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Morgan Stanley Im: «Ripresa a V
in uno scenario incoraggiante»

Niccolò Rabitti, Head of Retail Distribuition Italy presso Morgan Stanley Investment Management a Investire Now: “La fase di ripresa economica iniziata ad aprile negli Stati Uniti è solo all'inizio. Di qui alla fine dell'anno il nostro outlook è costruttivo”

Morgan Stanley Im: «Ripresa a Vin uno scenario incoraggiante»

Niccolò Rabitti

 
“Naturalmente non abbiamo la sfera di cristallo, ma il nostro lavoro, e soprattutto quello dei nostri analisti, è fare previsioni, studiare quello che sta avvenendo e cercare di capire quello che potrà avvenire. Da questo punto di vista Morgan Stanley tra le società di investimento è forse una di quelle che ha uno scenario più bullish”: Niccolò Rabitti,  head of retail distribuition - Italy presso Morgan Stanley Investment Management, trasmette positività nell’esordio della sua interviste con Investire Now: “La Morgan Stanley Research, che è sicuramente uno dei nostri fiori all'occhiello, prevede che l’economia globale possa ritornare ai livelli pre-crisi, addirittura prima di quanto si aspettano in molti e quindi già forse entro la fine di quest'anno. Quindi riconoscono una V-shaped recovery, insomma una ripresa a forma di V, anche piuttosto pronunciata, più pronunciata di quanto si potesse pensare qualche tempo fa, e questo è confermato dagli ultimi dati, quindi è uno scenario piuttosto incoraggiante”.
Naturalmente le previsioni vanno sempre formulate e interpretate con cautela, e vanno proiettate almeno in questo caso più al medio periodo che al breve: “Quindi un po' di volatilità nel mese di settembre e probabilmente anche ad ottobre è lecito aspettarsela, e i nostri strategist nell’asset allocation hanno ridotto leggermente l'esposizione azionaria, ma questo non significa che prevediamo un'inversione di tendenza, anzi la fase di ripresa economica che a nostro avviso gli Stati Uniti è iniziata ad aprile è solo all'inizio e quindi devo dire che è un outlook costruttivo quello che vi sto raccontando di qui ai prossimi mesi e per il fine anno.
Grazie anche all’approssimarsi dei vaccini?
Direi che in questa visione incide maggiormente la risposta senza precedenti delle politiche monetarie e fiscali, mai come in questa situazione storica sintonizzate tra esse, e quindi è questo che dà forza all’outlook di cui parlavo prima, piuttosto che la previsione su un vaccino.
Eppure in giro c’è ancora pessimismo e prudenza, da noi chi ha soldi non consuma ma accantona…
C’è sicuramente una predisposizione ai consumi e anche agli investimenti più radicata nei paesi anglosassoni che in Italia. Ma dal nostro punto di vista rilevo un’accresciuta predisposizione agli investimenti da parte degli investitori , anche nei momenti più difficili, e non è sempre stato così. Ricordo altre situazioni difficili in cui ai primi scricchiolii dei mercati si vedevano dei forti deflussi, soprattutto dagli asset più rischiosi, invece nel  non è stato così quest'anno. Mi auguro che culturalmente l'idea di investire, proprio a fronte di mercati che registrano una flessione - che è quello che si dovrebbe fare sempre sostanzialmente - cominci a essere un'abitudine anche nel nostro paese.
Quale sarà l’impatto dell’esito delle elezioni presidenziali Usa sui mercati, secondo la sua Casa madre?
Tra tutti i candidati Biden è quello più favorevole al mercato e dunque gli esiti dell’elezioni potrebbero avere un effetto abbastanza neutrale sui mercati. Semmai è proprio nel breve termine e durante lo spoglio che potrà esserci volatilità accentuata…
Parliamo di strategie di investimento, quali sono i vostri punti di forza in questo momento?
