numerosi aspetti dell'attività economica globale, nonostante restino ben lontani dai livelli del 2019, sono in miglioramento”, dice Tannuzzo. Che però aggiunge: “Pur non aspettandoci un ritorno all'ondata di declassamenti osservata nella prima parte dell'anno, è importante notare che il rischio persiste”.

Vediamo che cosa prevede in concreto lo strategist sul fronte dei default per i prossimi mesi. Al 30 giugno, il tasso di default su dodici mesi per le obbligazioni high yield statunitensi era pari al 6,19%, un massimo da dieci anni. “La nostra previsione si attesta attualmente all’8,5%, segnalando la tendenza a un ulteriore peggioramento a partire da giugno, per via dell'impatto della distruzione della domanda sulle società maggiormente indebitate in seguito alla pandemia”, dice Tannuzzo. “Benché la nostra previsione non sia impeccabile, ritengo che gli istituti centrali non possano certo porre rimedio ai problemi di solvibilità. E se le riaperture delle attività economiche saranno lente e disomogenee, i rischi di declassamenti e default rimarranno elevati”, conclude Tannuzzo.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo