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Giappone

Shinzo Abe si dimette. Le "abenomics" restano

Secondo Masaki Taketsume (Schroders) il prossimo premier garantirà continuità nella politica fiscale e monetaria varata nel 2013. Una buona gestione della pandemia non si riflette ancora nei prezzi delle azioni nipponiche

L’eredità di Abe al Giappone, stimolida potenziare e moneta più debole

Il Giappone è a un bivio. Con le dimissioni a sorpresa venerdì 28 agosto di Shinzo Abe per motivi di salute si è chiuso il più lungo mandato continuativo di un primo ministro nel Paese del Sol levante. Il Parlamento giapponese terrà una sessione straordinaria il prossimo 17 settembre per eleggere il successore, dopo che il 14 settembre il partito in carica, l'LDP (liberal democratico), nominerà il candidato prescelto. In pole position ci sono l'attuale ministro degli esteri, Fumio Kishida, e il numero uno del partito, Yoshihide Suga. Su uno dei due grava una pesante eredità. Il mandato di Abe non è stato infatti solo molto lungo, ma anche significativo, perché caratterizzato dal varo di misure economiche molto aggressive (le famose “abenomics”) di allentamento monetario, aumento della spesa pubblica e attuazione di riforme per rendere l'economia giapponese più competitiva. In ultimo, il governo Abe si è distinto per una gestione morbida, ma vincente della crisi dovuta al Covid 19 con il Paese che non ha vissuto lo shock economico e sociale di un rigido lockdown.

Tra gli osservatori, ora la domanda principale è se il prossimo premier garantirà continuità nella politica fiscale e monetaria varata da Abe. Come spiega in un report Masaki Taketsume, Fund Manager, Japanese Equities di Schroders, dato che il partito dominante rimarrà l’LDP, le attese sono nel segno della continuità. “Il cambiamento della leadership politica potrebbe causare un certo nervosismo sui mercati finanziari – afferma Taketsume - Ma è probabile che vi sarà continuità sia nella politica fiscale che in quella monetaria”. “Per il nuovo leader – aggiunge Taketsume - questa potrebbe essere una buona opportunità per aggiornare il governo e riorientare la risposta alla pandemia: il prossimo premier potrebbe infatti modificare l'enfasi posta sulle varie riforme strutturali, ma nel complesso ci aspettiamo una continuità nella politica fiscale. Così come resterà invariata la politica monetaria sotto la guida del Governatore della Bank of Japan, Haruhiko Kuroda". Maggiori incertezze ruotano intorno alle relazioni internazionali dopo la stabilità impressa da Abe nei rapporti con i leader sia degli Stati Unti che della Cina. “Osserveremo attentamente se il suo successore adotterà un approccio simile”, è il commento di Taketsume.

Nel frattempo, le dimissioni di Abe non devano distrarre gli investitori da altri fattori positivi, come il contenimento del virus in Giappone e i miglioramenti in aree come quella della corporate governance. “Le aziende giapponesi hanno bilanci solidi che le rendono ben posizionate per affrontare la crisi globale”, dice Taketsume. Che conclude: “E sebbene il Giappone abbia gestito il virus in modo migliore rispetto a molti altri Paesi sviluppati, a nostro avviso ciò non si riflette ancora nei prezzi delle azioni”.

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