Negli ultimi anni ci siamo caratterizzati sempre di più per la gestione attiva in ambito azionario. Abbiamo 4,5 strategie di eccellenza per quanto riguarda l’equity, che seppur gestite da team di gestione diversi e in ambiti regionali diversi hanno un filo comune, appunto quello della gestione attiva. Per noi significa discostarsi in maniera importante dal benchmark, creare dei portafogli concentrati tra i 20 e i 35 titoli,  portafogli ad alta convinzione,  in cui si investe anche in maniera importante in quelle che sono le prime 10, 15 posizioni per avere la possibilità di investire sia a livello globale che a livello regionale negli Stati Uniti o anche in Europa, con delle strategie che hanno creato un alfa consistente, un extra rendimento rispetto agli indici nel medio e lungo periodo importante, doppiando se non triplicando il risultato degli indici di mercato. Perfino nel marzo scorso abbiamo continuato a vedere dei flussi positivi anche sulle nostre strategie. Abbiamo portato questo approccio anche sul mercato italiano, forse per combattere quell’eccesso di liquidità che lo connota. Siamo arrivati sul mercato con una campagna molto forte per promuovere quello che secondo noi è uno dei modi più efficace di investire sull’equity, ovvero i piani di accumulo, abbiamo ridotto, anzi azzerato tutte le spese collegate ai piani di accumulo in Italia e questo ha dato un bel booster agli investimenti nei nostri fondi azionari.
Dunque una risposta secca a chi evoca il trionfo degli Etf!
Secondo noi la vera partita si gioca tra una gestione spiccatamente attiva e gestione passiva, la competizione avviene nella terra di mezzo, con i cosiddetti fondi a benchmark, che chiaramente hanno meno ragion d’essere. Un investitore che desideri una strategia a benchmark può andare verso un Etf, pagando poco. Oppure sceglie di sostenere una spesa maggiore in termini commissioni, ma prenota un ritorno ben diverso rispetto ad una strategia passiva. E noi ci siamo chiaramente schierati verso la gestione attiva.
Veniamo a voi come azienda difronte al lockdown. Avete puntato molto sui webinar…
Diciamo che è stata una scelta obbligata perché in quei mesi era l'unico modo di comunicare, però a mio avviso è stato anche l’avvio di un qualcosa che probabilmente rimarrà anche dopo, anche se non credo che sostituirà la relazione e l’incontro fisico one-to-one o one to all, che resta fondamentale nella nostra industria.I meeting fisici riprenderanno, perché nel nostro ambiente, nella nostra industriarono fondamentali. Chiaramente però poter rimanere in contatto con i gestori di Morgan Stanley investment management che sono a Londra, New York, Singapore a Hong Kong, non soltanto durante il roadshow annuale ma anche con cadenza trimestrale via webinar è un costume che rimarrà e darà sempre più accesso alla conoscenza che poi costituisce il vero valore aggiunto per tutti noi. Proprio tra poco riprenderemo una serie di webinar col professor Domenico Siniscalco, e prevediamo numerosissime adesioni.
Un tema di mercato, come vedete il megatrend dei big tech?
Lo abbiamo cavalcato e lo continuiamo a cavalcare nelle nostre strategie azionarie di punta, la tecnologia è stata sicuramente uno dei settori che ci ha permesso di contribuire a quelle performance di cui parlavo, a prescindere da quello che accade nel breve periodo che non è al centro della nostra attenzione, focalizzata piuttosto su quel che accadrà a questo settore e alle sue aziende nei prossimi cinque anni. Probabilmente alcuni di quelle società nei prossimi 3 o 5 anni faranno meno di quello che hanno fatto negli ultimi 3 o 5 anni, perché hanno già avuto una crescita stellare, ma sarà comunque superiore a quella di tanti altri settori e di tanti altri titoli, per cui dal nostro punto di vista ha ancora senso cavalcare questo cambiamento dirompente che si sta verificando nel mondo e che si continuerà a verificare nei prossimi anni.
Una curiosità, per finire: Warren Buffet ha annunciato il suo interesse per il Giappone e per le materie prime. Che ne pensa?
Potrei dire, con una battuta, che le scelte di Buffet non vanno commentate ma seguite. In merito alla view sul Giappone, la condividiamo. Consideriamo il Giappone è sicuramente un’asset class interessante nonostante da tempo non stia dando soddisfazione.                                                                                                                                                          Clicca qui per vedere la puntata di Investire Now!
 

 
 

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