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Elezioni Usa

Zahn (Franklin Templeton), “Le dinamiche dei mercati obbligazionari non cambieranno né con Trump, né con Biden”

Secondo lo strategist, l’elezione del candidato dem favorirebbe il dialogo tra le due sponde dell’oceano. Ma resta incertezza sull'aumento delle tasse e la futura politica fiscale, che peserà sui mercati globali. La liquidità immessa dalle Banche centrali attenuerà la volatilità durante la tornata elettorale

Nel villaggio globale non esistono questioni nazionali, tanto meno se il tema è l’elezione del presidente degli Stati Uniti del prossimo novembre. David Zahn, Head of European Fixed Income di Franklin Templeton, ha dedicato alle elezioni americane una riflessione, con un riferimento particolare alle implicazioni per l’Europa nel caso di rielezione di Donald Trump, o al contrario di una vittoria di Joe Biden, politico di lungo corso di scuola progressista, che molti sondaggi danno favorito, benché la distanza con l’attuale presidente si stia progressivamente assottigliando. Secondo Zahn, molte delle politiche di Biden presentano maggiori similitudini con quelle europee, mentre con Trump l’Europa resterebbe vittima di una guerra commerciale che non le appartiene. “Se Trump si aggiudicasse un secondo mandato, presumibilmente le relazioni tra gli Stati Uniti e l’Europa rimarranno tese, e le guerre commerciali che hanno contraddistinto la sua amministrazione proseguiranno - spiega Zahn - L’Europa si è infatti trovata coinvolta in politiche statunitensi tutte rivolte al proprio interno”. “La spinta anti-globalizzazione - prosegue lo strategist - attraverso termini commerciali più unilaterali, è destinata a persistere e accentuerà i problemi per l’Europa che predilige la multilateralità che è proprio la base del funzionamento dell’Unione Europea, che riunisce intorno ad un tavolo 27 Paesi chiamati a trovare un compromesso su ogni questione”. In sintesi, secondo Zahn, una seconda vittoria di Trump porterebbe maggiore volatilità geopolitica non solo per l’Europa, ma anche per il resto del mondo.

Gli europei si schiereranno quindi con Biden? “Se Biden dovesse vincere a novembre, molte delle politiche di Trump in diversi settori, tra i quali commercio e questioni ambientali, saranno archiviate”, è l'opinione di Zahn. Sul fronte della politica estera, il candidato democratico ha infatti dichiarato di essere favorevole a un approccio multilaterale e di voler ristabilire con gli altri Paesi i legami deteriorati. Un altro tema di grande rilievo per l’Europa – aggiunge lo strategist - è quello del riscaldamento globale, sul quale Biden è più allineato. Il candidato dem ha infatti annunciato un intervento da 2mila miliardi di dollari per contrastare il cambiamento climatico, che promuove l’energia pulita e la riduzione delle emissioni di combustibili fossili. “È un piano che ricalca da vicino l’impegno centrale del bilancio settennale dell’UE e del fondo di salvataggio dell’UE a ecologizzare l’economia della regione - spiega lo strategist – E’ probabile quindi che Biden ripristini l’adesione al Trattato di Parigi, e ciò sarà utile per rinsaldare i legami con l’Europa”. Detto questo, i mercati hanno due motivi di preoccupazione nel caso di vittoria di Biden: il paventato aumento generalizzato delle tasse e l’incerta futura politica fiscale statunitense, che peserà sui mercati globali. “Anche la deregulation, tanto favorita durante il mandato di Trump, merita attenzione – aggiunge Zahn - Quindi, se una parte delle previsioni si avverasse, nuove barriere potrebbero frenare l’attività di molte imprese”.

Chiunque sarà il vincitore, gli osservatori ritengono che le dinamiche dei mercati obbligazionari globali non registreranno grandi cambiamenti avendo le Banche centrali inondato il mondo di liquidità, e che un cambio alla presidenza non basterà a far crescere massicciamente i rendimenti. “Abbiamo ancora abbondante liquidità per mantenere i mercati calmi e potremmo attenuare la volatilità che normalmente accompagna una tornata elettorale”, afferma Zahn. Che conclude: “Privilegiamo ancora le obbligazioni societarie – sia investment grade che high yield – in quanto riteniamo che offrano un buon rapporto qualità/prezzo. Apprezziamo anche le emissioni governative di Paesi non core europei, come l’Italia, il Portogallo, la Slovenia e nazioni più piccole come Cipro, che dovrebbero continuare a essere ben sostenute dalla Bce”.

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