Investimenti

Europa, Gli asset alternativi superano la soglia dei 2mila miliardi nel 2019

Secondo il terzo rapporto di Preqin, le masse gestite sono cresciute del 44% da dicembre 2015, con il Vecchio Continente che rappresenta ormai il 21% dell’industria globale

Esma, costi sui fondi verso la convergenza europea

E’ un successo quello realizzato dai fondi alternativi europei nel 2019 e certificato dal terzo rapporto annuale di Preqin “Alternative Assets in Europe”, prodotto in collaborazione con Amundi. Le masse gestite da questi fondi a fine dicembre hanno infatti raggiunto per la prima volta 2mila miliardi di euro grazie all’importante contributo dei settori del private equity (795 miliardi) e degli hedge fund (609 miliardi), con l'Europa che rappresenta ora il 21% dell'industria globale. Il settore è risultato quindi in netta crescita rispetto ai 1.790 miliardi di fine 2018 (e ai 1.390 miliardi di fine 2015), con le masse gestite cresciute del 44% tra dicembre 2015 e dicembre 2019. Quanto ai mercati, il Regno Unito è risultato il più ampio, con masse gestite pari a 1.180 miliardi di euro, seguito dalla Francia (242 miliardi di euro). "L'Europa deve affrontare sfide significative nel ristrutturare, riformare e far crescere le sue economie – è il commento di Mark O'Hare, CEO di Preqin - E gli asset alternativi possono svolgere un ruolo prezioso nel contribuire a sbloccare il potenziale del continente: l'Europa possiede infatti un'industria dinamica e di successo, completamente attrezzata e pronta a soddisfare le mutevoli esigenze di tutti gli stakeholder”.

E il 2020? la pandemia ha certamente scosso anche l'industria degli investimenti alternativi europei, con un impatto diretto da inizio anno sulla raccolta di capitali e la chiusura di deal. Ma, mentre l'attività non è ai livelli record che abbiamo visto negli ultimi anni, i fondi continuano a raccogliere capitali e i manager stanno investendo quanto raccolto. Gli asset alternativi – è scritto nel report - sono visti come strumento di diversificazione del portafoglio e fattore di attenuazione della volatilità, e nel complesso come fonte di interessanti rendimenti corretti per il rischio in un mondo di tassi di interesse costantemente bassi e di titoli azionari volatili. I fondi di private debt, per esempio, hanno realizzato un’accelerazione nella raccolta di capitali, pari a 21 miliardi di euro nella prima metà dell'anno, grazie all'interesse per gli investimenti anticiclici. “È incoraggiante riscontrare che nonostante le importanti sfide legate alla pandemia Covid-19, l'allocazione di capitali nelle asset class alternative continua a crescere con slancio", ha detto Dominique Carrel-Billiard, Global Head of Real & Alternative Assets di Amundi. Che conclude: "I nostri investitori mostrano una crescente propensione per il private equity, il private debt, il real estate e le infrastrutture, sia attraverso fondi sia attraverso soluzioni alternative multi-manager. Riteniamo che la crisi creerà una serie di opportunità nell’ambito degli asset alternativi in relazione alla ripresa dell’economia”.

 

 

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