Equity

Goldman Sachs, Il mercato rialzista deve continuare. Per dieci motivi

Per Oppenhmeir ci troviamo nella prima fase di un nuovo ciclo di investimenti dopo una profonda recessione. La trasformazione digitale dell'economia continuerà a guidare le valutazioni e i rendimenti delle azioni

Compagnie di assicurazioni, Approccio di lungo termine. Anche con la pandemia

Goldman Sachs Tower, New Jersey

La corsa delle azioni dai minimi di marzo è, per molti analisti, il campanello di allarme che indica una battuta d’arresto a breve termine dei mercati azionari. Goldman Sachs è però convinta che questo non accadrà affatto, e per ben dieci ragioni elencate dal Chief global equity strategist, Peter Oppenheimer, nel suo Global Strategy Views. La prima ragione è che ci troviamo solo nella prima fase di un nuovo ciclo di investimenti, dopo una profonda recessione. “E’ la fase "Speranza", ovvero la prima parte di un nuovo ciclo, che di solito inizia in una fase di recessione, con gli investitori che iniziano ad anticipare una ripresa, ed è in genere la parte più forte del ciclo - spiega Oppenheimer - E questo è proprio quello che abbiamo visto quest’anno”.  Come afferma lo strategist, quella dei primi mesi dell’anno, indotta dalla pandemia, è stata una recessione insolita non solo per la sua profondità e portata globale, ma anche perché non è stata innescata da fattori economici o di mercato. “Non è stata una recessione dovuta a un forte aumento dei tassi di interesse o delle aspettative di inflazione, o all'esplosione di una bolla, cioè il tipo di eventi che innescano la maggior parte dei mercati orso – dice Oppenheimer – E’ stata una recessione originata da azioni governative intenzionali per limitare l'attività economica al fine di contenere un rischio pandemico”.

Questo tipo di recessione tende a differire dai più tipici mercati orso "ciclici" e ancora di più dai mercati orso "strutturali", che di solito sono associati a crisi immobiliari e bancarie, come è stato per la crisi finanziaria del 2008/09. Storicamente, i mercati “orso” strutturali hanno registrato cali del 57% (dal 1880), sono durati 3,5 anni (dal picco al minimo) e hanno preso impiegato circa un decennio per recuperare in termini nominali. Quanto ai mercati dell'orso ciclico, hanno in media subito contrazioni del 30% in 2,5 anni e hanno impiegato in media quattro anni per riprendersi. “Le recessioni guidate da eventi, invece, pur registrando cali medi di circa il 30%, si riprendono in un periodo molto più breve: in media, impiegano nove mesi per raggiungere un minimo e recuperano completamente entro 15 mesi”, spiega Oppenheimer. Che aggiunge: “In questo contesto, il mercato ribassista del 2020 ha proprio queste caratteristiche: le cadute sono state circa il 30% nella maggior parte dei mercati, ma la velocità di collasso e rimbalzo è stata ancora più veloce del normale”.

E adesso? Goldman Sachs indica dieci motivi per cui questo mercato rialzista possa avere ancora spazio. Il primo è quello indicato come “fase della speranza”, ovvero la prima parte di un nuovo ciclo, che di solito inizia in una fase di recessione. Il secondo motivo elencato dallo strategist è che la ripresa economica appare più durevole man mano che i vaccini diventano più probabili. Il terzo motivo è tecnico: “I nostri economisti hanno recentemente apportato revisioni al rialzo delle previsioni ed è probabile che le aspettative degli analisti seguiranno”, dice Oppenheimer. “Inoltre (e siamo al quarto motivo, ndr), il nostro indicatore del mercato degli orsi (GSBLBR), che era a livelli molto elevati nel 2019, sta indicando rischi relativamente bassi, nonostante valutazioni molto elevate”. Il quinto motivo di ottimismo è dato dal sostegno delle politiche monetarie e fiscali, che rimane molto favorevole per le attività a rischio: “C'è la convinzione che le Banche centrali forniranno tutta la liquidità necessaria e che i governi saranno pronti a sostenere la crescita”, dice lo strategist.

A livello tecnico, poi, Goldman Sachs indica che il premio per il rischio azionario ha spazio per scendere (punto 6), mentre la ripresa della politica dei tassi di interesse nominali a zero del recente passato, con l'esteso forward guidance, ha creato un maggiore ambiente di tassi di interesse reali negativi (punto 7): “Questo dovrebbe essere di grande sostegno alle attività a rischio in una fase di ripresa economica”, commenta Oppenheimer. Nel report si sottolinea inoltre che le azioni offrono una copertura ragionevole alle maggiori aspettative di inflazione, e sembrano a buon mercato rispetto al debito societario con il 60% delle società statunitensi e l’80% delle imprese europee che hanno dividendi superiori al rendimento medio delle obbligazioni societarie. L’ultimo elemento di ottimismo è la rivoluzione digitale, che continua a prendere ritmo. “Pensiamo che questa trasformazione favorisca sia l'economia sia i mercati azionari. Le società tecnologiche potrebbero continuare a guidare le valutazioni e i rendimenti in questo mercato rialzista”, conclude Oppenheimer.

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