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AstraZeneca, Lo stop alla sperimentazione del vaccino scatena la competizione

Meys (NN IP): “Sembra probabile che la crisi da Covid-19 si traduca in un'accelerazione delle tendenze attuali. Che sono decisamente positive per il settore farmaceutico nel medio e lungo termine”

AstraZeneca, Lo stop alla sperimentazione del vaccino scatena la competizione

Sono quasi 200 i vaccini anti-Covid tracciati dall'OMS

La sospensione da parte di AstraZeneca della sperimentazione clinica sul vaccino contro il Covid-19 in seguito alla reazione avversa sviluppata da un volontario inglese, sarà solo temporanea. Ma ha rimescolato le carte. In primo luogo perché rende improbabile la distribuzione del vaccino entro la fine dell’anno, quando molti governi ne avevano annunciata la disponibilità già a novembre. In secondo luogo perché riapre la corsa al farmaco miracoloso che si fa sempre più intensa e competitiva. Quello con AstraZeneca è al momento l’unico contratto formalizzato dall’Unione europea per la fornitura di vaccini anti-Covid: il 27 agosto la Commissione ha infatti firmato un accordo per l’acquisto anticipato del prodotto in base al quale gli Stati membri potranno acquistare 300 milioni di dosi, con un'opzione per altre 100 milioni di dosi, da distribuire in proporzione alla popolazione. Questo accordo prevede che a determinate condizioni gli Stati membri possano indennizzare il produttore per le responsabilità sostenute, ma contiene l’importante clausola di responsabilità in capo al produttore per la sicurezza del farmaco. Ora, dopo la sospensione annunciata da AstraZeneca, la Commissione europea ha accelerato la ricerca di altri partner, in particolare Pfizer-BioNTech, con la quale ha appena concluso un pre-accordo per assicurarsi 300 milioni di dosi del suo vaccino a base di mRNA anti SARS-CoV-2 (ora in fase avanzata di sperimentazione) entro la fine del 2020 (previa approvazione delle autorità regolatorie), mentre altri colloqui esplorativi sono stati conclusi con Sanofi-GSK (il 31 luglio), Johnson & Johnson (13 agosto), CureVac (18 agosto) e Moderna (24 agosto).

Quali saranno le conseguenze per l’industria farmaceutica in seguito a questa battuta di arresto e quali le prospettive per gli investitori del settore? “I ricercatori di tutto il mondo si stanno affrettando per sviluppare un vaccino contro il Covid-19, con quasi 200 vaccini candidati ora tracciati dall'OMS – spiega Jeff Meys, Senior Portfolio Manager di NN Investment Partners – Ma i vaccini normalmente richiedono anni di test e tempo aggiuntivo per essere prodotti in scala, nonostante gli scienziati sperino di svilupparlo entro 12-18 mesi”. Attualmente ci sono sei vaccini candidati nella fase 3 (la più avanzata nel processo di sperimentazione) - ovvero i farmaci di Moderna/NIAID, Johnson e Johnson, BioNTech/Pfizer e Sinovac di base cinese - e fanno uso di vari approcci, aumentando così le probabilità di successo. “Ci vorrà tuttavia del tempo per stabilire la completa sicurezza ed efficacia dei candidati prescelti”, è il commento di Meys. Che aggiunge: “Indipendentemente dal vaccino, consideriamo il settore sanitario piuttosto attraente nel suo complesso, sia dal punto di vista storico che rispetto ad altri settori”. Lo strategist prevede infatti che la crescita a lungo termine del comparto sarà sostenuta da diverse forti tendenze demografiche globali: una popolazione mondiale sempre più numerosa e sempre più anziana e l'assistenza sanitaria nei Mercati Emergenti che sta diventando più accessibile a una parte più ampia della popolazione. “Sembra probabile che la crisi da Covid-19 si traduca in un'accelerazione delle tendenze attuali. Per queste ragioni rimaniamo positivi sul settore per il medio e lungo termine”, conclude Meys.

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