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Sul prezzo del petrolio pesa il volume delle scorte

Il future sul Brent è sceso ieri sotto 40 dollari al barile. Per gli strategist è un segnale di allarme sulla ripresa dell’economia. Ma è anche l’effetto della riduzione del traffico aereo e del calo delle scorte, che si è rivelato più lento delle aspettative

Il petrolio inizia a scendere di prezzo, ma non durerà

Le scorte di petrolio non scendono ai livelli pre-Covid

Il recupero di oggi dei future sul petrolio non colma le perdite subite ieri, con i derivati sul Brent (il greggio di riferimento del mare del Nord) che hanno ceduto oltre il 5% scendendo sotto la soglia dei 40 dollari al barile per la prima volta dallo scorso giugno, e con il greggio Usa che, sempre ieri, ha lasciato sul terreno circa l’8% appesantito anche dalle perdite di Wall Street. I due principali benchmark di riferimento per i prodotti petroliferi sono quindi vicini ai minimi degli ultimi tre mesi e il recupero odierno non allontana i timori di una debolezza “strutturale” dell’oil. Tra le ragioni di questa debolezza, c’è in prima battuta la crisi sanitaria, con i focolai sparsi nel mondo che minacciano di rallentare la ripresa economica globale; la Cina, che ha rallentato le importazioni di petrolio dopo i forti acquisti degli ultimi mesi; e il taglio operato dall'Arabia Saudita dei prezzi ufficiali per ottobre del greggio Arab Light. Ma c’è soprattutto un fattore tecnico legato agli stock. Come spiega Giovanni Buffa, Portfolio Manager di AcomeA Sgr, lo stock mondiale di petrolio ammonta oggi a 7,6 miliardi di barili, circa 600 milioni di barili in più rispetto al livello pre-Covid. “Il mercato dell’oil ha tre variaibili: produzione, domanda e inventories (lo stock, ndr) – spiega Buffa – Con la crisi economica indotta dal Covid i produttori sono riusciti a tagliare la produzione al di sotto della domanda, ma gli stock si sono gonfiati per il calo della domanda oltre le attese”. A partire da luglio, aggiunge lo strategist, la domanda di petrolio si è ripresa e le scorte sono scese, ma meno delle aspettative. “A questo fattore va aggiunto che le scorte dei prodotti finiti petroliferi sono ancora a un livello più alto delle attese anche a causa del mercato delle aviolinee, che vale circa 7 milioni di barili al giorno su una domanda globale di oltre 91 milioni di barili”. Con queste premesse come si comporterà il petrolio nei prossimi mesi? “Considerando l’evolvere della pandemia e delle sue ricadute sul comparto del traffico aereo, le quotazioni potrebbero restare intorno ai 40 dollari al barile anche nei prossimi mesi”, conclude Buffa.

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