Outlook

Quello dei titoli tech è un trend secolare

Secondo Carmignac, nonostante le valutazioni elevate, queste aziende meritano un premio per la loro capacità di incrementare i profitti indipendentemente dal ciclo economico, grazie alle tendenze di lungo periodo su cui si basa la loro crescita

Le imprese investono in tecnologie emergenti. Alla faccia della crisi

Nel corso dell’estate gli investitori hanno continuato a rincorrere la crescita investendo nel settore che offre maggiore visibilità, ovvero quello tecnologico. Tuttavia, le valutazioni elevate dei titoli tecnologici sollevano oggi molti interrogativi da parte degli investitori. “All’interno dei nostri portafogli continuiamo a prestare grande attenzione al rischio di una “bolla finanziaria”, è il commento contenuto in un recente outlook di Didier Saint-Georges, Managing Director e Membro del Comitato di Investimento Strategico di Carmignac. Che precisa: "La nostra filosofia è prendere profitti costanti sui titoli che registrano le performance migliori, come quelli fintech e del commercio elettronico. Inoltre, restiamo fedeli alla nostra strategia di investimento, partendo dal presupposto che il prezzo di un titolo racchiude già tutte le informazioni disponibili pubblicamente, e pertanto investiamo solo nelle aziende per le quali siamo in grado di elaborare una view in controtendenza rispetto a quella del consensus”. Questa filosofia, nonostante possa indurre a trascurare alcune opportunità a breve termine, ha dimostrato – come spiega lo strategist - la sua efficacia sul lungo periodo. “Nel complesso, tuttavia, restiamo convinti che queste aziende meritino un premio per la loro peculiare capacità di incrementare i profitti indipendentemente dal ciclo economico, grazie alle tendenze secolari su cui si basa la loro crescita”, dice Saint-Georges. Non solo. Durante la crisi avrebbero dimostrato anche le loro caratteristiche difensive, come nel caso delle nuove società leader della pubblicità Google e Facebook, o come Salesforce, che ha dimostrato come la crisi non abbia interrotto i flussi di investimenti sul digitale.

Il contesto di tassi bassi creato dalle Banche Centrali rappresenta poi un ulteriore fattore esterno di sostegno per questi titoli. “Tuttavia non siamo esenti da pressioni reflazionistiche a breve termine generate dalla scoperta di un vaccino, dal miglioramento dei dati macroeconomici o dall’aumento delle aspettative di inflazione”, aggiunge lo strategist. Che conclude: “È per questo motivo che manteniamo l’esposizione ai titoli auriferi, destinati ad apprezzarsi in caso di aumento delle aspettative di inflazione, nonché in alcuni titoli più esposti al ciclo economico”.

 

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